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Il Carcere di Procida tornerà ai procidani. Beni demaniali dallo Stato ai Comuni: Opportunità o svendita.

Le parole del ministro dell’economia Tremonti a Procida, durante il Premio Elsa Morante 2009, in cui annunciava l’attuazione in breve tempo del federalismo demaniale, con la possibilità di poter rientrare, da parte della nostra isola in possesso dell’immenso patrimonio immobiliare rappresentato dal carcere di Terra Murata; sembra non essere stata solo un’operazione puramente propagandistica di cui oggi la politica fa spesso uso.

Saranno infatti trasferiti gratis a Regioni, Province e Comuni: fiumi e laghi, miniere, spiagge e porti, caserme e prigioni, forti e altri fabbricati dismessi. E’ la prima attuazione del federalismo fiscale. Lo Stato regalerà il patrimonio immobiliare non utilizzato ed è pronto a disfarsi dell’”enorme patrimonio immobiliare” in suo possesso per trasferirlo a Regioni, Province, Comuni.

Perde forza la polemica sul trasferimento dei beni culturali agli Enti locali. La disposizione è stata infatti tolta dallo schema di decreto legislativo sul federalismo demaniale reso pubblico dal Ministero della Semplificazione allo scadere del 2009.

“Confermo che la recente normativa sul federalismo ha escluso i beni culturali dal trasferimento agli Enti Locali ” ha dichiarato Sandro Bondi, Ministro per i Beni e le attività culturali. Si riferisce allo schema di decreto legislativo sul federalismo demaniale proposto dal Ministro della Semplificazione normativa Roberto Calderoli e approvato dall’ ultimo Consiglio dei ministri del 2009.

Tutti, Sindaci in testa, ora attendono l’ elenco dei beni da acquisire. Arriverà entro novanta giorni, quando l’ Agenzia del Demanio stabilirà che cosa resterà sotto il controllo dello Stato e quali beni verranno proposti gratis a Comuni, Province e Regioni.

Le Regioni e gli Enti Locali interessati avranno trenta giorni di tempo per presentare domanda all’Agenzia del Demanio.

Ma l’ allarme per questo – imminente, epocale – cambiamento istituzionale dell’assetto del patrimonio pubblico è ancora altissimo.

Alessandra Mottola Molfino, Presidente di Italia Nostra, teme il pericolo di uno “spezzatino” dei beni culturali. Aggiunge Andrea Carandini, Presidente del Consiglio Superiore per i Beni Culturali: “Non sono ostile alla cessione agli Enti Locali della proprietà dei beni culturali”. Ancora Alessandra Mottola Molfino: ” Era ridicolo immaginare beni “nazionali” e “locali”, perché la nostra complessa identità nazionale è composta da un tessuto di tesori grandi e piccoli dal Piemonte a Lampedusa”.

Infine la Presidente di Italia Nostra annuncia lo slogan 2010 della sua associazione: Sarà “Italia mangiata”, ci batteremo perché ciò che resta del paesaggio non venga distrutto da una edificazione selvaggia con il “piano casa”.
Fonte: http://www.agoramagazine.it/agora/spip.php?article8839

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