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Caro assessore ti scrivo… I cittadini di Procida e la raccolta differenziata

Alcuni cittadini di Procida, ci hanno fatto pervenire alcune osservazioni, o  lamentele riguardo la Raccolta Differenziata e la mancanza di una più corretta informazione. Qualcuno si aspettava una più capillare e corretta informazione dopo la partenza degli ultimi turisti residenziali.

La signora Scotto ci ha informati che una settimana fa circa, ha contattato l’ufficio smaltimento di via IV Novembre, per avere alcune informazioni riguardo la giusta differenziazione dei materiali.

Le è stato spiegato che i contenitori in alluminio tipo lacca per i capelli, deodoranti, schiuma da barba ecc., non vanno inseriti nel sacco bianco dell’alluminio, ma bensì ndrebbero messi nell’indifferenziato!!!!!!!

Altrimenti se si vuol fare cosa buona e giusta, tocca portarli come materiali ingombranti nel centro di raccolta. In futuro ci sarà un servizio, non di pertinenza della SEPA che si occuperà del  riciclo dei materiali in lega metallica come caffettiere, padelle antiaderenti, teglie in materiale metallico che non ci è chiaro se siano o meno di alluminio.

Le è stato spiegato che bisogna inserire tutte quelle scatolette e contenitori con la dicitura Al, ma la sig. ci fà notare che nè sulle scatolette di tonno, nè su quelle del mais, ne su quelle dell’olio di semi ed altro c’è questa dicitura. Sarebbe ora di fare una nuova e più capillare informazione !

E’ conclusa l’iniziativa  dei gazebo?

Perché non si accoglie l’ipotesi di individuare dei cittadini, volontari e preparati che incontrono le famiglie del proprio quartiere?

Un altro cittadino ci ha comunicato che in via Santo Ianno, qualche settimana fa ha incrociato l’addetto al prelevamento dei sacchetti di carta. Ha dato una mano a recupererne alcuni che non aveva visto e insieme hanno potuto constatare che  in alcuni sacchetti c’era tutt’altro che carte, o meglio anche tutta una serie di imballaggi che carta non erano. A quel punto sollecitò l’addetto a bussare e chiarire  se quel sacco andava rifatto, ma non accolse l’invito, dicendo che nessuno la fa bene e che poi al sito di via IV Novembre i colleghi avrebbero fatto la selezione.

Perchè accade tutto ciò?

Perchè non informare i cittadini che la differenziata va fatta in un certo modo?

Perchè aggiungere un lavoro ulteriore che ricade sugli addetti e che invece andrebbe fatto a monte dal cittadino una volta informato e sensibilizzato?

Ci viene rispetto a questa ultima questione di fare una ultima riflessione.Il  dover aprire i sacchi non comporta da un lato uno sperco di tempo e ore di lavoro in più? Mettici poi che il materiale differenziato viene raccolto di notte ed essendo la matematica non una opinione,  2+2 fa  sempre quattro. Più ore di lavoro e anche notturno (straordinari vari), significa un costo maggiore del personale che ricadrà molto probabilmente sui cittadini,che pagheranno una TIA più salata.

Non che lo fosse già, dato che paghiamo quella più cara d’Italia. A quando una Tia che fa pagare quello che produci e quindi se più differenziamo e meno umido inviamo a discarica dovremmo pagare meno tributo. Intanto aspettiamo il rimborso dell’IVA sulle bollette.

Di questo e di tante altre situazioni i cittadini chiedono spiegazioni !! Grazie.

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