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Maroni: “Allarme ambientale totalmente privo di fondamento”

Il settore balneare in Campania è con il “lato B” nell’acqua, così le 650 imprese del comparto, soprattutto del lungomare domitio dove si è avuto un decremento dell’80% rispetto allo scorso anno, chiedono al governatore Antonio Bassolino di dichiarare lo stato di grave crisi (che dovrebbe interessare oltre 100 comuni e tre provincie), o sarà sciopero fiscale. A lanciare l’ultimatum è Assobalneari Campania che, in una conferenza stampa, ha denunciato la grave emergenza che ha compromesso irrimediabilmente la stagione in corso, con imprese balneari che rischiano la chiusura.Rassicuranti le dichiarazioni dell’assessore regionale al Turismo Riccardo Marone: “A settembre incontreremo gli operatori per individuare con loro le misure da intraprendere. Ci dispiace però che a causare questa grave crisi, in una stagione che appare per altri versi di ripresa, sia stato un allarme ecologico e ambientale totalmente privo di fondamento, che partendo dalla scriteriata protesta di alcuni addetti al depuratore di Cuma, ha creato un tam tam che è stato difficile e in alcuni casi impossibile bloccare”.
Per quanto riguarda l’isola di Procida anche qui gli operatori del settore lamentano, per i passati mesi di giugno e luglio, una consistente diminuzione di presenze rispetto allo stesso periodo del 2008.

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