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“La legge 81 del 1993 è uno spartiacque nella storia della politica di Procida.”

di Dino Ambrosino

Qualche nostalgico dei bei tempi che furono vuole spostare le lancette degli orologi a vent’anni orsono. Memore delle imprese della banda dei quattro vorrebbe riproporne i fasti e le feste.
Tant’è che in “Procida Prima” si è riunito al gran completo il gruppo che allora fu protagonista di quella pagina di storia del nostro paese.
Non cadremo però nel tranello, cercheremo piuttosto di capire cos’è successo negli ultimi vent’anni e cosa potrà succedere nei prossimi venti.
La legge 81 del 1993 è uno spartiacque nella storia della politica locale del nostro Paese. Segna l’elezione diretta del Sindaco e il conseguente stravolgimento delle dinamiche del Consiglio Comunale tracciando una profonda differenza con quello che succedeva in passato. Mentre prima il Capo della Giunta era costretto ad estenuanti trattative per rimanere in carica, con un ruolo decisivo dei consiglieri comunali, dopo il Sindaco, forte dell’investitura diretta dei cittadini, avrà un ruolo insostituibile, anche in virtù delle leggi successive che gli attribuiranno maggiori poteri. Quindi, per questi motivi, bisogna distinguere chiaramente le responsabilità del capo dell’Amministrazione che ha governato prima del 1993 da quelle del Primo Cittadino che ha governato dopo.
In questo quadro credo che abbiamo abbastanza elementi per farci un’idea della compagine amministrativa che ci governa ininterrottamente dal 1996. Altrove questi 14 anni hanno significato grandi cambiamenti per i comuni, frutto di quella “stagione dei Sindaci” tanto conosciuta. Procida può dire lo stesso? Oggi viviamo meglio di 14 anni orsono?
Il degrado intorno a noi è sicuramente aumentato, il traffico caotico pure, le tasse locali sono più alte, il territorio ha subito altre violenze, i giovani emigrano, la raccolta differenziata langue, Vivara è ancora chiusa, così come il carcere e il Palazzo Reale di Terra Murata. Questi argomenti sono stati per anni il cavallo di battaglia di tutte le opposizioni, ad iniziare dalla componente “Riformista” che oggi ha aderito a “Procida Prima”.
E il bilancio del Comune, che oggi sembra essere al centro dell’attenzione, quali sorti ha subìto negli ultimi 14 anni?
Nel 1997 si chiuse la procedura del dissesto finanziario. Dei 14 miliardi di lire di debito pregresso (accertato dalla Commissione Liquidatrice) il Ministero dell’Interno se ne accollò 6,5; i restanti 7,5 furono caricati sul bilancio del Comune attraverso un mutuo ventennale (pagato sinora al 50%). La cura dimagrante imposta dalla legge fruttò nel 1997 un attivo di Amministrazione pari a 4,2 miliardi delle vecchie lire, somma che fu chiaramente sperperata per vincere in pompa magna le elezioni del 2000.
Tra il 1998 ed il 2009 si sono incassate altre entrate di carattere straordinario ed irripetibile: circa 3 milioni di euro di arretrati ICI e TARSU, 7 milioni di euro per la vendita di case e terreni del Comune e 7,5 milioni di euro per gli oneri dovuti dai cittadini per la definizione delle pratiche di condono edilizio.
Ciò significa che dal passato questa Amministrazione ha avuto in eredità circa 20 milioni di euro, spariti in una gestione ordinaria fatta di consulenze, affidamenti esterni, assunzioni discutibili, contributi a destra e a manca.
Gli Amministratori uscenti si presentano con questo bigliettino da visita di cui, in base alla legge sopra richiamata, sono gli unici responsabili. E i “Riformisti”, dopo aver contestato per anni le stesse medesime cose, si sono alleati con loro, con chi ha sfasciato il nostro Comune.
Come può l’acredine contro chi ha governato zoppicando per soli 2 anni e mezzo giustificare la collaborazione con chi ha spadroneggiato per 14 anni?
Procida ha bisogno di voltare pagina, è il momento di far sentire nelle urne il peso di un dissenso tanto diffuso e proclamato. Questa è la volta buona per mandare a casa chi ha amministrato male e mettere alla prova una nuova classe dirigente. I prossimi anni sono troppo importanti, bisogna affidarsi a nuovi protagonisti: il futuro di Procida è in mano ai cittadini elettori.

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