Procida. Egregio armatore…

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Di Rosanna Meglio

Egregio Sig. Armatore della Savina Caylyn ,

non la conosco, non conosco neppure il suo nome e neppure lo voglio sapere, per me lei adesso e’ soltanto un uomo che sta sfuggendo al suo dovere. Non le scrivo cio’ che penso di lei, ne cio’ che pensa la gente, altrimenti correrei il rischio che la lettura di questa lettera, semmai riuscisse a leggerla, si interromperebbe qui.

Allora mi rivolgo a lei come potrebbe rivolgersi una figlia, una moglie, una sorella o una madre. La prego, aiuti l’equipaggio della Savina a ritornare a casa, per riabbracciare le loro famiglie e far si che questa esperienza un giorno diventi solo un brutto ricordo.

Non so perche’ lei non si faccia piu’ sentire, e’ come sparito nel nulla, avra’ le sue ragioni, ma la prego ancora ci aiuti a riabbracciare i nostri ragazzi. Un nostro amico procidano ha pensato di organizzare una colletta. Possiamo farcela insieme se anche lei magari ci desse una mano…li hanno abbandonati tutti: lei, il governo italiano, e anche noi!

Ma io non riuscirei a vivere con questo scrupolo…piuttosto cercherei di fare qualcosa. E’ vero, pagando la pirateria non cessera’, anzi forse cosi’ facendo la alimenteremo ancor di piu’, ma se l’unico modo e’ questo la prego ancora una volta, riportiamo a casa i nostri ragazzi che hanno avuto la sfortuna di trovarsi nel posto sbagliato nel momento sbagliato, ragazzi che lavorano onestamente lontani dalle famiglie.

Non li abbandoniamo, non li abbandoni anche lei, lasci un segno nei cuori di queste famiglie, non faccia in modo che associato al suo nome ci siano solo odio e disprezzo. Cordialmente la saluto.

figlia, madre, moglie, sorella, amica di un marittimo.

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