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Federpesca Campania: lavoriamo ad un marchio di qualità unico del nostro pescato.

Mentre il “medico” (il sindaco d’Ischia Giuseppe Ferrandino) studia, si susseguono le richieste di revoca dell’Ordinanza N. 230 del 1/08/2009, per intenderci quella con la quale, tra l’altro, si impedisce ai pescatori non residenti ad Ischia di vendere il proprio pescato presso le banchine delimitate dall’ordinanza stessa.
Infatti, dopo le recenti rimostranze dei presidenti di Ischia e Procida della Confesercenti, Alberto Postiglione e Pierluigi Taliercio, registriamo la nota della Federpesca Campania a firma del dott. Nicola Pellecchia. Questi, oltre a sottolineare che il dispositivo “lede manifestatamente il diritto di ciascuna impresa di pesca titolare di una regolare licenza di esercitare la propria attività in tutto il territorio nazionale e conseguentemente di vendere la quota di pescato proprio consentita alla banchina di un qualsiasi porto italiano” così come “l’evidente contrasto con la legge sulla Concorrenza “ tende a far valutare una serie di elementi.
Per il responsabile regionale di Federpesca, il prodotto ittico procidano è da sempre richiesto ed apprezzato dai consumatori ischitani. Oggi la domanda è molto più ampia dell’offerta ed il divieto rappresenta solo un ulteriore vantaggio del prodotto extra-isolano meno fresco e più caro.
Secondo il dott. Pellecchia, la crisi della pesca procidana è grave e orami manifesta con una serie di domande di demolizione di barche in numero maggiore alla media nazionale. Le cause sono ben note e chiudere un ulteriore spazio di mercato, oltre a costituire un aggravio delle difficoltà esistenti, va nella direzione opposta a quella di avvicinare produttori e consumatori e dà un colpo di piccone alla prospettiva di un marchio di qualità unico per il prodotto ittico ischitano e procidano sotto l’egida dell’AMP Regno di Nettuno e del suo Ente Gestore.
Da questo punto di vista, continua Nicola Pellecchia, nel porto commerciale di Marina Grande di Procida è stato allestito, su progetto del Comune con finanziamenti comunitari, un deposito di stoccaggio per il controllo sanitario del prodotto ittico con annesso punto sbarco in banchina. Questa infrastruttura, che è essenziale per puntare ad una maggiore valorizzazione del prodotto e alla realizzazione di un marchio di qualità, potrebbe essere molto utile anche per le imprese di pesca ischitane. E’ noto, infatti, che quando il prodotto ittico supera i 100 Kg per essere “vendibile legalmente” deve passare per il controllo sanitario e questo sarebbe possibile a Proida con minor costi e maggior vantaggi.
Un’ultima cosa vorrei precisare, conclude il dott. Pellecchia, in qualsiasi momento un’impresa di pesca ischitana volesse vendere il suo prodotto in banchina a Procida, la Federpesca che rappresento, si fa garante del libero esercizio di questo diritto.

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