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Comunicato del CO.RE.Ri. sull’operato dell’Assessorato all’ambiente della Regione Campania.

Comunicato Stampa del CO.RE.Ri* – Coordinamento Regionale Rifiuti della Campania, per chiedere le dimissioni dell’Assessore Walter Ganapini.

La vicenda rifiuti in Campania è da sempre strettamente connessa all’attività camorristica che in questo ambito ha mosso e muove ingenti somme di danaro. Infatti, sul traffico dei rifiuti tossici, seppelliti in ogni  cava o buco della nostra terra e provenienti da ogni parte d’Italia, la crescita di ricchezza e di potere della malavita organizzata è stata tale che perfino uomini come Cosentino, che secondo le dichiarazioni del pentito Vassallo, ha ricevuto soldi direttamente da Francesco Schiavone detto Sandokan, http://espresso.repubblica.it/dettaglio/Sistema-Cosentino/2044046 e Luigi Cesaro, http://espresso.repubblica.it/dettaglio/Il-boss-disse:-date-a-Cesaro/2041537&ref=hpsp sono oggi indiscussi  rappresentanti del Governo,  e referenti per lo stesso per i rifiuti in Campania.

Dall’analisi dei fatti la camorra è però da considerare come la badante che apre le porte al ladro, perché tutto il suo operato gode da sempre di una grande copertura istituzionale senza la quale non ci sarebbero potuti essere, ad esempio, quell’enorme numero di camion che hanno attraversato senza alcun controllo l’Italia in lungo e largo e anni di assoluto silenzio sullo scempio che si stava perpetrando.

E’ in questo clima di grave disastro ambientale e crimine contro la popolazione campana che scoppia e si perpetua per oltre 14 anni la cosiddetta emergenza rifiuti. Un’emergenza che ha consentito, grazie alla connivenza di commissari e subcommissari (vedi inchiesta “Rompiballe”) di continuare a riempire buchi, già colmati fraudolentemente di rifiuti tossici, con rifiuti ordinari tolti frettolosamente da strade stracolme di “Munnezza”. Il tutto senza regola alcuna e in deroga a qualsiasi norma italiana o europea.

Questo è lo scenario che appare con estrema chiarezza ormai da anni agli attivisti ambientalisti, additati spesso come i responsabili di tale disastro, grazie ad un’informazione a dir poco “serva dei poteri forti”.

In questo contesto, un anno e mezzo fa, con grande furbizia politica, il presidente della regione Bassolino decide di nominare  come Assessore all’Ambiente della Regione Campania Walter Ganapini, ex presidente Greenpeace Italia. Buona parte della società civile esulta perché il desiderio di credere che una svolta sia possibile, che si possa ancora invertire la marcia è così grande che ci si tappa le orecchie quando attivisti più navigati e con maggiore conoscenza delle dinamiche politico-sociali, denunciano la concreta possibilità che l’Assessore altro non sia che un calmiere del dissenso sociale, altissimo all’epoca perché in piena emergenza; un dissuasore atto a ridurre l’azione di disturbo che gli ambientalisti stanno attuando ai danni di uno stato che deve continuare a fare i propri affari.

L’assessore giunge in Campania e sin dall’inizio del suo mandato cerca di istaurare un dialogo con i rappresentanti dei comitati e delle associazioni.

Prima ancora di istituire il Forum Rifiuti Campania, dove si riuniranno forze ambientaliste, istituzioni e rappresentanti delle industrie, l’assessore indice incontri e colloqui, alcuni dei quali si prolungano fino a notte, direttamente con i vari esponenti della società civile: singoli cittadini, comitati e associazioni.

In queste riunioni denuncia il ritrovamento nei cassetti della Regione di un piano rifiuti, in particolare della Raccolta Differenziata nel Comune di Napoli, pagato un milione di euro e mai utilizzato;

denuncia l’esistenza di 11 impianti di compostaggio pagati e mai entrati in funzione perché non consegnati o, peggio, di siti di compostaggio usati per lo stoccaggio delle ecoballe, come  San Tammaro e  Caivano;

denuncia il ritrovamento di rotovagliatori e macchinari per migliorare gli impianti di CDR ancora imballati e mai utilizzati;

denuncia, inoltre, l’esistenza della discarica di Parco Saurino 3, pronta e mai utilizzata, che avrebbe potuto evitare l’ultima emergenza, ed invece del tutto ignorata dai vari commissari ai rifiuti;

denuncia l’ASIA ed i suoi dipendenti come il cancro napoletano sui rifiuti, il carrozzone Recam (oggi Astir) per le sue inadempienze.

Ma le sue denunce, vengono rivolte solo ai comitati o trovano al massimo spazio tramite filmati su youtube o tramite fugaci interviste su qualche quotidiano locale.

[youtube vNLuzl-P_VFs]

Perché un’istituzione così importante, un così cruciale anello della catena per la gestione rifiuti sul territorio si limita a questo? Quali sono le reali motivazioni che lo portano a non utilizzare quotidiani a tiratura nazionale per verità così importanti?

