Al Segretario Nazionale del PD, On. Dario Franceschini
Al Segretario Regionale del PD, On. Tino Iannuzzi
Al Commissario del PD, Federazione di Napoli, On. Enrico Morando
Al Coordinatore Cittadino PD, Gaetano Cimmino
OGGETTO: Lettera aperta al direttivo cittadino di Castellammare di Stabia del PD
Cari democratiche e democratici,
da troppo tempo in noi vive il malessere di appartenere ad un partito malato.
Malato di protagonismo, di ostruzionismo, di immobilismo,di qualunquismo, di sete di potere.
Valori quali l’altruismo, il confronto, la partecipazione, la lealtà, la coerenza e l’appartenenza ad una organizzazione politica sempre più, col tempo, sono andati persi.
Troppe sterili discussioni tra organismi dirigenti, troppe umiliazioni, troppe occasioni mancate ha dovuto subire questo partito.
Il PD dalla sua nascita ad oggi, purtroppo, non è riuscito a dare una risposta alle nostre aspettative, una forma ai nostri sogni.
Tutti noi avevamo riposto le nostre speranze nel PD.
La speranza di poter partecipare alla nascita e contribuire alla crescita del partito che avrebbe cambiato l’Italia, riportandola tra le grandi d’Europa, entusiasmava tutti noi.
La speranza di partecipare ad avvincenti discussioni su temi di importanza mondiale, europea e nazionale, la speranza di confrontarci sino a tarda notte su come delle decisioni avrebbero influito sul futuro del nostro paese, della nostra regione o della nostra città ci ha fatto credere che una grande realtà politica stava nascendo.
Ma, poi, ci siamo scontrati con l’evidenza.
L’assenza di vera partecipazione alle scelte e di vera democrazia interna troppe volte è stata lampante, dalla scelta dei candidati alle politiche all’assenza di veri congressi per la formazione degli organismi sovra cittadini.
E ancor più l’assenza di scelte nette su grandi temi è stata insopportabile. Il PD, come è stato sbeffeggiato anche da famosi comici, è diventato il partito del “ma anche”.
Mai negli ultimi due anni è stata intrapresa una scelta di campo.
Mai ci si è opposti con fermezza e tenacia a scelte che non condividevamo.
L’esempio cittadino della posizione del PD rispetto alla giunta ne è l’emblema a livello territoriale. Troppe volte si sono usati due pesi e due misure.
L’appello rivolto poche settimane fa dal Consigliere Provinciale del PD, Aniello Cuomo, tramite una lettera personale, ha tentato di smuovere la palude dell’immobilismo politico nella quale è sprofondato il partito nelle nostre realtà. A più di due settimane nessun livello di coordinamento ha provato a confrontarsi ed a dare risposte rispetto alle perplessità ed ai disagi vissuti e rappresentati.
Perplessità e disagi vissuti da tutti noi. Tutti quegli iscritti o quei dirigenti di “basso rango” che non riescono a far sentire la propria voce, che non riescono a sentirsi parte della costruzione di questo partito.
Dopo ripetuti appelli ai massimi organismi dirigenti del PD, puntualmente ignorati, per confrontarsi e per dissipare i dubbi, per ridarci entusiasmo e speranza che il PD rappresentasse veramente il partito che immaginavamo, tutti noi pensiamo che sia conclusa l’esperienza politica nel Partito Democratico.
f.to
Aniello Cuomo
Domenico Cuomo
Rosario Cuomo
Carmine Cascone
Antonio Cuomo
Veronica D’Oria
Discepolo Anna
Lucarelli Alfonso
Mario Rocco
Barca Umberto
Ugo Cinque
Filomena Vecchione
Catello Gargiulo
De Gregorio Aniello
Cesino Gennaro
Delia Carotenuto
Somma Veronica
Cosa Giuseppe
Esposito Antonio
Gargiulo Francesco
Panariello Angelo
Lucarelli Nunziante
Afonso Vanacore
Amala Vanacore
Di Gennaro Sabrina
Carolina Celentano
Del Gaudio Francesco.
Questo articolo è stato letto 541 volte.

