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La cultura: un bene che vale 167 miliardi di euro e 3,8 milioni di occupati

A partire dal 2007, l’Istituto Tagliacarne ha sviluppato riflessioni di carattere metodologico sul tema della cultura, dalle quali ha preso avvio un progetto dell’Unioncamere promosso in collaborazione con il Ministero per i beni e le attività culturali e realizzato dallo stesso Istituto che ha avuto l’obiettivo di identificare le attività economiche interessate ai temi della valorizzazione dei beni culturali, arrivando a quantificarne la consistenza e la rilevanza sul totale dell’economia. Dal Rapporto Unioncamere 2009 (.doc) Sono state, quindi, individuate le imprese coinvolte (pari a quasi 900 mila unità) ed è stato quantificato il valore aggiunto prodotto e l’occupazione relativa.

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L’analisi effettuata mette in evidenza un settore culturale che ricopre una posizione di primo piano nell’economia nazionale, quantificabile al 2006 in un valore aggiunto di circa 167 miliardi di euro e un assorbimento di 3,8 milioni di occupati (rispettivamente il 12,7% e 15,4% del totale attività economiche). La ripartizione tra comparti vede la concentrazione più consistente nell’architettura ed edilizia di riqualificazione (circa 34,8% per il valore aggiunto, 35,6% per l’occupazione), seguita dall’enogastronomia e produzioni tipiche (21,1% nel primo caso e 21,3% nel secondo), dall’industria culturale (17,1% e 15,8%), dalle produzioni di natura industriale e artigiana (16,5% e 16,6%) e, ultimi in termini di concentrazione – ma di importanza basilare per l’intero sistema – i beni e le attività culturali (10,5% e 10,7%).

Il “nucleo” di questo complesso di attività economiche, rappresentato da beni culturali e industria culturale, costituisce dunque poco più un quarto del totale. Dal punto di vista territoriale, il Nord-Est presenta le quote più consistenti di reddito e occupazione (rispettivamente 13,4% e 16,3% del totale economia), seguito dal Centro Italia (13,2% e 15,9%).

Apporto in % delle attività potenzialmente collegate al patrimonio culturale alla formazione del valore aggiunto e dell’occupazione interna, per area geografica – Anno 2006

fonte: www.ischiablog.it

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