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Campania: Approvato il Regolamento per i Centri Commerciali Naturali

La Giunta Regionale della Campania ha approvato il Regolamento per la costituzione del Centri Commerciali Naturali strumento che le associazioni di categoria ASCOM e CONFESERCENTI ritengono importantissimo per il rilancio delle attività commerciali anche dell’isola di Procida.
Di seguito riportiamo l’articolato del documento.
Articolo 1 Principi e obiettivi
1.Le presenti disposizioni attuative, ai sensi dell’articolo 3 della Legge regionale 19 gennaio 2009, n. 1, disciplina l’istituzione e il riconoscimento dei Centri Commerciali Naturali, in seguito denominati Ccn, in Campania
2.La Regione Campania promuove la costituzione, il riconoscimento e la valorizzazione dei Ccn e ne persegue i seguenti obiettivi:
a) favorire il processo di aggregazione degli esercizi di vicinato, della media distribuzione, degli esercizi della somministrazione di alimenti e bevande, imprese artigiane, turistiche e servizi
b) concorrere alla salvaguardia e alla rivitalizzazione aree urbane
c) favorire, anche con la collaborazione ed il sostegno degli enti locali e delle associazioni di cui al successivo articolo 4, comma 1, lettera d) l’attrattività Commerciale e turistica del territorio di insediamento.

Articolo 2 – Definizioni
1.Ai fini delle presenti disposizioni attuative si intende per:
a) Centro commerciale naturale: l’aggregazione di esercizi di vicinato, di medie strutture di vendita, di pubblici esercizi di somministrazione di alimenti e bevande, di imprese artigiane, turistiche e di servizi, sviluppatesi spontaneamente in aree urbane che, mediante una propria autonoma struttura organizzativa, si pone quale soggetto di un’unica offerta integrata per favorire la crescita della domanda, per personalizzare e fidelizzare il servizio reso ai consumatori, nonché per realizzare una politica comune di sviluppo e di promozione del territorio
b) Aree urbane: i centri storici, le aree dei quartieri, anche periferici, le frazioni e le località, connotati dalle caratteristiche identitarie sociali, culturali e territoriali locali e, comunque, caratterizzati dall’integrazione consolidata tra funzione residenziale e la diffusione di imprese commerciali, artigianali, di somministrazione di alimenti e bevande, di servizi e turistiche che offrono prevalentemente un servizio di prossimità.

2.Ai fini della definizione di cui al comma 1 lettera a), sono configurabili le seguenti tipologie di Ccn:
a) Tematico: costituto da imprese che propongono un’offerta merceologica prevalentemente dello stesso genere o di generi complementari e assimilabili, in misura non inferiore al settanta per cento degli aderenti
b) Territoriale: costituito da imprese che propongono un’ampia offerta merceologica e che rappresentano almeno il quaranta per cento di quelle ubicate nell’area individuata.

3.Sono esclusi dal campo di applicazione delle presenti disposizioni attuative le sovrapposizioni territoriali tra diversi Ccn insistenti in una medesima area dello stesso Comune.
Articolo 3 – Finalità dei Ccn
1.Il Ccn, per l’area individuata, persegue le seguenti finalità:
a) organizzare e proporre un sistema locale di offerta integrata produttiva, commerciale e turistica articolata con la partecipazione delle diverse espressioni dell’economa urbana
b) creare e promuovere un marchio identificativo così come indicato al successivo articolo 5, comma 1, lettera c), che contraddistingue sotto un’unica immagine gli operatori commerciali, artigianali e turistici
c) promuovere la diffusione di programmi di ricerca applicata e di innovazione in favore delle imprese aderenti
d) realizzare programmi comuni di iniziative promozionali commerciali e turistiche
e) garantire l’offerta di servizi alle imprese aderenti.

