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Lo STOP al consumo di territorio non è più pura utopia?


di Alessandro Mortarino. Il 17 Febbraio il VI° Municipio di Roma (circa 135.000 abitanti) ha approvato una mozione con cui afferma lo Stop al consumo del territorio e la rivalutazione dell’indice di edificabilità. Lo scorso Venerdì 12 Febbraio la Giunta dell’amministrazione Provinciale di Torino ha approvato un nuovo piano di coordinamento del territorio che prevede che non si potrà più costruire su terreni vergini non ancora intaccati dal cemento. La settimana prima, tre amministrazioni comunali avevano approvato delibere per impedire nuovi impianti fotovoltaici su terreni agricoli. Sta forse esplodendo una nuova “cultura” del territorio?

La domanda è un po’ “epocale”, ce ne rendiamo conto. Ma permetteteci di formularla ugualmente: abbiamo tutti idea di quante “mazzate” ci sono state dispensate dall’ormai lontano Dicembre 2008, cioè da quando la volontà popolare diede il via alla campagna ed al Movimento nazionale per lo “Stop al Consumo di Territorio”.
Dissero di noi: iniziativa naif. Utopia allo stato puro. Semplicità eccessiva dispensata in un mondo complesso. Voce pura ad opporsi ad un coro paludato.
Oggi l’esempio della “crescita zero” del coraggioso Comune di Cassinetta di Lugagnano è un metro di confronto per innumerevoli altri Sindaci e ciò che il VI° Municipio di Roma la Provincia di Torino hanno appena deciso è l’effetto-domino che noi avevamo in mente (e in cuore).

Con qualche premessa opportuna.

Innanzitutto sia chiaro che l’iter procedurale successivo alla delibera della Giunta provinciale torinese prevederà l’approvazione del Consiglio provinciale entro l’estate e successivamente la ratifica della Regione Piemonte: nessuno canti vittoria, perchè le sabbie mobili sono tante e tutte lungo la via.

In secondo luogo, dopo la inevitabile nostra soddisfazione iniziale e le prime dichiarazioni pubbliche del Presidente Saitta, sarà opportuno analizzare a fondo la delibera della Giunta della Provincia di Torino e cogliere nella pienezza il senso dello “Stop” od eventuali piccole-grandi falle.

Infine, che a nessuno di noi venga in mente che questo “successo” e le tre prime delibere per arrestare il fotovoltaico “industriale” su terreni agricoli sia una vittoria del Movimento “Stop al Consumo di Territorio”.

Forse tutto ciò (e tutto ciò che dovrà ancora arrivare …) sarebbe avvenuto ugualmente, anche senza il nostro grido all’unisono di 16.000 voci individuali ed oltre duecento voci collettive di Associazioni/Comitati … cioè tante voci davvero.
Forse era inevitabile che anni ed anni di lavoro e di proposte da parte di innumerevoli persone ed Organizzazioni avrebbe, prima o poi, portato a maturazione qualche consapevolezza in amministratori pionieristici.
Quindi, non attribuiamoci questa vittoria, godiamocela semplicemente come un traguardo di tutti.
Perchè così è.

Ma facciamone anche tesoro. Perchè, probabilmente, un po’ di merito possiamo tenercelo senza apparire scortesi. E con giusto orgoglio.
Il merito di averci creduto.
Il merito di avere detto una cosa chiara; non uno slogan ma una ferrea possibilità: Stop al Consumo di Territorio.
Il merito di non avere cavalcato null’altro che l’esigenza di raggiungere un obiettivo e di raggiungerlo in tanti. Tutti assieme.
Il merito di avere messo le nostre facce. E le nostre convinzioni.
Il merito di avere insistito utilizzando la forza della comunicazione. Senza effetti speciali nè voli pindarici. Idee con le gambe, esempi da osservare.
Il merito di avere capito che non tutti gli amministratori sono chiusi nelle loro granitiche torri isolate. E che molti di loro “sanno di non sapere”, dunque hanno bisogno di idee con le gambe e di esempi da osservare.

Gino Scarsi, a cui va il merito di avere ispirato la nascita del nostro Movimento e di essere il primo firmatario del nostro manifesto nazionale, ha così commentato la delibera della giunta torinese: “Fiato alle trombe e gran letizia nell’aere; aspettavamo un altro Comune e arriva addirittura una Provincia ! … Ancora qualche altro colpo così e dovremo chiudere il Movimento per esaurimento della sua funzione (e non iniziate a dirmi di non vendere la pelle dell’orso prima che …)“.

L’ironia ci porterà lontano e domani è sempre un altro giorno: questo è il bello di chi semina utopie e, talvolta, raccoglie frutti saporiti: anche pochi, perchè accontentarsi è il nostro futuro …

P.S.: a proposito di futuro, pochi minuti fa l’Associazione nazionale Donne in Campo (l’organizzazione femminile della CIA – Confederazione Italiana Agricoltori) ci ha comunicato che il loro Congresso nazionale ha discusso ed approvato all’unanimità l’adesione al Movimento Stop al Consumo di Territorio. Le Donne del mondo agricolo hanno già capito tutto: la prossima sfida sarà legare la nostra “battaglia” per la difesa del suolo alla nuova valorizzazione del lavoro contadino.
Grazie a chi ha già capito …

Leggete i primi documenti sulle decisioni dell’amministrazione della Provincia di Torino
http://www.stopalconsumoditerritorio.it/index.php?option=com_content&task=view&id=255&Itemid=49

del VI° Municipio di Roma
http://www.stopalconsumoditerritorio.it/index.php?option=com_content&task=view&id=256&Itemid=49

e delle Donne in Campo/CIA
http://www.stopalconsumoditerritorio.it/index.php?option=com_content&task=view&id=257&Itemid=49

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