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Atteggiamenti illiberali e confusioni

Il governo sta reagendo con l’abituale ipocrisia politica al via libera alla messa in vendita anche in Italia ( seppure con molto ritardo ) della Pillola Ru486.

Il Ministro Sacconi e la sottosegretaria Roccella sanno bene che il
loro dispetto per la decisione dell’AIFA non ha appigli ragionevoli,
né per la scienza né per le regole della libera convivenza tra
diversi. Il loro dispetto avrebbe un solo appiglio possibile:
esternare la loro scelta a favore di una politica e di norme
modellate sui criteri e sulle convinzioni di una fede religiosa. Che
ovviamente sono l’opposto di una concezione liberale ma che hanno la
dignità di dire come dovrebbe essere la società italiana secondo loro.
Però, i due membri del Governo non hanno il coraggio di farla questa
esternazione e allora annaspano agitando falsità giuridiche e
immotivate paure. Infatti è falso far intendere che ammettere la
vendita della Ru486 supererebbe la legge sull’aborto ed è falso far
credere che la pillola Ru486 costituirebbe un grave pericolo per la
salute della donna.

Un simile atteggiamento non è solo illiberale e fa intendere un
intento punitivo, inquina la trasparenza del dibattito democratico sui
modi di organizzare la convivenza. E ciò è un’ulteriore riprova della
inadeguatezza del centro destra circa la capacità di affrontare i
problemi del paese accettando la diversità di ogni cittadino. Certo,
su questo terreno il centro destra non viene incalzato dal PD. Il PD
non è determinato per compiere a livello politico una scelta
inequivoca a favore della laicità delle istituzioni. Basti vedere che
il candidato alla Segreteria . il sen. Marino, quello che vorrebbero
indicare come il sostenitore della laicità, non ha ancora capito che
l’obiettivo della laicità sta nel suo metodo di affrontare la realtà e
confonde la laicità del confronto tra diversi con l’interesse
generale. Quando all’opposto è proprio ispirarsi a questo metodo
dell’interrelazione dei singoli cittadini e non alle credenze
religiose che costituisce il criterio legislativo della laicità
istituzionale. Se questo è il candidato fautore del metodo laico,
allora gli altri o ne sono avversari oppure fanno i pesci in barile.
Il che, in un’epoca di teo-con, non è il modo migliore per sostenere
una politica laica.

COMUNICATO STAMPA

Federazione dei Liberali

1 agosto 2009

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