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Napoli “Un Olocausto Taciuto” di Antonio Marfella


Articolo tratto da Facebook

Ho sentito di scrivere come prefazione al pezzo queste semplici righe.

La scienza ci insegna che le malattie non sono dovute a disgrazie o a punizioni divine, bensì sono frutto delle nostre azioni, indifferenza ma soprattutto della nostra ignoranza.

Tutti dobbiamo lottare per la tutela dell’Ambiente e di conseguenza per la Salute Pubblica, bene primario d’ogni nazione. Un popolo sano è un popolo vitale, operoso, produttivo.

La Salute non può essere un Business. I Tumori non vanno soltanto curati, ma soprattutto PREVENUTI !!!

Da anni si vedono campagne di raccolta fondi per la ricerca sul Cancro. Al contrario mai nessuno che pratichi una reale prevenzione, anzi…

Dov’è la prova di ciò che dico ? Semplice, basta considerare gli scempi ambientali di Stato o quelli consentiti dallo Stato. I disastri del Petrolchimico di Porto Marghera, l’Ilva di Taranto, l’emergenza rifiuti in Campania e la questione Terra dei Fuochi, Scuole e palazzi costruiti con rifiuti tossici a Crotone, la Nave dei Veleni affondata in Calabria ecc. ecc.

Ogni anno vengono raccolti milioni di euro per la ricerca, ma nessuna misura o legge dello Stato che condanni pesantemente e scoraggi i crimini ambientali che purtroppo ci procurano tremende malattie.

In questa settimana di raccolta fondi per la ricerca sul Cancro, dedichiamo il seguente post all’AIRC, Associazione impegnata nella raccolta fondi per la ricerca, con l’augurio che così come fanno per la ricerca, d’ora in avanti, s’impegnino ugualmente anche per promuoverne la prevenzione!

Le Istituzioni quali il Parlamento, il Ministero della Sanità, quello dell’Ambiente e gli altri organi preposti hanno fatto e continuano a fare troppo poco. Anzi, NON legiferando seriamente in materia di tutela ambientale ed eco sostenibilità, lo Stato si rende complice d’un Sistema perverso, il quale, paradossalmente estremizzando nel ragionamento, non vuole l’uomo libero di vivere la propria vita, ma al contrario lo vede schiavo delle proprie malattie. Altroché articolo 32 della Costituzione!

Infatti, se le malattie continueranno a essere un Business redditizio e la Salute non è un bene pubblico, allora, non più i contratti di lavoro o quelli bancari, bensì le malattie incurabili, saranno le “nuove catene” per l’umanità del terzo millennio !

Angelo Ferrillo

Articolo di Francesco Bertolucci. —- da www.democrazialegalita.it

”Emergenza rifiuti superata”. Questo diceva su Napoli, più di un anno fa, il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi davanti ai microfoni di RaiNews24. La spazzatura che aveva invaso sino a quel momento il capoluogo campano, pareva dunque sparita, eliminata, vinta.

E la sua “sconfitta” era diventata motivo di vanto e orgoglio del governo italiano.

Nel frattempo, il presidente della Regione Campania, Antonio Bassolino, insieme al Prefetto di Napoli Alessandro Pansa, è finito sotto indagine dalla Procura di Napoli per presunte irregolarità nell’affidamento dei lavori di bonifica di siti e falde inquinati lungo il litorale flegreo (i reati ipotizzati sono concorso in abuso di ufficio, falso, truffa ai danni dello Stato e corruzione), il sottosegretario all’economia Nicola Cosentino per possibili connivenze con la camorra nello smaltimento di sostanze tossiche mentre una richiesta di rinvio a giudizio per gestione abusiva dei rifiuti è stata avanzata dalla procura partenopea nei confronti del direttore della protezione civile Guido Bertolaso.

Tralasciando comunque gli indagati ed il fatto che i rifiuti possano esserci ancora o no, dato che l’opinione governo-cittadini in merito sembra che spesso discordi, viene da chiedersi a cosa abbia portato questa situazione.

Ovvero, quanto abbiano inciso anni e anni di malagestione del problema rifiuti, sul territorio ed i suoi abitanti.

“A Napoli – spiega Antonio Marfella, tossicologo e oncologo dell’Ospedale Pascale di Napoli – insieme ad un numero di patologie come Infertilità, Alzheimer o Diabete, sono aumentati il numero di Tumori, soprattutto quelli più incurabili.

Quelli al fegato del 300 per cento, quelli infantili sono il doppio rispetto agli Stati Uniti mentre per quanto riguarda i tumori al polmone, così come quelli alla vescica dovuti in gran parte ai solventi usati dagli scarpifici, la città ne detiene il triste primato italiano insieme al Piemonte.

Il Mesotelioma infatti, tra i più incurabili ma del tutto prevenibile, ci accomuna ai piemontesi che pagano la presenza sul loro territorio di miniere di amianto quando noi paghiamo quelle specie di “miniere a cielo aperto” che sono state prima le migliaia di tonnellate che giacevano abbandonate da anni in pieno centro storico nel porto di fronte all’edificio del quotidiano Il Roma, ed ora le 10 mila tonnellate di amianto polverizzato stanti nella discarica di Chiaiano dove i rifiuti urbani coprono lo scarico di rifiuti tossici. È un dato di fatto poi che ogni giorno, 9 napoletani scoprono di avere un tumore”.

Un dato, che si accompagna a quello fornito dall’Istat il quale, in una ricerca sull’aspettativa di vita nel belpaese, ha scoperto che chi nasce in Campania ha 2 anni di vita in meno: 81,4, rispetto all’aspettativa massima italiana: 83,9.

La regione meridionale però, non è uniforme in questa statistica.

