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Le Stagioni dell’amore e del cuore

di Anna Rosaria Meglio

Nella vita quante sono le stagioni dell’amore e del cuore? E’ una domanda che mi rivolgo spesso. Certo, nei primi anni della vita, quando sei un bambino piccolo che gioca felice nel giardino di casa sotto lo sguardo amorevole di mamma, corri spensierato molto allegro come i raggi del sole che illuminano il tuo viso rincorrendo farfalle che si posano su ogni fiore, che bello essere bimbi con la freschezza e la dolcezza che è in loro con tante domande cariche di curiosità. E tu ci dai risposte più o meno esatte. E loro che ti guardano dritto negli occhi per vedere se menti mettendoti alla prova. La seconda stagione è l’adolescenza che è un vero e proprio rompicapo; ti vedi ti scruti nello specchio e quasi sempre non ti accetti. Stai cambiando pensi il corpo si trasforma diventando grande. E tu che ti nascondi vorresti sparire quando qualcuno ti dice: Ti è spuntata la barba? Poi, se rispondi al telefono, ti scambiano per tuo padre e vorresti che nessuno notasse il tuo stato d’animo. E pensi: le ragazze sono più coraggiose parlano sicure di se senza incepparsi ma anche loro, prima di accettarsi, ne passano di cotte e di crude e quando arrivano a scaricarti tante parole insieme parlano parlano, senza concludere niente. Sono insicure come noi maschietti, penso siamo alleati. Eccoci alla terza media: mi sentivo come un marziano nel muovermi sempre timoroso che qualcuno o qualcuna mi dicesse qualcosa stavo sempre su chi va là. Ma, un mattino mi svegliai come per magia in uno stato d’animo forte sicuro stavo per compiere 14 anni e pensavo: sarà il mio prossimo compleanno che mi ha dato carica chiesi a me stesso, lo de devo scoprire. Quella mattina in classe i miei amici erano come me sicuri, non più marziani, così mi avvicinai a loro chiedendo cosa fosse quell’euforia e loro, dandomi grosse mani sulle le spalle, mi dissero: allegro ragazzo andiamo in gita. Ragazzo a me? E lì cominciai ad essere uomo. La terza stagione dell’amore e del cuore; in un baleno mi trovai catapultato a sostenere gli esami di quinto liceo. Dei ragazzi dell’adolescenza qualcuno frequentò il liceo con me. Ci preparammo insieme a sostenere gli esami. La nostra classe era composta da una ventina di studenti e, tra noi, c’era Michela che incoraggiava dicendoci: ragazzi pensiamo positivo in cinque anni di liceo ce la siamo sempre cavata bene perciò, se non è cento, sarà novantotto stiamo li. E una fragorosa risata ci uscì fuori per darci coraggio. La prima ad essere chiamata fu proprio lei, ci guardò con i suoi occhi chiari e ci disse: incrociate le dita. Finì il suo esame soddisfatta e contenta. Poi toccò a me, entrai in aula spedito e ne uscii con tanti in bocca al lupo. Crepi risposi, quando tutta la classe fu esaminata mi avvicinai insieme a Michela, Andrea, Sabrina, Gianmarco, Damiano, Samuele Rita, Nadia al bar di fronte al Liceo per festeggiare con una bella limonata fresca, faceva molto caldo ci voleva proprio dopo la sudata. Facemmo un pò di chiacchiere discutendo delle facoltà universitarie da intraprendere. Io ero già deciso: volevo diventare uno bravo psicologo per aiutare i ragazzini in difficoltà a venirne fuori. Michela aveva scelto la facoltà di giurisprudenza, sarebbe stata una brava e leale avvocatessa visto che in cinque anni trascorsi insieme se si discuteva per qualche cosa che era successo lei faceva l’avvocato metteva tutto a posto con lealtà e onestà. Ci salutammo con abbracci e baci giurandoci di non sparire. Dopo l’estate mi iscrissi all’università di psicologia di Roma cosi dovetti trasferirmi. Avevo 19 anni ero un bel ragazzo, dicevano i miei, orgogliosi del figlio che andava a studiare per diventare dottore in medicina. Così verso la fine di settembre parti: i corsi cominciavano ad ottobre, seguivo con interesse e passione le lezioni. Mesi dopo diedi il mio primo esame, ebbi un bel 28, mica male per il primo pensai. Il tempo trascorreva tra esami e lezioni mi stava portando via la gioventù così pensai: questo Natale andrò a casa per svagarmi un pò ci mancavo da tre anni. Diedi la notizia alla mamma che era al settimo cielo e contentissima disse aspetta che chiamo papà anche lui era felice e mi fecero commuovere ci vediamo tra una settimana tirai corto. Prima di andare a casa mi recai al centro di Roma per fare acquisti per i miei. Mi incantai vicino ad una boutique per signora, in vetrina c’era esposto un bellissimo scialle di lana nera con tutte applicazioni floreali colorate: era bellissimo, lo vedevo già sulle spalle di mia madre che lo portava con eleganza e orgoglio per il dono ricevuto dal figlio. A papà gli presi un bel cappotto di loden verde come i suoi occhi, gli calzerà a pennello pensai e così fu. Rimasero molto contenti, la mamma mi abbracciava, il papà mi girava intorno e mi diceva: ti sei fatto è ora di una fidanzatina, vedremo risposi. Perché” non ci avevo pensato ancora seriamente. A Roma avevo avuto qualche ragazza ma niente di serio. Adesso devo studiare, quando sarò a buon punto ci penserò dicevo tra me. Quel pomeriggio uscii di casa per andare a salutare i parenti e gli amici. Ero seduto alla cioccolateria per gustarmi una bella cioccolata calda con un dolce tipico del mio paese, quando mi senti chiamare: Samuele, Samuele sei proprio tu? Mi girai e la vidi e li capii che l’aspettavo. Era splendida come sempre con gli occhi pieni di gioia, correva ad abbracciarmi. Io stupito di quell’abbraccio gli dissi: ciao Michela come sei bella. Si sedette accanto a me, parlammo di tutto, ci stringevamo le mani increduli di esserci ritrovati e mai più lasciati. Gli anni corrono e come! Ci sposammo appena laureati e sistemati. Michela lavorava al tribunale dei minori di Roma, io all’ospedale del Bambino Gesù. Ci amiamo tanto essendoci conosciuti sui banchi di scuola, il nostro amore era nato lì in segreto tra noi. La quarta stagione dell’amore e del cuore: La vita è come un fiume che scorre via lasciandoti nel cuore tanto amore serenità, onestà da trasmettere a chi come me senza pretese ha ben seminato.  

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2 commenti

  1. Complimenti alla dott. Meglio per la descrizione limpida e armonica d’ ogni stagione del cuore che,
    rispecchia una sana ed equilibrata quanto ottimistica visione d’ogni fase della vita .

  2. Annarosaria meglio

    GRAZIE mille per i suoi complimenti se le fa” piacere seguiranno degli altri MI STIA BENE.

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