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La proposta dell’esponente del Movimento a 5 stelle Campania: «I comuni devono acquisire gli immobili e destinarli al fitto sociale: è una alternativa preferibile alla demolizione »

MARIO GOFFREDO: «LOTTIAMO CONTRO GLI SPECULATORI»

di Cristian Messina.


Contro l’abusivismo edilizio e la speculazione, di certo non contro la gente come qualcuno vuole far credere. Il  moVimento a 5 stelle Ischia si inserisce infatti nel dibattito che in maniera costruttiva cerca rimedi ai tanti problemi ambientali e sociali che attanagliano da tempo la nostra isola, e lo fa con la veemenza e l’orgoglio tipici di chi non ha niente da perdere e di chi ama la propria terra. “Le principali responsabilità dell’attuale e tragica situazione sono sicuramente imputabili alla totale mancanza di una politica urbanistica” afferma il rappresentante per le isole del “Movimento Cinque Stelle Campania” per le prossime elezioni regionali, Mario Goffredo. “Con la predisposizione di chiari ed omogenei piani regolatori, si sarebbe potuto garantire al cittadino, nel pieno rispetto dell’ambiente ed in totale  sicurezza, di vedere realizzato e tutelato  l’imprescindibile diritto alla casa”.  Responsabilità pesanti, che vedono protagonista anche la politica locale,  perché  “presto le stesse Amministrazioni,  spalleggiate da una folta categoria di  professionisti che hanno lucrato sulle spalle  della collettività, hanno compreso quanto  l’abusivismo potesse essere arma di ricatto e  di ostaggio per un appoggio elettorale forzato ed incondizionato, che ha portato  alle conseguenze che oggi si ripercuotono  violentemente, colpendo prima di tutto le  fasce meno abbienti”.

Per uscire da  quest’impasse è  indispensabile affrontare il  problema razionalmente, considerando fattori morali, ambientali e sociali. Per fare questo prima di tutto bisogna comprendere che esiste una sorta di gerarchia degli abusi “che non si limita alla distinzione tra quelli di necessità e quelli speculativi”. Priorità assoluta andrebbe riservata infatti ad interventi contro “abusi idrogeologicamente pericolosi,  per cui non vi è    legge  o condono che

regga”,  e subito dopo  contro “gli  abusi successivi al Condono  ter (2003), che  sono  tutt’ora in corso e che  rappresentano  l’esasperazione di una  pratica che, senza alcuna  legittimazione giuridica e  legislativa, ha ormai  saturato il territorio”.

Soluzioni, chiarezza, non  fantapolitica o scorciatoie: “bisogna concordare con la Procura un protocollo d’intesa che consenta una graduazione degli interventi di demolizione, anteponendo gli abusi successivi al terzo condono, gli immobili o porzioni di essi che non risultino effettivamente abitati e sui quali grava una condanna passata in giudicato e infine gli abusi “alberghieri” e quelli risultanti quali seconda o terza casa”. Graduazione indispensabile per combattere il lato potente e prima intoccabile dell’abusivismo edilizio, perché “quelli di necessità restano pochissimi rispetto agli abusi speculativi e scriteriati che hanno devastato il territorio”. L’intenzione è però quella di trasformare l’usurpazione e l’illegalità in nuove possibilità per la povera gente, ad esempio tramite “l’acquisizione al patrimonio comunale degli immobili “salvabili”, con immissione in graduatoria per il fitto sociale, che risulta di certo un’alternativa da preferire alla demolizione”. La via dell’affitto, poi, routine in città e delle volte da noi nemmeno presa in considerazione “può essere incentivata da fitti con cedolare secca ed agevolata al 20%, per quelli estivi ed annuali, così da calmierare i prezzi ed estendere la legalità contrattuale”. Chiara infine la posizione su quella che è una soluzione acclamata da molti: “la semplice richiesta di applicazione del Condono ter, se non corredata da una politica di conversione popolare degli edifici esistenti ed inutilizzati, di controllo ed incentivazione dei fitti pluriennali, di lotta alle residenza fasulle e di messa in sicurezza del Territorio non farebbe altro che rimandare un problema che non si affronta dal 1985, risultando oltretutto beneficio esclusivo di malfattori e speculatori.” Con conseguenze gravi anche per l’economia, dal momento che senza un’esame di coscienza si rischia di “rinfocolare quel senso di impunità e di mancato rispetto della Legge fino ad ora promosso e che già si sta ritorcendo su un mercato turistico in grande affanno.” L’unica scelta possibile è dunque “la Legalità, intesa quale pieno e dovuto rispetto della legge, purché questa sappia essere sanzione, ma anche garanzia per una comunità che è allo stesso tempo artefice e vittima del fenomeno abusivismo.” Solo chi ha le redini del gioco può cambiare le cose, “solo la Politica, su cui gravano enormi responsabilità pregresse ed il cui silenzio dimostra un’incapacità ed un’impreparazione disarmante, ha la chiave di volta per la soluzione di tale pasticcio.” Difesa del territorio, e quindi della gente e dell’economia d’Ischia, energia rinnovabile, una visione interessante e tutt’altro che scontata del controverso fenomeno dell’abusivismo edilizio, con questo biglietto da visita il Movimento a 5 stelle Campania sembra tracciare una via alternativa all’interno dello scenario politico nostrano.

Lo fa con coerenza, e questo non può che fargli onore.

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