Sarà perché Parco Saurino 3 sorge su un terreno in odore di camorra, sul quale alcune fonti riferiscono di una situazione di inquinamento diffuso in tutta l’area e di possibili sversamenti abusivi di rifiuti tossici sotto la detta vasca numero 3, motivo per il quale sarebbe stato opportuno non alzare un vero polverone?

Sarà stato l’incidente autostradale accadutogli, o i motociclisti che lo hanno percosso a Piazza del Gesù a portarlo a più miti consigli?

Oppure sarà che trattare i membri della società civile come gli unici depositari di tante importanti verità li sedurrà al punto tale che in seguito avrebbero dato carta bianca alle sue scellerate proposte come bruciare il CDR nei cementifici?

http://files.meetup.com/206790/per%20non%20disseminare%20il%20paese%20di%20ciminiere%20W.G..doc

Arrivare in Campania, terra ambientalmente violentata e distrutta; proporre a dei cittadini assetati di democrazia e partecipazione, addirittura un Forum dove poter discutere di tutto, anche del revamping dei 7 impianti di CDR (gioelli di fattura tedesca pagati 270 milioni di euro, sabotati o mal utilizzati) proponendo di trasformarli in impianti a freddo per recuperare al massimo la materia; fare tutto questo con il solo scopo di tenere buoni comitati civici ed associazioni ambientaliste e manipolarli per ottenere l’avallo della società civile e coprire l’operato della Regione, rispettando le norme europee relative alla partecipazione pubblica, è forse ancor peggio che rubare i sogni di libertà ad un prigioniero condannato all’ergastolo.

Ma qual è, al di là di queste considerazioni, il risultato dell’operato di oltre un anno e mezzo del suo assessorato nella Regione Campania?

Nessun impianto di compostaggio attualmente funzionante:

http://www.rifiuticampania.org/docs/79.pdf

Nessun piano serio di Raccolta differenziata per il comune di Napoli che, grazie all’operato di Fortini, massimo dirigente dell’Asia che ha pubblicamente manifestato posizioni decisamente favorevoli all’incenerimento dei rifiuti, sta dimostrando come la Raccolta Differenziata sia una spesa che non vale l’impresa, e che l’unico affare è accaparrarsi l’inceneritore di Ponticelli. Si segnala in proposito il link della lettera di Fabio Mattei, membro del consiglio di amministrazione dell’Asia,  che denuncia tutto questo:

http://files.meetup.com/206790/No_all’inceneritore_a_Napoli_Est[1].doc

Nessun serio revamping degli ex CDR ora ridotti dal governo a STIR (siti di tritovagliatura e imballaggio rifiuti). Anche in questo caso l’Assessore non sostiene i risultati del lavoro delle commissioni del Forum, da lui stesso istituito, perché vanno in una direzione che non è la sua (si vedano i documenti sul progetto elaborato nell’ambito del CO.RE.RI:

http://www.rifiuticampania.org/articles/art_2391.html).
O meglio, ancor prima di mettere mano alla provincializzazione e al revamping degli ex CDR, conclude l’unica operazione in materia rifiuti alla quale ha forse lavorato sin dall’inizio del suo mandato, ossia l’accordo con i cementifici, per iniziare subito a bruciare lì tutto il bruciabile, visto che vero CDR in Campania oggi ancora non se ne produce.

Mostra così la sua versione di braccio armato della politica dell’incenerimento, altro che recupero dei materiali e salvaguardia dell’ambiente!

Cosa importa se i cementifici campani sono impianti obsoleti e nocivi sui quali pendono ordinanze che ne obbligherebbero la delocalizzazione perché troppo vicini ai centri urbani?

Cosa importa di chi sono di proprietà suddette industrie insalubri di prima classe?

L’Assessore sostiene, come ha affermato l’ultima volta che ha incontrato associazioni e comitati all’interno del Forum regionale rifuti, che, per non correre rischi, in una regione così altamente inquinata dalla malavita organizzata, sottopone tutti gli imprenditori, con i quali intende operare, ad un passaggio ai raggi X… salvo poi non spiegare la suddetta radiografia che esito abbia fornito nel caso degli imprenditori Moccia e Caltagirone, proprietari, in Campania, di alcuni dei cementifici in questione.

Per tutto questo chiediamo le dimissioni dell’Assessore Walter Ganapini, certi che non ha rappresentato né rappresenterà mai alcuna luce nel buio del disastro ambientale campano, una luce che purtroppo bisogna ancora continuare a cercare.

Napoli 20/10/2009

CO.RE.Ri – Coordinamento Regionale Rifiuti della Campania

Sito: www.rifiuticampania.org

Email: contatti@rifiuticampania.org

Tel: 3346224313 – 3384850720

Piazza Santa Maria degli Angeli, 1 – 80132 – Napoli

*Il CO.RE.Ri è una realtà che mette a fattor comune le esperienze di oltre 50 tra associazioni e comitati presenti sull’intero territorio campano, che si occupano da anni della decennale emergenza rifiuti: sulla risoluzione di tale emergenza riteniamo che l’assessore non abbia fornito, dopo ben oltre un anno di lavoro, alcun contributo significativo, dimostrando di essere soltanto il braccio armato della politica dell’incenerimento.

Cordiali Saluti

CO.RE.Ri – Coordinamento Regionale Rifiuti della Campania

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