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Napoli. La città sprofonda…la politica pensa alle poltrone

Scritto da: Prof. Amato Lamberti 18 aprile 2009 ore 16:10 sul CorrieredelMezzogiorno.com

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A costo di apparire qualunquista non sopporto più questa situazione. Stamattina, alla mensa di piazza mercato, c’erano almeno cento persone che non avevano il biglietto ma volevano mangiare. Qualcuno, sconsolato, diceva di non mangiare un pasto caldo dal giovedi precedente, cioè dal Giovedi Santo. Pensate, a Pasqua e pasquetta mentre la gente si ingozzava e avanzavano tonnellate di cibo che per la maggior parte sarebbe finito tra i rifiuti, c’erano persone che non avevano di che mangiare.

Naturalmente se non ci pensa la Chiesa, i frati, le suore, i poveri di Napoli morirebbero di fame, non avrebbero un posto dove lavarsi, dove fare una doccia, dove prendere dei vestiti, delle scarpe, dei calzini, delle mutande. Chissà perchè i poveri veri, quelli che dignitosamente si muoiono di fame, non li trovi mai negli elenchi di quelli che hanno diritto al Reddito Minimo d’Inserimento e al Reddito di Cittadinanza, e neppure dei beneficiari dell’assegno di povertà.

Dentro quegli elenchi, camorristi, delinquenti, profittatori, parenti di camorristi, galoppini elettorali, si sprecano: certo, saranno anche essi bisognosi, ma qualche povero vero, giusto per fare vedere, potrebbero anche metterlo e farlo vedere. Naturalmente la politica non si occupa di queste cose. I poveri aumentano, le fabbriche chiudono, i cantieri sono sempre e solo quelli della metropolitana e di lavori stradali infiniti, di nuovi nemmeno l’ombra. Perfino i negozi, i bar, i ristoranti stanno chiudendo.

I giovani disoccupati fanno le valigie, quelli che cercano il posto fanno cortei,..i politici si azzannano per un posto in lista alle elezioni europee o alle elezioni provinciali. Per fare che? Per risolvere i loro problemi, perchè di quelli della gente non gliene importa proprio niente. Basta leggere le dichiarazioni, i proclami, per rendersi conto di quali siano le loro preoccupazioni. Anche i giornali parlano solo delle guerre nei partiti e dei morti per le strade.

Dei problemi della gente normale non parla nessuno: e siccome non ne parlano i politici, non ne parlano nemmeno i giornali. Fa più notizia una trasmissione televisiva come Anno Zero che le migliaia di lavoratori che restano senza posto di lavoro e senza soldi per tirare avanti la famiglia. Il mondo virtuale ha cacciato il mondo reale.

fonte: Napoli.Blogolandia.it

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