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“Il caso. L’isola di Procida muore di traffico”

Patrizia Capua da “Repubblica” del 5 luglio 2009
Procida muore di traffico. L’isola amata da Elsa Morante è un infernale circuito solcato da 5 mila automobili e 7 mila motorini, senza contare bus e taxi, su un territorio di appena quatto chilometri quadrati con 11 mila abitanti. “D’estate, quando viene presa d’assalto dai uristi, diventa quasi invivibile”, si legge nel servizio in edicla della rivista National Geographic.Foto e testimonianze sul degrado da traffico della più piccola delle perle del Golfo, e un titolo: “L’isola da salvare”. Una delle “voci” è Giovanni Romeo che insegna Storia moderna all’università di Napoli. Propone: “Bus e biciclette elettriche, la rivoluzione del traffico e fattibile”. La versione del National Gegraphic non va giù al sindaco di centrodestra, Gerardo Lubrano Lavadera. “Lavoriamo tanto per il bene di Procida. C’è modo e modo di raccontare le cose. Il problema del traffico esiste – ammette Lubrano – e prendiamo provvedimenti. In quale paese d’Italia per sei-sette mesi l’anno ci sono le targhe alterne? Quì si, dalle 10 alle 12 e dalle 17 alle 21. Significa ridurre del 50 per cento il caos. A metà luglio fino a settembre partirà il maxi divieto: stop ad auto e motorini ogni sera, dalle 20 alle tre di notte”. Il sindaco rincara: “Voglio andare oltre: arrivare un giorno ad avere un’isola completamente pedonalizzata”.
A Procida tra sette mesi si vota, Lubrano annuncia: “Mi ricandido”. La bicicletta elettrica ce l’ha già.

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