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Discariche S.p.a.

ferrandelle.jpegDiscarica di Ferrandelle (CE)Il Decreto Legge n. 193/09, che decreta la fine dell’emergenza rifiuti in Campania, sembra un racconto fantapolitico di Orwell. Ma non è altro che l’atto finale di una farsa messa in scena da oltre 15 anni a sostegno del colossale affare economico della gestione Commissariale dei Rifiuti.

Inutile sottolineare che la crisi della gestione dei rifiuti non è né finita, né risolta. Nessuna delle cose necessarie ed urgenti sono state fatte; certamente non è stato fatto niente per creare la filiera di recupero dei materiali, che il dibattito internazionale riconosce quale unico approccio utile alla soluzione della questione.
Ma neanche si è impiantato un qualche vecchio ciclo dei rifiuti di tipo industriale. Non sono partite le bonifiche; non si sono recuperati gli impianti di vagliatura e selezione, né quelli di compostaggio, non si è provveduto ad una seria divisione del secco dall’umido.
Si sono solo aperte discariche, ovunque sul territorio, di tal quale, fuori norma comunitaria, a danno della salute e dell’economia su terreni una volta fertili e produttivi.

A nove mesi dall’avvio dell’inceneritore di Acerra i livelli di PM10 nella zona sono stati superati per ben 175 giorni contro i 35 di legge, eppure l’Osservatorio con il quale i controllati hanno nominato i loro controllori, il 31 dicembre scorso ha cessato la sua attività.

Si potranno però ampliare le discariche, come la discarica Sant’Arcangelo Trimonte, sotto il belvedere del paese e quella del Vesuvio potrà diventare la piu’ grande discarica della Campania!

Il Decreto n.193 è il compimento di un Modello che si vorrà esportare. Si perfeziona con la creazione di nuove UNITA: l’Unità Stralcio, e l’Unità Operativa; che sostituiscono, di fatto, il commissariato. Verso di esse non potranno essere intraprese azioni giudiziarie e arbitrali; saranno evitati così controlli, indagini, processi, stralci e prescrizioni. Rappresentano un passaggio di mano, per saldare i conti, e definire i contratti ancora da definire; sta di fatto che le Province, che sulla carta devono subentrare alla gestione dei rifiuti, nella pratica non hanno ancora nessun potere reale né gestionale né decisionale.
I costi dell’operazione, sostenuti dal Commissariamento in questi anni, sono decretati a carico della Regione, leggi cittadinanza; i benefici e gli usufrutti a beneficio dei gestori.
La Regione paga, e paga subito, l’Impregilo per la realizzazione dell’inceneritore, la proprietà resta del Commissariato ai rifiuti che la dà in gestione alla A2A.

Il cerchio è chiuso, i giochi sono fatti. Nessuno, né le Province, né la Regione sembrano intenzionate ad impugnare il decreto.

Ciliegina sulla torta la Protezione Civile diventa S.p.A.

fonte: www.movimentocampania.it

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