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La politica procidana annega in un mare di documenti

In questi giorni, di frenetico dibatt(ersi)ito politico a Procida, si rincorrono documenti su documenti. Ognuno di essi è certamente splendido ed interessante, ma quello che mi chiedo è perchè tra coloro che aspirano legittimamente a creare un’alternativa di governo del territorio, ci sia la necessità di dirsi tante, troppe e sempre le stesse cose?

Questa amministrazione, non ci piace, vogliamo cambiarla ed essere classe dirigente di questo paese!

Questo mi sembra più che sufficiente per delimitare il campo di gioco, ma poi bisognerebbe fare un passa in avanti.

Già, perché sino a quando resteremo nel campo dei buoni principi e dei migliori propositi, l’accordo dovrebbe essere più che assicurato.

Il difficile, a mio avviso, viene dopo ed ovvero nel terreno che nessuno continua a toccare. Come giochiamo? Con le mani, i piedi, la testa, si corre, si sta fermi, etc.
Per cui mi chiedo: Quale la nostra visione di Procida? Isola votata al turismo?
Isola votata a far riprendere la via del mare?  Entrambe le cose?

Come pensiamo di portarla avanti? Come scegliamo le donne e gli uomini che ci dovranno rappresentare?
Come facciamo capire ai cittadini/elettori che devono darci il loro voto che siamo credibili?

Se vinciamo, all’indomani delle elezioni, quale sarà il primo provvedimento, il secondo ed il terzo?

Mi sembra, ma considerate la mia giovane età, che sino ad oggi, ci si stia amorevolmente dilettando ad elaborare concetti belli e condivisibili da tutti. Soprattutto fermi alle questioni di “metodo”.

La mia preoccupazione è che: vuoi vedere che non andiamo oltre, perchè non abbiamo niente altro da dirci?
Riusciamo a scrivere tre cose concrete che condividiamo?

Ad esempio:

  1. Siamo contro il traffico veicolare: il giorno dopo che andremo al governo dell’isola il sindaco firma una ordinanza per il divieto assoluto h 24 di macchine e motorini.
  2. I porti devono essere pubblici: il giorno dopo le elezioni il nuovo sindaco chiede l’occupazione e la gestione comunale di tutte le aree in concessione ai privati (isola di Procida Navigando compreso)
  3. Gestione dei servizi comunali: Il giorno dopo le elezioni il sindaco scioglie tutte le società partecipate del comune di Procida ed i servizi ritornano al comune con riduzione del personale e riduzione dei costi per i cittadini
  4. Esproprio dell’isolotto di Vivara. Così finalmente riusciamo ad aprirla

Su questi punti siamo concordi? Se no, cosa pensiamo di fare, quale il punto di equilibrio? Quale le altre priorità?
Dopo di che, passiamo alle donne e agli uomini che ci rappresenteranno partendo da alcune regole base:

  1. Primarie per il candidato a sindaco e per i candidati;
  2. Presentazione per ognuno di loro (moglie, madre e figli) del casellario giudiziario aggiornato;
  3. Carichi pendenti;
  4. Dichiarazione di non avere processi in corso per danni all’erario, o contro il patrimoni:
  5. Rendere pubblica la dichiarazione dei redditi degli ultimi 5 anni;
  6. Indicazione dell’ente benefico al quale assessori e sindaco, devolveranno le loro spettanze.

Parliamo di trasparenza, troncare la continuità della “clientela”, di buone prassi! Personalmente questi sono gli strumenti che conosco per verificarli.

Se poi invece pensiamo che tutto si risolva, compreso la partecipazione, palleggiandoci un pò di mail tra una trentina di persone, beh, rendiamoci conto che prima o poi dovremo pur confrontarci con la “gente vera” che si trova fuori dai locali e lontana dai computer e che tra poco più di tre mesi dovremo avere un candidato a sindaco, una lista di venti componenti e un programma condiviso tra questi e la maggioranza dei cittadini procidani.

Queste in sintesi una serie di ragionevoli considerazioni che dobbiamo cominciare a raccontarci.

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