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La triste storia di Diabolik, il cetaceo che amava sfidare la sorte

dal Mattino di Napoli –  Anni di lavoro in mare con questi animali e ogni volta che viene trovato un cetaceo morto, mi rattristo moltissimo al pensiero che, probabilmente quest’animale ha vissuto nelle nostre acque tutta la sua vita e magari ci è anche nato.

Alle 8.30 del giorno 20/10/2009 la Guardia Costiera di Ischia ci segnala la presenza di un grosso cetaceo nel canale di Procida a poca distanza dallo Scoglio di San Martino, insieme al numero di telefono del pescatore Gioacchino Esposito che ha allertato la Capitaneria ed è rimasto sul posto facendo la guardia alla carcassa dell’animale.

Grazie al gommone veloce dell’associazione Amici del Remo siamo riusciti ad essere sul posto alle 9.30 per fare dei rilievi visivi e fotografici dell’animale.
L’esemplare era un giovane maschio di balenottera comune, Balaenoptera physalus, lungo circa 11 metri e morto probabilmente solo da 2-3 giorni. Il corpo si presentava in buone condizioni, non ancora bruciato dal sole. L’animale era a pancia all’aria coi solchi golari stesi, il gozzo gonfio di aria.

Nella zona posteriore presentava tagli profondi e contusioni che ci hanno portato ad ipotizzare come causa di morte una collisione con un’imbarcazione o nave veloce.

Data la posizione dell’animale, a pancia all’aria non ci è stato possibile fotografare la pinna dorsale dell’animale, foto che ci avrebbe permesso di identificare l’individuo. Potrebbe comunque trattarsi di un animale che negli ultimi due anni abbiamo avvistato ripetutamente e tentato di foto-identificare invano… La balenottera in questione è stata nominata Diabolik da noi ricercatori per il suo modo di “evadere” le imbarcazioni e sfuggire ripetutamente ai nostri tentativi di avvicinamento.

Era stata spesso avvistata da pescatori e dal nostro gruppo di ricerca nello spazio di mare antistante Casamicciola all’interno della batimetrica dei 100 m di fondale, fino all’imboccatura del porto di Ischia e addirittura fin sotto la scogliera sopraflutto che ripara l’ingresso del porto stesso.

Numerose volte l’abbiamo seguita fin dentro al canale di Ischia e di Procida. Nonostante la zona fosse pericolosa per il cetaceo a causa dell’intenso traffico marittimo, l’animale si era perfettamente adattato al transito in quelle acque. Gli esemplari di questa specie solitamente trascorrono in superficie diversi minuti respirando ogni 12-15 secondi e mantenendo una direzione di spostamento pressoché stabile, Diabolik invece, veniva in superficie per un tempo brevissimo, respirando una volta soltanto e re-immergendosi dopo meno di 30 secondi.

Spostandosi poi sotto il pelo dell’acqua a zig zag non ci dava alcun modo di ipotizzarne una direzione per precederlo alla successiva emersione.
Insomma abbiamo perso giornate di lavoro intenso, fatto soprattutto di turni di vedette e intuizioni che non sono state fruttuose ma oltremodo frustanti. Non siamo riusciti a scattargli una foto del profilo della pinna dorsale, solo visioni posteriori e spesso controluce.

Nonostante la frustrazione, pensavamo che Diabolik si fosse perfettamente adattato, che fosse perfetto nel suo comportamento e infallibile. Eravamo in un certo senso fieri di lui… poi la notizia di una balenottera morta nella zona del canale per una collisione… Quest’animale potrebbe essere Diabolik che dopo tanto “sfidare la sorte”, ha perso.
Come al solito è sorto subito un problema: un animale grande e morto che galleggia nel canale di Procida deve essere smaltito nel modo più veloce e possibile… affondandolo!ù

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