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Amministrative Procida: Gli Sfascisti, utile semplificazione

Una nota apparsa sulla stampa parlava di “fine anno col botto per la politica procidana” annunciando, in vero, quel che già si sapeva: alcuni esponenti del PD partecipano all’”ammucchiata”, avendo concordato la spartizione delle candidature e degli eventuali incarichi amministrativi. Tutto qua. Forse un pizzico di delusione può essere stato causato dalla sensazione che qualcuno che si autodefinisce “progressista” si fosse mostrato sensibile di fronte al disegno “Riformista” di legare le prossime elezioni ad un progetto di largo respiro e di unire le energie migliori per la sua attuazione. A stare ai comportamenti potrebbe essersi verificato che è stato proprio il timore che si potesse realizzare una situazione che sganciasse la politica da spartizioni di poltrone e prebende ad accelerare l’ufficializzazione di accordi già raggiunti, senza curarsi di ridicolizzare i propositi esistenziali del PD, il partito di alcuni contraenti.
Meno male che certe situazioni si sono verificate in tempo utile a fare chiarezza.
L’assalto alla diligenza al grido di “vincere e vinceremo” di nefasta memoria ricorda a tutti quelle che furono le relative conseguenze e, visti i personaggi, l’esito dell’assalto sarà lo stesso. Non è pensabile che i procidani possano premiare una sommatoria del peggio che la politica locale esprime, tra vecchi gaviani che portarono il Comune al fallimento e dovettero scappare, non solo per sfiducia amministrativa, qualunquisti della destra peggiore, qualche finto “nuovo” e alcuni rancorosi eterni “galleggianti” della politica locale. Ma chi li crede? Se c’è qualcuno che ci “casca” è solo perché è uno come loro. Non a caso dai commenti raccolti, abbondantemente negativi, il più “entusiasta” appare quello di un “professionista dell’abuso” da angiporto che per le esperienze in materia in vari campi, potrebbe essere assunto, perché no!, a “mascotte”, come prototipo di ciò che essi intendono per “nuovo”.
Noi riteniamo di avere per tempo fatto chiarezza e di aver smascherato falsità ed ipocrisie, una per tutte la manfrina della “partecipazione” secondo, nientepopòdimeno, i principi ONU (la famosa “Agenda 21”) o le più “modeste” linee guida del PD tra cui scelte con le “elezioni primarie”: tutto dissolto nella spartizione tra tre o quattro di loro, alla faccia degli altri, degli stessi “soci”.
Tutto secondo copione. Stesse osservazioni possono valere per i fasulli “cambiamenti” che si volevano propinare ed ancor più falsi nuovismi che avrebbe potuto trarre in inganno qualche elettore. L’inciucio a cui è stato dato vita rende tutto più evidente.
Procida ha necessità di un presente e di un futuro. Il “Progetto Riformista” è la proposta per dare risposte serie e responsabili”alle esigenze del paese. Su di esso saranno i cittadini ad esprimersi.
Ad agosto scorso ebbi a scrivere che se l’”unità isolana” per il cambiamento condiviso non dovesse essere praticabile e sarà dato registrare forti spinte alla disgregazione, all’arrembaggio, a quel “baratto” a cui faceva riferimento Antonio Polito sul giornale che dirige (“è soprattutto al Mezzogiorno che questo deficit nazionale diventa emergenza, ai limiti dell’autolesionismo, in fondo al quale si può barattare la perla del Mediterraneo con un barile di merda.”) bisognerà responsabilmente individuare soluzioni sostitutive, per non cadere nella brace del peggio, dal punto di vista amministrativo ed umano, che si agita nell’isola.
Anche questo va considerato un positivo contributo verso il paese. Visto che il PD da democratico, progressista, nuovo, (tanto gli “aggettivi” non costano, i comportamenti invece sì!) ha rinnegato se stesso, trascinato nella più bassa concezione della gestione della cosa pubblica dagli interessi di pochi, e che oggi va considerato nemico del “Progetto” di cambiamento, spetta a quanti lo perseguono con convinzione contrapporsi all’”ammucchiata” dei cattivi propositi.
Per quel riguarda i “Riformisti”, i quali avevano più volte in pubbliche circostanze affermato di non essere interessati a loro candidature, è tempo che rivedano questa scelta e decidano di essere presenti direttamente nella competizione elettorale, come dovere civico, per mettere al servizio del paese impegno, competenza, onestà d’intenti, nella direzione degli obiettivi indicati dal “Progetto”, insieme a quanti lo condividono.
Pasquale Lubrano
per i “RIFORMISTI PER PROCIDA”

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