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Crisi politica a Procida. Per i Riformisti: “Una opprotunità di cambiamento vanificata

Il reincarico da parte del Sindaco agli stessi assessori uscenti e il passaggio di un consigliere da “delegato” ad assessore, come in precedenza, in sostituzione di dimissionari e dimissionati, ha dato vita ad una Giunta con le stesse qualità di cui difficilmente può andare fiera e indebolita per annoverare due unità operative in meno. Qualcuna non la peggiore della compagnia.
E’ stata la conferma, come i “Riformisti” sostengono da mesi, che la crisi non era e non è nei “numeri”, ma nella sostanza operativa. Il rattoppo, malgrado parole di cambiamento del sindaco al momento prive di riscontro, prolunga solamente l’agonia dell’isola e materializza una delle due negative evenienze paventate. L’altra, l’arrivo di un Commissario, non era legata alla mancanza numerica di una maggioranza consiliare, mai venuta meno, (come avrebbe dovuto essere chiaro a molti), anzi ha ottime probabilità di ingrossarsi (e anche questo non è un mistero). Coloro che invocavano un “commissario purgante” per gli Amministratori non si sono resi conto che questi, al contrario, erano gli unici che potevano (e potrebbero) scegliere la via di fuga con le dimissioni in massa, per utilizzare il funzionario prefettizio, certamente non un loro “nemico”, quale esecutore materiale di scelte pesanti ed impopolari, scaricare sui cittadini il peso e il costo di errori ed inefficienze per riprendersi, dopo le amministrative, il Comune, visto lo stato di stupida conflittualità tra gruppi e gruppuscoli.
I “Riformisti”, con prese di posizioni politiche alla luce del sole, hanno cercato di dare una soluzione che assicurasse governabilità e cambiamento, trasparenza e partecipazione, senza nulla chiedere per loro.
Non ci sono riusciti e molti dovrebbero farsene una colpa verso il paese.
In primis il Sindaco e la maggioranza consiliare.Un anonimo “numeretto” in aggiunta e di supporto li autorizza a macerare se stessi ed il paese nella gravità dei problemi?
E quei tanti che invasi da un giustizialismo di comodo e spesso di facciata hanno eretto barricate di chiacchiere e maldicenze per inseguire una soluzione “aventiniana”, proveranno rimorso per non aver contribuito ad operare nei fatti per il cambiamento? O sono cinicamente contenti, ritenendo che quanto più il cittadino soffra, tanto più aumentino le loro possibilità di sostituirsi agli attuali amministratori? Se così fosse, i cittadini restano i danneggiati. Quanto al loro eventuale e f uturo successo, visti certi personaggi in circolazione e se tali sono le premesse, ci sarebbe da attendersi molto poco di buono.
I “Riformisti” con razionalità e senso civico hanno messo tutti di fronte alle proprie responsabilità.
Hanno tentato di sollevare i due macigni che impediscono una sana e corretta vita amministrativa: l’immobilismo a difesa di posizioni di comando ed il vuoto qualunquismo infarcito di vuoto propositivo.
Non ce l’hanno fatta: si allontana l’inizio del cambiamento. Il loro impegno, con la coerenza di sempre, continua.

Pasquale Lubrano – “I Riformisti per Procida”

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