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1° Festival del Cinema dei Diritti Umani di Napoli (11-15 Novembre 2008) Pianura – Scampia – Ponticelli – Ercolano – Sanità.

Una manifestazione organizzata dall’Associazione Culturale “Cinema e Diritti”, con il sostegno di alcune associazioni che operano nell’area metropolitana nei quartieri di Pianura, Scampia, Ponticelli, Sanità e nel Comune di Ercolano e l’appoggio dalla Provincia di Napoli – Assessorato alla Pace e Cooperazione -, della Regione Campania – Assessorato alla Formazione e Lavoro – e dal Ministero dei Beni Culturali – Direzione Spettacolo dal Vivo.

8 novembre 2008 – Associazione Culturale “Cinema e Diritti”

Dall’11 al 15 Novembre Napoli ospiterà il Primo festival del Cinema dei Diritti Umani, una manifestazione organizzata dall’Associazione Culturale “Cinema e Diritti“, con il sostegno determinante di alcune associazioni che operano nell’area metropolitana nei quartieri di Pianura (progetto LESS), Scampia (Centro Hurtado), Ponticelli (Arci Movie), Sanità (Rete Sanità), e nel Comune di Ercolano e l’appoggio dalla Provincia di Napoli – Assess. alla Pace e Cooperazione -, della Regione Campania – Assess. alla Formazione e Lavoro – e dal Ministero dei Beni Culturali – Direzione Spettacolo dal Vivo.

La manifestazione avrà anche un punto di riferimento internazionale nell’Instituto Multimedia DerHumALC, un’associazione argentina gemellata a “Cinema e Diritti“, che organizza da dieci anni il Festival del Cinema dei Diritti umani di Buenos Aires e di Santiago del Estero, uno degli eventi cinematografici più importanti del Sud del Mondo. L’Instituto metterà a disposizione dell’evento la sua mediateca internazionale e l’esperienza del suo direttore, il giornalista Julio Santucho, promotore della Rete Sudamericana dei Diritti Umani, che parteciperà alle giornate di Napoli. Ma il contributo  più originale della rassegna è nella formula itinerante del festival, che prevede giornate di riflessione tematica in ognuno dei quartieri che hanno aderito alla manifestazione, invitando tutta la cittadinanza napoletana a scoprire ed apprezzare il lavoro della società civile organizzata che opera in queste comunità. Ogni giornata, quindi, sarà dedicata ad un quartiere diverso che aprirà le sue porte ai visitatori e curerà la presentazione di audiovisivi e testimonianze per approfondire la sensibilità di tutti su uno specifico diritto, liberamente scelto dall’associazione di quartiere che sostiene la manifestazione.

Il festival è stato costruito ed organizzato insieme, cioè con il concorso delle associazioni e di un gruppo di lavoro coordinato da “Cinema e Diritti” che, lavorando a stretto contatto negli ultimi mesi, ha stabilito obiettivi e forme della manifestazione. Grazie a questo percorso condiviso, il festival è diventato un momento di conoscenza e di comunicazione che “Cinema e Diritti” intende offrire alla città per parlare del lavoro di chi agisce in realtà difficili per rendere migliore la vita degli immigrati, dei minori a rischio, dei poveri destinati alla devianza e di tantissimi che non hanno accesso alle risorse per lo sviluppo e la crescita culturale.

Tutti sanno che una considerevole parte degli abitanti di questa città vive in situazioni di evidente disagio, in periferia ma anche nel centro. Sono a due passi da noi eppure sembrano invisibili e fanno notizia solo quando i loro problemi generano eclatanti esplosioni di insofferenza. Solo allora gran parte dell’informazione ufficiale ritiene di doverli additare come una minaccia alla sicurezza collettiva e farne oggetto di curiosità.. Poi, passata “la notizia”, essi tornano nel silenzio in cui sopravvivono. E nel medesimo silenzio vivono anche gli operatori sociali e i volontari dell’associazionismo che li accompagnano nel loro cammino di ricerca di una vita più dignitosa, dedicando molto del loro tempo a queste cause di grande valore umano.

Cinema e diritti” dedica il suo primo festival napoletano a queste presenze discrete di cui la città è ricca, perché la loro solitudine esprime la debolezza dell’intera società e necessita di un rinnovato slancio di solidarietà. Lo farà anche con l’aiuto e la testimonianza di un grande regista argentino, Fernando Solanas, che sarà a Napoli nei giorni 13 e 14 novembre a tenere vivo il ricordo delle grandi lotte popolari del suo Paese e l’odierno cammino verso la ripresa della democrazia. Approfitteremo della sua presenza per proiettare in anteprima il suo ultimo lavoro, “La prossima stazione”, dedicato agli effetti della privatizzazione dei servizi di trasporto pubblico.

Il festival sarà anche una buona occasione per visionare documentari nati nei quartieri e incoraggiare giovani autori a produrne altri da far conoscere nei circuiti del cinema dei diritti umani. La speranza è che, nei prossimi anni, altre associazioni ed altri quartieri aderiscano a questa manifestazione rendendola un momento di comunicazione sempre più stimolante, che non limiti la sua presenza ad un evento spettacolare, ma lavori tutto l’anno per azioni comuni e produca altri profili di Napoli e della sua gente.

Infine, il racconto delle periferie napoletane non trascurerà i problemi delle periferie di altre città del mondo perchè le storie di disagio si rassomigliano tutte e scopriremo documentari che raccontano nuove odissee in altri Paesi.

Vorremmo che il destino delle città sia sempre nelle mani di chi ci vive, che siano i suoi abitanti a raccontarle da angolazioni inusuali, per non rassegnarci alle letture riduttive e semplificate che quotidianamente ci vengono offerte dall’esterno.

Con l’auspicio che il festival sia gradito e partecipato da tanti.

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