“In Campania – afferma l’oncologo – abbiamo molte zone di buona qualità come Avellino, Benevento e Salerno che, nonostante siano colpite da degrado ambientale, migliorano la media. Se facciamo riferimento a queste 3 province, siamo nella media nazionale. Se invece prendiamo in considerazione solo le zone di Napoli e Caserta, è probabile che da 2 anni in meno si passi a 4. Tutto questo, non si può attribuire a niente di individuale. Non si può pensare che un napoletano fumi più di un milanese o che abbia una dieta peggiore rispetto a qualsiasi altro abitante della penisola”.

La motivazione a quanto pare, rimane legata al problema inquinamento.

“Il degrado generale della qualità della vita in Campania, in particolare a Napoli e Caserta – precisa il medico dell’ospedale napoletano – è sicuramente uno dei motivi a cui si può imputare questa situazione. Facendo un parallelo con altre città, possiamo vedere che Napoli è certamente una città più inquinata di Milano. Qua produciamo 200 tonnellate di benzene mentre nella metropoli lombarda, che è molto più grande, solo 100 in più. A Napoli, c’è un controllo ambientale pessimo. Negli ultimi anni la città ha visto incrementare di ben il 40 per cento gli sforamenti giornalieri di polveri sottili.

I parametri sanitari sono in peggioramento ed il problema dei rifiuti tossici industriali, sversati ovunque si potessero sversare, è una aggravante unica al mondo.

L’azione combinata di rifiuti tossici, diossina e virus, dà risultati devastanti. E con paradossi notevoli visto che, per dirne una, si registrano più tumori nelle zone meno urbanizzate. Acerra, una delle migliori zone agricole italiane capace di dare 2 raccolti annui anche senza bisogno di concime, registra una percentuale di tumori e malformazioni maggiori rispetto a Napoli mentre Calabricito ha livelli di diossina incredibili. Qui, sono state trovate pecore piene di diossine e policlorobifenili (Pcb) con livelli tali da far pensare che queste pascolassero in una zona battuta quotidianamente da un robustissimo traffico di mezzi pesanti”.

Prendendo in esame quest’ultimo fatto, vi è da sottolineare che gli elevati livelli di policlorobifenili, una classe di composti organici tossici per l’essere umano usati anche come fluidi per circuiti idraulici, lubrificanti e oli da taglio, sono un elemento talmente nocivo da poter causare l’endometriosi.

Una malattia questa, di origine fetale come scoperto recentemente dal presidente della Fondazione Italiana Endometriosi Onlus, Pietro Giulio Signorili, che nel nostro paese colpisce 3 milioni di donne, 14 milioni in Europa e 150 milioni in tutto il mondo. Ha costi sociali ed economici rilevanti per i sintomi a cui si accompagna, come rapporti sessuali dolorosi, infertilità, dolore pelvico, mestruazioni dolorose e stanchezza fisica, e si manifesta con l’arrivo delle mestruazioni.

“Dopo 319 anni – ha dichiarato in merito il 4 marzo scorso Signorile all’Apcom – abbiamo dimostrato l’origine della malattia che passa da cronica a congenita e cioè presente nel soggetto femminile sin dall’età fetale. Molto probabilmente alterazioni di uno o più geni potrebbero essere dovute a fattori ambientali che alterano la loro espressione, come inquinanti o estrogeni. Abbiamo riscontrato che esponendo topi a sostanze come bisfenoli, queste provocano malformazioni dell’apparato genitale e forme di endometriosi nei loro discendenti”.

Il calcolo delle malformazioni neonatali, per quanto assurdo possa sembrare, riesce addirittura a rendere ancora più nera la situazione.

“Gli studi dell’Istituto Superiore di Sanità – sottolinea Marfella – confermano un aumento sino all’83 per cento delle malformazioni neonatali nei cittadini campani residenti in prossimità di discariche sia autorizzate che abusive.
Le malformazioni riguardano soprattutto due sistemi: apparato urogenitale e sistema nervoso centrale. In pratica, i due sistemi più stimolati alla crescita nel periodo di vita intrauterino e neonatale”.

Tutto questo, ha portato alle proteste anche dei militari americani di stanza sul territorio visto che la percentuale di malformazioni, ogni 100 nascite, di bambini dei soldati concepiti in Campania è del 3,6 per cento contro il 2,35 delle altre basi navali all’estero.

Che la colpa sia dell’inquinamento dell’area, una ricerca condotta dal Naval Healt Reserch Center di San Diego non è riuscita a provarlo con certezza anche se ha evidenziato un aumento notevole di asma tra i militari, dovuto probabilmente “all’accresciuta esposizione al fumo derivante dalla pratica di bruciare i rifiuti” come si legge nel rapporto firmato dal dottor Timothy Halenkamp del comando militare della marina militare statunitense di Napoli.

Di sicuro, c’è che quotidianamente i soldati a stelle e striscie per lavarsi e cucinare utilizzino, a differenza degli italiani normalmente residenti, solo acqua in bottiglia visto che, una analisi delle risorse idriche fatte nelle abitazioni prese in affitto dal personale militare americano, ha trovato altissime concentrazioni di componenti organici volatili nelle case del comune di Casal di Principe e quantità di tetracloroetene, diossina e arsenico in quelle di Arzano, Marcianise e Villa Literno.

Il quadro della situazione allo stato attuale quindi, senza contare a cosa porterà in futuro, è da definirsi tutt’altro che roseo. “Stanno nascondendo un olocausto – chiosa amaramente Marfella – visto che ci sono almeno 3 milioni di persone che sono state massacrate dalle patologie che ha portato questa situazione”.

napoli.blogolandia.it

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