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Abbattimenti: Che fare?

di Francesco Marino

L’argomento principale di questa campagna elettorale è e sarà quello riguardante le azioni da porre in essere per combattere e risolvere l’abuso edilizio. Abbiamo ascoltato pazientemente tutte le opinioni di valenti politici ed esperti. Ci sono state manifestazioni violente contro i giudici che, improvvisamente, facevano rispettare le leggi. C’è stato l’intervento forte del Vescovo d’Ischia Strofaldi a favore dei poveri cristi su cui si è abbattuta la falce del giudice Di Chiara. C’è stato il ridicolo intervento della Chiesa di Procida che invocava il miracolo, ma nessuno ci ha detto come coniugare il rispetto della legge con le esigenze dei cittadini. Il procuratore Giandomenico Lepore ha detto “La gente deve capire che la legge va rispettata e le sentenze devono essere eseguite. Non possiamo permettere queste esaltazioni dell’illegalità perché altrimenti, allo stesso modo, si finirebbe per ostacolare l’arresto di uno scippatore.”
Bene! Allora come coniugare il desiderio di giustizia ed il desiderio giusto dei manifestanti?
Ecco la proposta: Le case di prima necessità, fino al 2003, vengono condonate e, nello stesso tempo, chi ha compiuto l’abuso resta proprietario della casa sino alla morte, pagherà regolarmente le imposte dovute, non potrà venderla, fittarla o trasmetterla ad eventuali eredi. Alla sua morte il Comune che ha subito il danno insieme alla comunità incamera definitivamente l’immobile e decide cosa farne (teoricamente potrebbe anche abbatterlo).
In questo modo, senza pregiudizio alcuno, si concilierebbero le esigenze del cittadino che ha costruito per necessità e le esigenze della Legge che comunque avrà sanzionato il trasgressore.
Naturalmente ci vorrebbe una legge ad hoc ma, allora, cosa vanno a fare i nostri rappresentanti in Parlamento se non a risolvere i problemi dei loro cittadini. Anni fa un certo Bertuzzo si inventò il ruolo di difensore civico, chiamando a rispondere tutti i parlamentari. Essi avevano un sacrosanto timore di questa figura anche se col tempo la politica lo ha svuotato rendendolo poco più che un pupazzo. Noi ci accontenteremo che Mons. Strofaldi esaminasse la proposta e ci facesse sapere il suo parere. Sarebbe già tanto.

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