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Procida Blogolandia. Decrescita felice partecipativa

di Andrea Bertaglio www.decrescitafelice.it

«Un’idea deve confrontarsi con l’esperienza reale, altrimenti diventa una pura astrazione» – Richard Sennett

Si inizia a parlare di decrescita anche al di fuori del sito www.decrescitafelice.it. Il gruppo dedicato a MDF su facebook ha raggiunto in poco tempo le 2650 persone. Il mito della crescita inarrestabile del PIL è stato parecchio scalfito dagli eventi e dagli ultimi sviluppi politico-economici, e molta gente inizia a reagire organizzando Circoli Territoriali di MDF, Gruppi di Acquisto Solidale, banche del tempo e “giornate della lentezza”.

È bellissimo vedere che tante persone condividono l´idea che la Decrescita Felice abbia qualcosa di buono da offrire, o da proporre.
A MDF serve però una maggiore ed una reale partecipazione. Senza di essa, infatti, si rischia di non potere andare molto lontano, nonostante l´interesse sempre maggiore suscitato negli ultimi mesi.
In molti avete scritto dicendo che non ne potete più, che state per esplodere, che questo sistema consumistico fa schifo, che la Decrescita Felice dà le risposte a molte delle domande che vi ponevate da tempo, e soprattutto che volete passare dalle parole ai fatti.

Bene, per passare dalle parole ai fatti ci vogliono i mezzi per poterlo fare. E, appunto, la partecipazione fisica delle persone. Scrivere articoli, post o messaggi più o meno altisonanti su internet non dà modo di cambiare più di quel tanto.

È per questo che è più che mai necessario iniziare a formare o a far parte dei circoli territoriali di MDF , è per questo che diventare soci o simpatizzanti del Movimento è molto importante per la sua sopravvivenza. Organizzare i circoli di cui sopra piuttosto che corsi o eventi (come si ha in programma di fare), spostarsi in giro per l´Italia per “diffondere il messaggio”, o anche solo mantenere il sito internet (per il momento volutamente senza alcuno sponsor, anche se ciò potrebbe cambiare, appunto) purtroppo non è possibile senza i mezzi per farlo.
Se volete diventare soci di MDF il costo è ora di 20 euro all´anno (non più 50), la metá dei quali rimane al circolo territoriale di cui eventualmente fate parte. Possono aderire al MDF come soci ordinari le persone fisiche e le associazioni no profit che versano la quota annuale prevista e si impegnano a partecipare attivamente alla vita del Movimento. La quota associativa ha validità da gennaio a dicembre dell’anno in corso, mentre se volete contribuire con cifre più o meno simboliche (anche un euro può aiutare) potete diventare semplicemente “simpatizzanti”. Se siete imprese o professionisti, invece, potete diventare “sostenitori”. Tutte le informazioni necessarie , se siete interessati, le potete trovare qui.
Aderire come soci ordinari è probabilmente meglio perché dà modo, appunto, di partecipare in prima persona. Ciò che mi preme ribadire, però, è che MDF è un’associazione senza scopo di lucro, e che quindi non è l´ennesima macchinazione per far soldi né l´ennesima furberia all´italiana, e nessuno sta cercando di arricchirsi tramite essa (cosa del resto improbabile con tali cifre). Il fatto è che finchè faremo parte di questo tipo di sistema avremo sempre delle spese da sostenere.
Una maggiore partecipazione è necessaria, e possibile, anche attraverso il Meetup nazionale di MDF (riservato ai soci), , mentre un altro modo per rimanere sempre aggiornati è quello di iscriversi alla newsletter di www.decrescitafelice.it, che si può attivare inserendo il proprio indirizzo e-mail nell´apposita casella sul sito stesso, o spedendolo all’indirizzo segreteria@decrescitafelice.it. Non ci si può aspettare che le cose cambino tanto in fretta, ma ci si può mobilitare affinchè si dia inizio al cambiamento. Sarà un lungo cammino, ma anche il viaggio più lungo ha inizio con un singolo passo. E del resto la Decrescita Felice è partecipativa in quanto non solo consente, ma necessita della partecipazione diretta di tutte le persone che credono in essa.
Che la “crescita della decrescita” possa davvero continuare, quindi.
Siamo fra i primi al mondo che ne stanno seriamente parlando, ma anche i primi che la stanno seriamente attuando, alla faccia della crisi!

 

 

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