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Procida. Aggiornamenti del prof. Romeo sulla SEPA.

Riportiamo di seguito alcune considerazioni relative alla SEPA (società che svolge il servizio di raccolta e trasporto dei rifiuti solidi urbani dell’isola di Procida e relativa riscossione, formulate dal prof. Giovanni Romeo dell’Osservatorio Civico di Procida da tempo impegnato su questo come su altre problematiche nel rapporto diritti/doveri tra cittadini ed istituzioni.1) La giustificazione della società per aver continuato ad addebitarci l’iva nelle bollette in corso di distribuzione è la seguente: avrebbero chiesto lumi all’Agenzia delle Entrate, cioè all’Ufficio statale cui si versa l’iva, e ne avrebbero ricevuto la seguente risposta: l’iva va computata. Non mi risulta che un parere di un Ufficio di questo tipo possa avere valore legale superiore a una sentenza della Cassazione, che è chiarissima e risale al marzo del 2007 (e quindi andava applicata anche un anno fa). Ci si deve anzi domandare in base a quale logica la sepa abbia deciso di scrivere questa lettera e se si sia almeno consultata con l’amministrazione e ne abbia ricevuto il via libera: è un po’ come chiedere all’acquaiolo se l’acqua è fresca.
In ogni caso, sono soldi che non vanno alla società, sgravano lievemente il fardello che ci ha messo sul groppone e non espongono a rischi di alcun genere la sepa, visto l’autorevole avallo offerto dalla sentenza del 2007.
2) dal 1° gennaio scorso la sepa avrebbe assunto 5 nuova unità lavorative: la conferma deve essere chiesta al sindaco nelle prossime ore, ma la notizia sembra veritiera. Se si rivelasse tale, qualcosa bisognerebbe pur fare, mi sembra.
3) il nuovo piano finanziario della sepa, presentato pochi giorni fa, prevederebbe (io non l’ho visto coi miei occhi, ma la fonte è affidabile) un aumento di spesa del 50%…

Se a tutto ciò si aggiunge che la battaglia sull’approvazione del bilancio sarà, a quanto pare, anticipata alla fine di febbraio, e non è da escludere che a giugno si vada a votare, chiedere che il consiglio comunale su depurazione e sepa si svolga nella prima metà di febbraio mi sembra il minimo, per mettere le mani avanti su alcune questioni in cui al di là dei soldi è in gioco, mi sembra, anche la nostra dignità, calpestata in continuazione senza alcun ritegno.
Superfluo aggiungere che sono in corso contatti per adottare le contromisure più opportune: ogni suggerimento è benvenuto.

Infine aggiungo che c’è una Risoluzione, la 250/E del 17 giugno 2008, dell’Agenzia delle Entrate, Direzione Centrale normativa e contenzioso, che ha ritenuto di interpretare in senso restrittivo la sentenza della Cassazione e di ordinare anche controlli agli Uffici finanziari locali sull’effettivo versamento dell’IVA da parte delle società tenute ad incassarla da noi. Ovviamente, una risoluzione ministeriale non è una sentenza della Cassazione e ci sono ampi spazi di intervento. Inoltre, se la sepa o l’amministrazione avessero avuto la sensibilità democratica di rendere pubblica questa risoluzione già in ottobre, quando fu nota la sentenza, si sarebbe già allora valutata l’opportunità di contromisure.
Per ora, perciò, la nuova bolletta sepa si paga, anche se mi sembra utile sollecitare l’avvio di iniziative generali sulla questione da parte delle associazioni dei consumatori, a cominciare dalla Federconsumatori che è presente a Procida.
Resta la gravità delle cose già segnalate, e ad esse aggiungerei che, come mi è stato fatto notare ieri, le bollette avute non sono le prime due rate su quattro, come avevo superficialmente scritto nel precedente messaggio, ma semplicemente un acconto: non è escluso perciò che il saldo riservi qualche amara sorpresa (come nel 2003, per intenderci). Insomma, più presto si discute col sindaco, a 360 gradi, su acqua e rifiuti, meglio è.

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