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“Fare tabula rasa dei pregiudizi e navigare in mare aperto”

di Michele Romano

Dopo la crisi, le crisi, così l’eminente studioso francese Jacques Attalì si esprime ritenendo che nel prossimo decennio il mondo attraverserà cambiamenti radicali in cui ciascuno di noi sarà minacciato e dovrà trovare gli strumenti per salvarsi. In altri termini Attalì prevede un mondo sempre più precario e ostile nel quale le classi dirigenti sono incapaci di pensare nel lungo periodo alimentando fortemente l’incertezza come ingrediente fondamentale per mantenere il potere per cui bisogna abituarsi a cavarsela da soli ed adattarsi alla mancanza di solidarietà.
Certamente l’augurio è che le “profezie” del pensatore francese non si avverino anche se, bisogna essere sinceri nell’ammettere che le premesse di una loro realizzazione ci sono tutte. Infatti, se entriamo nel vissuto quotidiano sia della grande comunità che di quelle piccole come la nostra Procida, vedi questione abbattimenti delle case di cittadini inermi, si sperimenta come l’indicatore ci conduce ad una percezione di estrema precarietà sia dal punto di vista economico che sociale che di prospettiva.
In tal senso, nell’ambito della nostra piccola dimensione, bisogna seriamente e proficuamente mettersi a lavoro per ripensare il proprio futuro evitando, certamente, voli pindarici ed entrare nella concretezza delle problematiche, piccole o grandi che siano, che investono il territorio, non ultimo il generalizzato degrado ambientale emerso in varie zone dell’isola a seguito dell’intervento degli uomini della Capitaneria di Porto e dei Carabinieri, valutando con discernimento le cose da effettuare nell’immediato e quelle in divenire.
Inoltre vorrei rivolgere un monito a coloro cui il futuro appartiene, cioè ai giovani, di fare “tabula rasa”, come diceva il filosofo scienziato Leibniz, di tutti i pregiudizi, i preconcetti, le falsità, le angherie che hanno pervaso in tutti questi anni la comunità isolana, di non chiudersi a riccio in gruppi e sottogruppi che preludono alla costruzione di nuovi clan e deleteri settorismi, ma di navigare in mare aperto con freschezza e ricchezza di contenuti forti e proficui per l’intera comunità.

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