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Da Miliscola a Miseno: la mappa flegrea del mare balneabile

di Angelo Carotenuto– Bagni sicuri a Miliscola, Acquamorta, Monte di Procida, Capo Miseno. Lo dicono gli ultimi dati dell´Agenzia regionale per l´ambiente. I prelievi risalgono a 14 giorni fa, e confermano che gli sversamenti in mare di reflui non trattati dal depuratore di Cuma non hanno inciso sui tratti di mare balneabile. Ma l´Arpac s´è pure accorta che sversamenti illeciti sono proseguiti a inizio luglio.

Il battello si chiama Elios. Ha fatto il giro del litorale con i tecnici dell´Arpac a bordo. Il 9 luglio hanno ripetuto le analisi daccapo. «E lo faremo ogni 15 giorni». I risultati saranno sempre online. C´è una barriera di diffidenza da demolire. «Inoltre il lavoro dei depuratori verrà monitorato a monte e a valle». È la prima volta. Una novità voluta da Gennaro Volpicelli, neo direttore generale dell´agenzia. S´è insediato tre giorni fa. «Non siamo di fronte a dati diversi da quelli dell´estate 2008». L´unico nuovo punto non balneabile è a Napoli città, via Nazario Sauro, 200 metri d´acqua tra due scarichi: un divieto comunque non permanente. Bagnoli era non balneabile, e resta tale. Cuma non c´entra. Così come non hanno influito sul litorale flegreo gli sversamenti in mare dei reflui non trattati dal depuratore.

Ne sono ormai sicuri, all´Arpac. Così come sono certi che gli sversamenti irregolari non si sono fermati a metà giugno. «Superamenti vistosi dei parametri microbiologici», c´è scritto nella relazione agli ultimi prelievi del 9 luglio, «consentono di ritenere che nella settimana precedente il prelievo si sia avuto un ulteriore episodio di sversamento a mare di acque reflue non trattate». A inizio luglio, dunque, è capitato ancora. In asse allo scarico dell´impianto è stata così accertata la presenza di salmonella nella sabbia. «Ma in un solo campione. E solo in quel punto lì». In ogni caso si tratta di un punto già ritenuto non balneabile. In definitiva: gli sversamenti in mare – compreso l´ultimo di inizio luglio – non hanno compromesso tratti di costa in cui è possibile fare il bagno. Là dove il mare risultava fruibile prima, rimane possibile tuffarsi oggi (nella tabella a centro pagina, fonte Arpac, i punti rossi segnalano i divieti, i punti azzurri indicano mare pulito).

Bagni consentiti tra l´isolotto di San Martino e l´ex macello di Pozzuoli, compreso Acquamorta a Monte di Procida, Miliscola, capo Miseno, e i tratti di Bacoli dal Poggio, a Marina grande alla spiaggia del castello. E allora l´acqua torbida? Alfonso De Nardo, direttore Arpac Napoli, spiega: «È dovuta all´alta temperatura e alla bassa salinità, alle grosse piogge che hanno lasciato in mare tanta acqua dolce in superficie, alla mancanza di venti di terra, alle alghe che si formano». Segnalazioni del genere sono giunte persino da Punta Campanella e Policastro. «Nessun allarme neanche lì». E neppure a Capri, a Ischia, in Cilento. «Bisogna abituarsi, la costa sta cambiando», parole di Vincenzo Saggiomo, della stazione Dohrn.

Ovviamente non tutto il litorale flegreo si salva. I tratti non balneabili sono quelli storici: Varcaturo, Licola, Fusaro. Ma qui le strutture balneari si sono da tempo attrezzate per offrire docce, piscine e servizi alternativi al mare inaccessibile. Chi si tuffava qui l´anno scorso, lo faceva comunque in uno specchio d´acqua in cui vigeva un divieto. La psicosi da caso Cuma, in certi casi, ha solo reso più percepibile la non balneabilità.

fonte:il blog sociale di pasquale Orlando

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