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La Gomorra del Nord nell’inchiesta dei giudici di Milano.

Tratto dal Corriere.it

Le motivazioni della sentenza in 250 pagine
Milano, rifiuti tossici come in Gomorra «Carico i fusti, fumano e puzzano»
L’inchiesta in Lombardia si è chiusa con 18 condanne. Le intercettazioni choc: «Facciamo 12 milioni al giorno»

Toni Servillo in «Gomorra»: gestisce il traffico di rifiuti
Toni Servillo in «Gomorra»: gestisce il traffico di rifiuti

MILANO — È nello specchietto retrovisore che l’autista del Tir scorge una scia di fumo che si sta sprigionando dalla sua cisterna di rifiuti in finta regola. Autista: «Ma c’è una balla che fuma qua…! Vieni qua a vedere dove sto caricando le balle… », urla al telefono al padrone della ditta di trasporti, che prova a tranquillizzarlo. Trasportatore: «Eh, mi è inutile veni’ a guardare, già lo so…». Autista: «Io non la carico!». Trasportatore: «Mettila da parte… e dopo glielo dici pure, ma intanto arriva sempre ’sta roba…». Passa un’ora, e la scena si ripete con altro carico e altro autista. Autista: «Oh, io ho parcheggiato anch’io, minchia, è in bollizione ( il camion, ndr), ho fatto un po’ di quelle cisterne…». E stavolta il trasportatore è meno baldanzoso. Forse perché è piegato in due. Trasportatore: «Mi fa male lo stomaco a stare là fuori…, sono andato a prendere un po’ di latte da quanto mi faceva male…».

L’unico allegro è l’imprenditore che tira le fila del traffico di rifiuti. Imprenditore: «Sto in piena forma, sto prendendo dei lavori abbastanza paurosi!… sto facendo dei lavori megagalattici! Dì agli autisti di stare zitti, eh! perché se si rompe il giro, addio! Entrano ( i rifiuti, ndr) a 215 e vanno fuori a 185… guadagnamo un 30 lire al chilo… Van pesati, chiusi i formulari d’entrata… messi i formulari d’uscita e via andare… se riusciamo è un bel giro! Ci rimangono 30 lire pulite… sono 4mila quintali al giorno… sono 12 milioni al giorno… ».

Benvenuti a Gomorra quattro anni prima di Gomorra, del libro, del film. Senza la camorra. E non nell’ambientazione campana, ma sul set dell’operosa Lombardia del 2003. Sono 1.500 le intercettazioni dei carabinieri del Noe alla base di una sentenza di primo grado relativa a un traffico di rifiuti dal Sud al Nord e di nuovo al Sud, che in Tribunale a Milano su richiesta del pm Fabio Napoleone ha condannato 18 imputati a 42 anni di reclusione e a risarcire Regione e Comuni (oltre che il Wwf) dei territori e delle popolazioni danneggiate: e le 250 pagine di motivazioni mostrano come talune inchieste giudiziarie anticipassero anche al Nord consapevolezze ora finalmente irrobustite da ricerche, film e saggi (come di recente l’originale «Dio non volta le spalle a Napoli» di Francesco Anfossi, Paoline).

A risentirla ora, il traffico illecito stava già tutto nell’intercettazione in cui due imprenditori festeggiavano alle 7 di mattina del 7 maggio 2003 l’affacciarsi di una emergenza-rifiuti a Napoli. E assaporavano già, più ancora, le opportunità offerte dal dopo-emergenza. Primo imprenditore: «È partita l’emergenza a Napoli, lo sai eh?… è partita l’emergenza urbani…». Secondo imprenditore: «E tu puoi prendere qualcosa?». Primo imprenditore: «Giù non faccio più niente…perché finché c’è l’emergenza son tutti bravi…». Secondo imprenditore, ridendo: «Poi arriva il dopo emergenza…». Infatti. Quando l’impianto campano di Giffoni Valle Piana a Salerno non ce la fa più, la struttura commissariale comincia a smistarli a società accreditate. Come una di Bologna. Dove però non vengono smaltiti per la semplice ragione — spiega la sentenza — che «non venivano neppure scaricati ma rimanevano sui camion e ripartivano subito, attraverso un mero giro bolla cartolare, con lo stesso codice con cui erano giunti ma con diversa causale», alla volta di ditte, di siti di stoccaggio, a volte persino di semplici buche, in Lombardia e Piemonte. Fagnano Olona (Varese), Fino Mornasco (Como), Rho e Assago (Milano), Filago (Bergamo), Villastellone (Torino), Fossano (Cuneo) sono alcune delle tappe di questo giro d’Italia dei rifiuti dal Sud al Nord e dal Nord al Sud, di nuovo in Campania e soprattutto in Puglia.

E quando si tratta di rifiuti pericolosi? Basta «un fantomatico trattamento senza alcuna modifica» e con «assoluta leggerezza di trasporto », evidenzia il giudice estensore Pietro Caccialanza (stessa terna del processo Mills formata con Nicoletta Gandus e Loretta Dorigo): dietro «un meticoloso adeguamento di pesi, tare, orari di uscita e di arrivo dei camion, per far sembrare candidamente vero quello che è spudoratamente falso», c’erano «sempre gli stessi rifiuti, che pericolosi erano e pericolosi restano, passati di mano in mano per lucroso tornaconto». Le incredibili scene captate dalle intercettazioni vengono confermate dalle deposizioni dei testi. Come l’autista che aveva visto «bollire» i rifiuti sul suo Tir. Primo autista: «Ricordo un viaggio con questi bidoncini a luglio… si era come innescato un principio di incendio, gli ho dovuto gettare dell’acqua perché dai bidoni si levava del fumo». Secondo autista: «L’imprenditore ci diceva di completare i camion, se ci stava un altro po’ di roba, perché lui pagava il viaggio. Se il camion arrivava con 150 quintali, lui diceva di cercare di portarlo a 200, ci metteva un altro po’ di roba… e faceva tutto il giro dell’Italia… Napoli-Taranto sono 400 chilometri, e invece attraversavano l’Italia! Io l’ho pure chiesto il perché, ma purtroppo, quando uno ha famiglia, deve stare pure zitto…».

Il giro è talmente smaccato e pericoloso che, ogni tanto, uno dei protagonisti si preoccupa. Come lo smaltitore che si giustifica con l’organizzatore del traffico per avergli fermato alcune cisterne. Smaltitore: «Ascolti… c’erano delle cisternette da fare… quelle sporche… il discorso è che ’sto carico è intrattabile… Ho dovuto bloccare perché tutto il rione è una puzza di insetticida… una puzza da morire… e ho dovuto sospendere… con quella puzza c’è stato qua i carabinieri, i vigili del fuoco e l’Arpa fino a mezzanotte… ». E, per quanto tutti straguadagnino con il traffico illecito, c’è chi teme di esagerare. Come il trasportatore che un giorno sbotta con chi gli manda i carichi di rifiuti. Trasportatore: «Hai fatto bene a non venire, se no ti prendevo a calci nel c… Quel materiale che m’hai mandato è una schifezza assurda, è troppo sporco… puzza di pattumiera che fa paura. Vuoi mi chiudano l’impianto per queste cose qua? Non mandarmi più questo materiale per ora!».

Luigi Ferrarella
16 novembre 2008

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