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Il “crollo” della politica è un’impressione solo nazionale o anche locale (Procida)?

Sono rientrato ieri sull’isola e come per la capitale da dove vivo per lavoro, l’isola è tappezzata di manifesti elettorali (campagna elettorale ormai chiusa)  dei candidati politici alle prossime elezioni. Un pò ovunque anche li dove non dovrebbere essere, a creare tanta confusione e un variopinto arcobaleno. Tutto questo pochi giorni dopo la festa della repubblica e poche ore prima del voto.
La situazione politica è critica da diversi anni, con continui cambiamenti che sono iniziati dopo tangentopoli ed hanno profondamente coinvolto e sconvolto i partiti.
Sono spariti o quasi veri e propri monumenti storici e comparse nuove formazioni che talvolta poco hanno di partito.
Oggi una miriade di miniliste si presentano alle elezioni degli enti locali e poche grandi a quelle nazionali, il che porta a riflettere su quali rapporti ci siano tra le une e le altre visto che l’interazione tra livelli istituzionali è inevitabile.
Ma a livello locale la politica è sentita con la stessa disaffezione che appare a livello nazionale?
Probabilmente si fino a quando siamo convinti che in questi periodi preelettorali sia possibile chiedere qualsiasi cosa avendo buone probabilità che ci sia concessa o di strappare almeno una promessa, che i fondi per la manutenzione delle infrastrutture hanno una improvvisa e momentanea impennata, che ora i politici debbano incontrare e apprezzare anche il peggior nemico e poi, dopo le elezioni, nemici come prima.
Nel nostro comune non si vota, ma voteremo il nuovo consiglio provinciale e come nel resto d’Italia le elezioni europee.
La cosa preoccupante è  che in questo clima di confusione e poca trasparenza siamo in grado di valutare bene l’operato del consiglio precedente? Probabilmente no, perchè ne conosciamo solo le situazioni più eclatanti in positivo ed in negativo senza sapere quali funzioni svolgano quotidianamente ed in maniera strutturale.
Nel rimpallo di responsabilità tra i vari livelli istituzionali, avere un idea chiara sull’efficienza di un consiglio è veramente un’impresa.
Eppure la politica è la massima espressione della gestione dei beni comuni e dell’organizzazione sociale. L’attività nobile di unire le genti per accomunarle su unici obiettivi che portino giovamento a tutti e regole chiare per la convivenza sociale.
Per il cittadino la politica dovrebbe pensare a gestire bene le risorse che con il sudore della propria fronte versa dopo giornate intere di lavoro. I problemi si chiamano infrastrutture scarse e fatiscenti, burocrazia eccessiva e lenta, servizi scarsi e per pochi, leggi spesso incomprensibili e macchinose, ecc….
Chi vive tra la gente queste cose le sente ripetere mille volte come sente una sfiducia profonda nelle persone e nei partiti che dovrebbero affrontare questi problemi, proprio per questo il clima che si respira è spesso di insofferenza.
Il tutto è paradossale se confrontato con il fatto che solo nelle ultime elezioni nazionali si è avuto un pesante stravolgimento del quadro politico: lamentarsi di una situazione è assurdo se poi si lasciano le cose nello stesso modo o quasi.
Gli eletti della politica dovrebbero essere quelli che si sono messi in evidenza per la qualità del loro operato, per la lungimiranza nella gestione delle risorse e per la rappresentatività e l’ascolto dell’elettorato. Tutte queste cose assieme fanno una parola che si chiama merito ed è cosa ben distante da apparenza, spot e dialettica.
Una classe politica è l’immagine della propria gente in un sistema democratico basato sul voto.
Quando critichiamo loro è come se in fondo criticassimo noi stessi perchè li abbiamo eletti.
Un popolo che non è in grado di eleggere persone che poi sostiene senza remore e con critica equilibrata è poco preparato e superficiale nel gestire i suoi stessi interessi.
In fondo siamo tutti noi che dobbiamo gettare le basi perchè la politica lavori bene e sempre meglio anche con il voto del 6 e 7 giugno.

Buone elezioni a tutti i cittadini e alle cittadine di Procida !

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