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La maledizione del depuratore di Procida.

Facendo seguito ad un intervento formulato su questo blog il 5 Marzo 2009, Domenico Ambrosino, dalla pagine de “Il Mattino” approfondisce, molto opportunamente, l’argomento.

Senza fine. Anche se il cartello apposto fuori al cantiere indica “work in progress”, alla vigilia dell’estate, sono sempre fermi i lavori della costruzione del depuratore fognario di Procida. La realizzazione dell’impianto ubicato in località Punta Lingua, iniziata nel 2006, doveva essere consegnata nel 2008. In seguito ad una serie di imprevisti la data di fine lavori è ora slittata al 31 dicembre 2009. Già nel 1994, nella stessa area, i lavori di costruzione di depuratore finanziato con fondi europei “Envireg” non riuscirono nemmeno apartire per il mancato 0k deel Ministero dei Beni Culturali. “Sembra una maledizione, dice l’architetto Salvatore Ruocco, capo dell’Ufficio Tecnico Comunale, che segue le operazioni della realizzazione dell’opera quale responsabile dell’ente attuatore, si susseguono da anni una serie di imprevisti che vanificano gli sforzi per dotare l’isola di un’opera fondamentale, sia ai fini del soddisfacimento dei bisogni umani che della salvaguardia ambientale”.
La principale “sorpresa ecologica” è stata il rinvenimento, nel corso dell’escavo, di materiale incompatibile allo smaltimento in mare. E’ stato, perciò, necessario conferire il terreno in discarica per rifiuti speciali. Il che ha significato una lievitazione dei costi previsti. La spesa aggiuntiva, dopo il parere favorevole del Commissario di Governo della Regione, che finanzia l’opera, è stata recepita ed approvata dalla Giunta Comunale procidana, con un’ apposito atto di sottomissione. Altri problemi riguardano la difficoltà di perforazione del terreno, per cui risultano difficili le opere di palificazione da eseguire ad una profondità di otto metri che, ora, dovrebbe essere portata a quattro. In ragione della rilevanza paesaggistica della zona (il luogo è attiguo alla spiaggia della Lingua, nella parte orientale di Marina Grande,) la struttura sarà costituita da una vasca completamente interrata, lunga circa 30 metri. Solo i servizi saranno ubicati fuoriterra in un fabbricato di circa 400 metri quadri. A complicare le cose , sono anche affiorate una serie di difficoltà logistiche e di coabitazione con la società “Marina di Procida” che gestisce lo scalo turistico di Marina Grande, situato proprio di fronte al costruendo depuratore. L’opera è stata finanziata con fondi della Regione Campania per un importo complessivo di 9.610.746. Il progetto, redatto nel 2003, dall’”ATI Costruzioni Dondi” di Rovigo, è finalizzato al trattamento dei liquami di tutto il territorio dell’isola, che pervengono al depuratore da una fognatura mista. La potenzialità massima prevista è pari a 15.000 abitanti equivalenti in periodo di alto carico, in corrispondenza del massimo afflusso turistico dell’isola nel periodo estivo. La ditta costruttrice è la “Eco Procida”. Dice l’ingegnere Carlo Messina, direttore dei lavori:” Paradossalmente questo ritardo sarà un giovamento in quanto, nelle more, l’impresa sta studiando una serie di migliorie che produrranno, senza ulteriori costi, un’opera tecnologicamente più avanzata”. Attualmente i liquami fognari dell’isola vengono scaricati in mare, sempre a Punta Lingua, da una condotta sottomarina, a 50 metri di profondità, a circa 1500 metri dalla riva.
DOMENICO AMBROSINO

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