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Consiglio Comunale: passa il bilancio

Consiglio Comunale che rispetta in pieno il post anticipato in mattinata con una certa confusione a farla da padrona ma che consente al Sindaco Lubrano di incassare l’ennesima fiducia (10 voti favorevoli, 2 contrari, 2 astenuti, 1 assente e 6 che si ritirano sull’aventino senza partecipare al voto). Comunque, per il lettore affezionato del dbattito politico riportiamo l’intervento di Maria Capodanno, astenutasi insieme a Tecla Lubrano.Il documento contabile che ci viene sottoposto per l’esame, nella sua semplicità di lettura focalizza la grave realtà della gestione del nostro Comune. Si tratta di trovare un modo di “rabattare” un anno ancora la situazione economica, senza alcuna iniziativa positiva e propositiva, senza alcuna attenzione ai problemi del paese. Tre i punti salienti tra le entrate: la vendita delle case popolari in costruzione alla Corricella (2,432 mil. di Euro) (peraltro, a differenza dello scorso anno non è stata prevista in uscita alcun importo per la restituzione del finanziamento a suo tempo ottenuto), qualche spicciolo riveniente dal demanio marittimo (200 mila Euro), un altro po’ di ricavi da condoni edilizi (442 mila Euro) per fronteggiare un deficit di 2.875 mil. di Euro per far fronte al disavanzo strutturale e 1,3 milioni di Euro per debiti fuori bilancio. Lo scorso anno uscì dal Bilancio a settembre la vendita delle case e comparve quella delle quote societarie del porto turistico di Marina Grande, quest’anno esce la vendita delle quote e ricompare quella delle case. In attesa di decidere se si vendono entrambe. In ogni caso, per fermarci al Bilancio che ci viene sottoposto ad esame, si vende “patrimonio” per far fronte a “spese correnti”. E tra esse ritroviamo 1,3 milioni di debiti fuori bilancio, il cui ammontare reale complessivo resta una incognita. Una incognita resta l’eventuale utilizzo, se realizzato, della entrata da vendita delle quote societarie del porto turistico. Il documento contabile 2009 segue la falsariga dei precedenti predisposti da questa Amministrazione e contribuirà ad aggravare una situazione finanziaria ai limiti del dissesto, lasciando il paese a cavarsela da solo e privo di prospettive positive. Inoltre col 30% delle entrate incerte e lontane nel tempo (da case Corricella e condoni) e con le altre più o meno certe e non sempre di imminente effettuazione si aggravano i problemi da mancanza di liquidità. Se oggi siamo in una situazione in cui anche reperire un foglio di carta è una impresa, se i creditori non liquidati crescono e vedremo dal prossimo conto consuntivo l’ammontare dei residui passivi, se essi rifiutano di concedere ulteriore credito rinunziando alle forniture con gravi conseguenze sulla qualità dei servizi resi alla cittadinanza da parte del Comune, parlare di paralisi operativa è il minimo che si possa dire. Un discorso a parte merita la gestione delle partecipate incaricate. A parte, ma non diverso. Anche in esse sono stati adottati gli stessi metodi di gestione, con scadente qualità dei servizi resi e indebitamenti crescenti a carico dei cittadini. E si continua su questa linea di condotta. Abbiamo ripetuto queste osservazioni, ancora una volta, come purtroppo siamo costretti a fare da anni, inutilmente dal punto di vista del risultato poiché l’Amministrazione non ha mai inteso accogliere i nostri suggerimenti, e con la gestione 2009 si aggiunge un altro tassello negativo alla gestione dell’Ente. Noi non sappiamo quanti consiglieri voteranno questa proposta di Bilancio, se l’Amministrazione conta su “numeri” sufficienti per tirare a campare un altro anno ma per noi non è questo l’essenziale. Dovete darci atto che noi “Riformisti” sosteniamo da mesi che non è un problema di numeri ma di sostanza, di qualità della gestione, dell’urgenza di una inversione di rotta. E non ci siamo mai appassionati ad inseguire beghe, strumentali contrapposizioni, o peggio, all’interno della compagine amministrativa. Noi abbiamo proposto un cambiamento reale che immettesse energie tecniche, contributi operativi anche provenienti dall’esterno del Consiglio, che stimolasse la partecipazione di tutte le forze politiche, le categorie economiche, sociali, culturali. Abbiamo ufficializzato tali proposte a novembre quando l’Amministrazione contava sull’appoggio di 14 consiglieri, le abbiamo sostenuto quando l’appoggio si è ridotto ad 11 e nei mesi successivi, con o senza il rattoppo “Capezzuto”. E nell’odg presentato nell’ultima seduta di Consiglio manifestando “forte preoccupazione per lo stato di grave difficoltà che vive il Paese e l’istituzione Comune che non trova alcuna positiva risposta nella soluzione adottata” chiedevamo, “un riesame complessivo della situazione politico-amministrativa, affinché con lo sforzo di tutti si provveda ad una svolta adeguata alle esigenze del paese, nella chiarezza degli obiettivi, nella trasparenza degli atti e dei comportamenti, nella indicazione precisa delle priorità e delle scelte.”
La sostanza di questo documento contabile 2009 ci spinge ad insistere.
Procida non può subire un altro anno di immobilismo amministrativo sia esso causato dalla incapacità dell’Amministrazione in carica, sia ancor peggio da parte di quella burocratica commissariale. Quest’ultima aggiungerebbe danni gravi ai cittadini (e non solo per quel che riguarda gli abbattimenti di case, sui temi dei condoni edilizi e problemi connessi).
E, finite come meritavano tutte le malevolenze di chi è abituato a misurare gli altri col proprio metro, quelle nostre proposte, formulate senza alcun tornaconto di parte, hanno trovato crescente condivisione anche in altre espressioni della minoranza consiliare, come si rileva in parte nell’odg presentato da altri gruppi di minoranza. Lo stesso PD non può più sconfessare la linea del suo Segretario Nazionale che addirittura nei confronti del Governo Berlusconi afferma che “sostenere un provvedimento positivo non si fa un piacere a Berlusconi, ma al paese”. Dall’altro lato l’Amministrazione prenda atto di quanto si sbagliassero nel definire la nostra rinunzia a qualsiasi incombenza gratificante, un modo per “sfilarsi”, Abbiamo ampiamente contestato queste negative valutazione nella scorsa seduta di Consiglio, ed oggi ridiamo prova di quanto il nostro operato fosse solo frutto di senso di responsabilità. Oggi, consapevoli di tutto ciò e nell’esclusivo interesse del paese, rilanciamo la proposta. Non c’è più un’ora da perdere. Proponiamo a tutte le minoranze, anche se purtroppo alcuni della minoranza sono andati sull’Aventino, di astenersi sul Bilancio, come abbiamo deciso di fare noi, non come segno di benevolenza verso una gestione che è indifendibile, ma come senso di responsabilità verso il paese, come sfida a quanti a parole dicono di operare per il “bene del paese”. Dall’altro lato invitiamo l’Amministrazione, se essa è consapevole che è tempo di cambiare rotta, a considerare questo passaggio consiliare come rispetto dei termini di legge e, libera da ogni forma di pressioni utilitaristiche interne, avviare quel cambiamento, quella partecipazione, quel rilancio dell’azione amministrativa per imboccare la strada del rilancio della riorganizzazione e riassetto finanziario del Comune, della qualità e costo dei servizi, dei problemi strutturali per lo sviluppo socio economico del paese.
Poi gli elettori il prossimo anno giudicheranno e faranno le proprie scelte e, democraticamente, saranno arbitri del proprio destino.
MARIA CAPODANNO

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