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LISCIA, GASSATA O… FERRANDELLE?

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LISCIA, in tutta la faccenda rifiuti in Campania, si può definire solo la faccia tosta di Berlusconi, che a furia di lifting e trucco di scena somiglia sempre di più al fratello nano del Joker.

GASSATA, nel senso di forno crematorio, è la vita che ci prospetta il governo Berlusconi: inceneritori e centrali nucleari che contribuiranno a rovinarci la salute (insieme ai rifiuti tossici abusivamente sversati da nordiche aziende e mai nominati nei piani di governo per la messa in sicurezza dei territori) senza risolvere i problemi energetici né di smaltimento dei milioni di ecoballe, notoriamente non bruciabili (del resto portare avanti la politica del trattamento a freddo e del riciclo rischierebbe di far guadagnare tutta la comunità invece dei soliti quattro amici imprenditori… e l’Italia mica è una nazione, è la cassa a fondo perduto dell’imprenditore capo).

FERRANDELLE, per il momento, pare aver costituito l’alternativa per fingere di far sparire la monnezza e far finta che l’inceneritore di Acerra stia funzionando.

Di questo parleremo mercoledì 20 maggio, dalle 16,00 alle 17,00, con Raffaele del Giudice, direttore di Legambiente in una nuova puntata di Notecologiche, programma “verde” di Marianna Sansone su Radio F2, la radio dell’Università Federico II di Napoli.

La puntata sarà dedicata all’ultimo degli scandali legati alla gestione dei rifiuti in Campania, in seguito ad una denuncia di Del Giudice (noto anche per essere il volto del documentario di denuncia del disastro ambientale campano “biutiful cauntri”) in merito alla scandalosa condotta dello Stato nei confronti dei cittadini campani: in località Ferrandelle, nel casertano, sono stati convogliati tutti i rifiuti che il premier si vanta di aver levato da Napoli. L’operazione (ovviamente) non è stata di eliminazione bensì di spostamento. E fin qui… ci sarebbe stato da storcere il naso “SOLO” per l’informazione distorta in merito alle vanaglorie di Berlusconi che si vanta di aver fatto SPARIRE la spazzatura.

La situazione, però, si è rivelata ben più grave. Il sito adibito a discarica, che accoglie già milioni di metri cubi di monnezza tal quale (= indifferenziata), interdetto alla popolazione in quanto dichiarato sito di interesse militare, è una discarica a cielo aperto. La qual cosa è illegale. Eppure non è la camorra ad averlo creato, ma lo Stato. Tutto intorno a questo sito, in aperta campagna, circondato di campi coltivati, non è stata interdetta la coltivazione risarcendo i contadini, i quali continuano a tenerci il foraggio, le fragole e quant’altro. Proprio come se fosse una discarica illegale della camorra. Il danno ambientale provocato da una discarica non messa in sicurezza, di queste dimensioni macroscopiche, è enorme. A questo si aggiunge il danno d’immagine, conseguenziale: l’oro bianco del casertano (le mozzarelle di bufala) sono compromesse, per dirne una. Proprio come se si trattasse di affari di camorra.

Una chicca: sperimenteremo il disegno (mio) dal vivo in radio! 🙂

Simona Bassano di Tufillo

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