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Il NO B-day a Piazza San Giovanni


Il No B-day emigra a piazza San Giovanni. Sarà la piazza più grande di Roma, storico scenario delle manifestazioni della sinistra e del concerto del Primo Maggio, a fare da sfondo alla prima mobilitazione antiberlusconiana nata dal basso, convocata dal passaparola sul web e dal coinvolgimento delle associazioni. Cresciuta al punto da indurre i promotori (blogger, pezzi della società civile) di lasciare piazza del Popolo, ritenuta angusta a fronte delle 350 mila adesioni, dei 700 pullman, dei quattro treni speciali e della nave in arrivo dalla Sardegna.

La novità l’hanno comunicata i ragazzi del comitato “No B-day” ieri pomeriggio nel corso del sit-in davanti alla sede Rai di Viale Mazzini. Megafono alla mano, hanno chiesto al presidente Paolo Garimberti di essere ricevuti e ai direttori del Tg1, Tg2 e Tg3 di “informare i cittadini che centinaia di migliaia si sono organizzati per inscenare sabato un grande spettacolo di democrazia”. “Parla di noi” è l’appello, accompagnato dalla richiesta della diretta tv per il corteo di sabato in partenza da Piazza della Repubblica. Diretta che intanto sarà garantita da Rainews 24, fa sapere il direttore Corradino Mineo, e da Sky.

Sullo striscione esibito davanti alla sede Rai sta scritto “Fuori la mafia dalle istituzioni”, alcuni dei ragazzi esibiscono un’agenda rossa, simbolo della ricerca della verità sulle stragi. “Piazza San Giovanni non è una sfida – racconta Gianfranco Mascia, tra i promotori – La manifestazione sarà una festa di famiglie, giovani, musica. Magari staremo larghi, ma è meglio così”. Una festa che si concluderà col concerto di Roberto Vecchioni e Dj Ax, dopo che sul palco si saranno alternati Dario Fo e Franca Rama, Ascanio Celestini e Moni Ovadia, Andrea Rivera e il costituzionalista Domenico Gallo, Salvatore Borsellino, i ragazzi di Corleone e quelli del “No Ponte”, i lavoratori dell’Eutelia e gli studenti.

“Visto che Fini la pensa come l’Idv, venga sabato anche lui in piazza con noi al No B-day” ironizza Antonio Di Pietro approfittando del fuori onda rubato al presidente della Camera. Con l’Idv, Prc, Pdci, Verdi e Sinistra e libertà, ci saranno anche molti democrats, nonostante le cautele del segretario Bersani. “Il giustizialismo ci è estraneo” afferma Giorgio Merlo del Pd. Tanti altri andranno. È il caso di Ignazio Marino, (“Io sto con chi vuole modernizzare il Paese”). E di Giovanna Melandri, che rivolge un invito “affettuoso” a Rosi Bindi, la quale sarebbe andata se non fosse “stata presidente Pd”: “Non si preoccupi, sono certa che tutti la capirebbero. Non è il momento di andare per il sottile”.

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