Articolo 4 – Requisiti soggettivi
1.Ai fini della costituzione di un Ccn, possono aderire i soggetti giuridici ubicati nell’ambito territoriale individuato, fatta eccezione per le associazioni di cui alle successive lettere c) e d) il cui ambito territoriale è quello comunale, che perseguono finalità comuni, in particolare:
a) gli esercizi di vicinato, alimentare e non, della somministrazione di alimenti e bevande previsti dalla vigente normativa, le piccole imprese dell’artigianato, del turismo e di servizi, in forma singola od associata
b) le medie strutture di vendita già preesistenti ed operanti alla data di entrata in vigore delle presenti disposizioni attuative comprese quelle costituite ed autorizzate a seguito di accorpamento e concentrazione di esercizi di vicinato, operanti nello stesso Comune e autorizzati ai sensi dell’articolo 24 della legge 11 giugno 1971, n. 426
c) le associazioni di categoria regolarmente costituite (nel Cnel)
d) le associazioni senza scopo di lucro, legalmente riconosciute. 2.Alla costituzione del Ccn possono altresì aderire, qualora previste nel vigente strumento di programmazione urbanistico – commerciale del Comune competente per territorio, anche le medie strutture di vendita di nuova apertura così come individuate e classificate dall’articolo 2, comma 1, lettera a) e b) Legge Regionale 07 gennaio 2000, n. 1 e successive modificazioni e integrazioni, purché insistenti nell’area territoriale individuata.

Articolo 5 – Requisiti oggettivi
1.I Ccn, oltre ai requisiti soggettivi previsti dall’articolo 4, devono essere in possesso anche dei seguenti requisiti oggettivi:
a) essere costituiti in forma di Consorzio senza fini di lucro o società consortile a responsabilità limitata
b) avere un numero di aderenti non inferiore alle 15 unità e,. comunque, nei limiti di cui all’articolo 2, comma 2, lettere a) e b)
c) aver provveduto all’attribuzione di una denominazione, alla creazione di un proprio marchio identificativo regolarmente registrato
d)aver definito, nell’ambito territoriale individuato, un piano di sviluppo, di promozione e di valorizzazione dell’identità socio-culturale del sistema imprenditoriale esistente mediante iniziative che facilitino la formazione professionale degli operatori, la crescita della domanda e la fidelizzazione dei consumatori.

Articolo 6 – Riconoscimento del Ccn
1.Ai fini del riconoscimento di cui al presente articolo, i soggetti giuridici in possesso dei requisiti di cui agli articoli 4 e 5, presentano regolare domanda al Comune sede dell’area territoriale individuata.
2. La domanda, di cui al comma 1, è presentata al Comune e deve essere corredata da:
a) lo statuto e l’atto costitutivo del soggetto proponente;
b) il piano di sviluppo e di promozione di cui all’articolo 5, comma 1, lettera d);
c) l’elenco dei soggetti giuridici di cui all’articolo 4, corredato dalla dichiarazione di adesione
sottoscritta dagli stessi;
d) la planimetria dell’area individuata con l’elenco delle vie e delle piazze interessate.
3. Per i costituendi Cc, ancora sprovvisti del marchio registrato di cui all’articolo 5, comma
1, lettera c), è possibile dimostrare l’avvenuto deposito dello stesso presso la competente
Camera di Commercio, con riserva di successiva presentazione dell’avvenuta registrazione.
4. Il Comune, verificata la compatibilità con i propri strumenti di programmazione urbanistico e la
sussistenza dei requisiti di cui agli articoli 4 e 5, riconosce l’avvenuta costituzione del Ccn,
dandone comunicazione nei termini di cui alla legge 241/1990 e successive modifiche o nel rispetto
del proprio regolamento, al soggetto proponente ed al competente Settore della Giunta regionale.
5. Al Comune spetta altresì la verifica periodica, ogni tre anni, dell’accertamento sulla
permanenza dei requisiti soggettivi ed oggettivi di cui agli articoli 4 e 5.
6. In caso di accertata carenza dei requisiti di cui al comma 5, il Comune avvia il
procedimento amministrativo per l’eventuale sanatoria della irregolarità riscontrata, laddove
consentita dalla normativa vigente, garantendo la partecipazione dei soggetti interessati, ai
sensi della legge 241/1990 e successive modifiche e integrazioni.
7. In tutti i casi in cui non è possibile procedere alla sanatoria di cui al comma 6, il Comune
competente per territorio provvede alla revoca del riconoscimento del Ccn, dandone
tempestiva comunicazione al competente Settore della Giunta regionale, ai fini dell’adozione
dei provvedimenti consequenziali

Articolo 7 – Elenco regionale dei Ccn
1.Con decreto dirigenziale è istituito presso il competente Settore della Giunta Regionale l’elenco dei Ccn costituiti in Campania.
2.Con cadenza annuale, entro e non oltre il 31 gennaio, il dirigente del Settore competente provvede all’aggiornamento e alla pubblicazione dell’elenco dei Ccn riconosciuti nel Burc. 3.L’inclusione nell’elenco di cui al comma 1 potrà costituire, nel rispetto delle procedure legislative ed amministrative

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