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I comuni con il pollice verde

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Di Maurizio Carucci ( Tratto dal quotidiano “Avvenire” di domenica 30 agosto)

«Sviluppo sostenibile e de­crescita felice passano dal rispetto e dalla cor­retta gestione del territorio».

Lo afferma Marco Boschini, assessore di Colorno ( Parma) e coordinatore dell’Associazione dei Comuni virtuosi.? Anche in Italia – dal Nord al Sud – ci sono esempi virtuosi, dove le case possono essere costruite e ristrutturate solo seguendo rigorosamente i criteri della bio-edilizia e dell’efficienza energetica: Avigliana ( Torino), Carugate (Milano), Vezza­no Ligure (La Spezia) hanno adottato regolamenti urbanistici all’avanguardia.

O dove gli edifici pub­blici consumano l’80% in meno di energia della media nazionale per illuminare e riscaldare/raffreddare le scuole, le sedi istituzionali, gli impianti sportivi, gli ospedali. Questo garantisce al tempo stesso di ridurre le emissioni in atmosfera e di abbattere i costi della bolletta energetica comunale, a beneficio dei bilanci pubblici.

Nei Comuni virtuosi non c’è bisogno di costruire in­ceneritori o di ampliare le discariche, perché sono all’85% di raccolta differenziata grazie al sistema porta a porta – Capannori ( Luc­ca), Ponte nelle Alpi ( Belluno), Monte San Pietro ( Bologna) –, ma soprattutto producono in media il 30% in meno di rifiuti degli altri Comuni italiani.

Oppure ci si muove con il piedibus, il bicibus, il car-sharing, il car-poo­ling, con un trasporto pubblico che funziona realmente e con percorsi ciclo-pedonali estesi e in sicurezza.

« La nostra è un’associazione trasversale – spiega Boschini, autore con Michele Dotti del libro L’anti­casta, l’Italia che funziona –. Siamo nati nel maggio del 2005 e finora aderiscono 27 Comuni. Sappiamo che per molti amministratori locali svendere il proprio territorio può offrire dei vantaggi in termini personali e di carriera politica. Tuttavia le buone pratiche possono aiutare i cittadini, migliorare la qualità della loro vita. Il coinvolgimento dal basso può generare risultati positivi sia in termini economici che di partecipazione democratica».

Un’esperienza che piace e fa crescere il numero della adesioni, mentre è aperto il bando per la terza edizione del Premio nazionale dei Comuni a cinque stelle. Al concorso possono concorrere tutti gli enti locali che abbiano avviato politiche (azioni, iniziative, progetti caratterizzati da concretezza e una verificabile diminuzione dell’impronta ecologica) di sensibilizzazione e di sostegno alle ‘buone pratiche locali’, con particolare riferimento alle seguenti categorie: gestione del territorio (opzione cementificazione zero, recupero aree dismesse, progettazione partecipata, bioedilizia); impronta ecologica della ‘macchina comunale’ ( efficienza energetica, acquisti verdi, mense biologiche); rifiuti (raccolta differenziata porta a porta spinta, progetti per la riduzione dei rifiuti e riuso); mobilità sostenibile (car-sharing, car-pooling, trasporto pubblico integrato, piedibus, biocombustibili); nuovi stili di vita (progetti per stimolare nella cittadinanza scelte quotidiane sobrie e sostenibili, quali: filiera corta, disimballo dei territori, diffusione commercio equo e solidale, autoproduzione, finanza etica).

Una giuria composta da tecnici e personalità del mondo universitario e scientifico, stilerà una graduatoria finale indicando le progettualità ed esperienze più significative. Il termine per la presentazione dei progetti è fissato per il 25 ottobre. La cerimonia di premiazione avverrà presso il Comune di Camigliano ( Caserta) sabato 21 novembre.
Il Comune vincitore riceverà una consulenza gratuita per l’attivazione di un progetto pilota a livello nazionale di mobilità dolce. Un modo concreto per favorire una riduzione dell’inquinamento atmosferico e una maggiore qualità della vita della comunità locale.

fonte: www.marcoboschini.it

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