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La tecnologia nella didattica. La scuola al tempo del Web 2.0

libro Marconato “Le tecnologie nella didattica”: Il libro raccoglie interventi di studiosi italiani e stranieri sulla scuola al tempo del Web 2.0
Nel volume curato da Gianni Marconato si fa il punto su come le nuove risorse informatiche sono integrate nell’insegnamento. I temi affrontati vanno dalla necessità di trovare nuovi parametri di valutazione all’uso del wiki.


Nuovi media vuole dire nuova didattica?

Negli ultimi anni le nuove tecnologie hanno rivoluzionato il mondo della scuola: l’uso delle Lavagna Interattiva Multimediale, l’introduzione dei Contenuti Didattici Digitali, la fruizione di strumenti quali il web (e quindi del wiki, delle chat o dei video on line), hanno portato i docenti a intraprendere e a verificare processi di apprendimento diversi da quelli classici. Ma qual è il vero valore aggiunto dei nuovi media nella scuola? Quale il loro apporto alla normale lezione in aula?
Da queste domande parte Le tecnologie nella didattica. Lo stato dell’arte all’inizio del nuovo Millennio (edizione Erickson, 2009, pagg. 262, 23.50 euro), raccolta “di conversazioni” intorno alla scuola al tempo del web 2.0 curata da Gianni Marconato. In particolare, il volume cerca di porre l’attenzione su come l’impiego sempre più frequente del computer, di Internet e di molti strumenti informatici, non è accompagnato da una vera riflessione su come i processi didattici vengono inevitabilmente modificati da risorse innovative e ormai fondamentali per l’insegnamento.

Le tecnologie nella didattica

Dopo un’introduzione dove espone La breve storia delle tecnologie nella didattica, Marconato, che da anni affronta questi argomenti anche nel suo sito fa parlare studiosi e insegnanti di diversi parti del mondo, che cercano, ognuno con la propria esperienza e i propri convincimenti, di fare il punto sulla scuola di oggi e su quella che potrebbe arrivare domani. Nella prima parte del volume si susseguono allora l’intervento di David Jonassen che illustra la necessità, nei processi di insegnamento, della costruzione di mappe mentali, in grado di dare ai ragazzi precisi punti di riferimento cognitivi, sviluppandone la capacità di organizzare il sapere con spirito critico; lo studio di Oleg Liber sui PLE, gli ambienti personali di apprendimento, fondamentali per una crescita dell’alunno anche fuori dalla scuola; l’intervento di Teemu Arina sul senso e l’importanza delle nuove tecnologie sociali, la cui prima finalità è decentrare le attività di apprendimento.

I parametri dell’apprendimento

In Per una ergonomia dell’apprendimento. ICT nella scuola: quali rapporti? Antonio Calvani sviluppa poi un tema fondamentale per capire la reale importanze della tecnologia nelle scuole. Lo studioso afferma infatti che l’uso dei nuovi media può davvero essere rivoluzionario solamente se il docente si chiede cosa debba/voglia aspettarsi da essi. Senza questo punto di partenza, infatti, l’apporto del Web o dei software didattici free resterà sempre ambiguo. Proprio per questo motivo Calvani costruisce una cornice di riferimento articolata in 3 livelli:
1. macroecologico o etico: quale il senso della scuola nella società dell’informazione di oggi?
2. strategico innovativo: in che modo le tecnologie stanno cambiando il setting della scuola?
3. microecologico o ergonomico didattico: come e perché gli apprendimenti possono migliorare grazie all’integrazione tra nuovi media e idonee metodologie didattiche?

Dal Wiki ai serious game

La seconda parte di Le tecnologie nella didattica, illustra invece alcune esperienze di scuole italiane, che nel corso degli ultimi anni hanno saputo creare una giusta compenetrazione tra l’insegnamento classico e le risorse della Rete o dell’informatica. Marco Caresia parla allora del Wiki wiki web a sostegno dell’articolazione, raccontando come il wiki è entrato di diritto tra gli strumenti principali usati in una scuola professionale italiana nel 2006. Luisanna Fiorini illustra invece le Competennze per la costruzione della cittadinanza digitale consapevole, mentre Lucia Pannese, Maria Carlesi e Laura Riente spiegano come è possibile, anche nella formazione aziendale, mettersi in gioco grazie ai serious game.

http://www.innovascuola.gov.it 

[youtube E60ZfdqdUE4]

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