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Procida, paura a Marina Grande

di Vincenzo Capezzuto jr

Attimo di panico questa mattina nel nuovo porto turistico di Marina Grande quando all’improvviso si è levata un’impressionate nuvola di fumo nero proveniente da un natante di vetroresina di circa 6 mt con motore entrobordo che aveva da pochi secondi terminato di fare benzina. Fortunatamente i due occupanti sono riusciti a lasciare in tempo l’imbarcazione che in pochi secondi è stata avvolta dalle fiamme creando non poche difficoltà ai diversi soccorritori che, tra l’incredulità generale, hanno constatato il non funzionamento dell’impianto antincendio. Per l’ennesima volta a scongiurare il peggio è stato l’intervento dei volontari della Protezione Civile che in pochi minuti sono riusciti a domare le fiamme utilizzando circa mille litri d’acqua, liquido schiumogeno e un estintore in polvere per il vano motore. Tra l’altro gli uomini della protezione Civile, pur giungendo sul posto in soli 7 minuti, hanno riscontrato numerosi difficoltà anche di accesso alla scogliera di levante il cui ingresso era ostruito da diverse auto e motorini.
Passata la paura restano quindi due grossi interrogativi. Il primo di sicuro riguarda il non funzionamento dell’impianto antincendio che, se confermato, impone un immediato intervento vista la numerosa presenza di imbarcazioni che ogni giorno stazionano nel porto. Il secondo, invece, riporta l’attenzione sui giovani della protezione Civile fin troppo maltrattati dall’Amministrazione Comunale che continua a ignorare le loro istanze preoccupandosi più che altro a elargire diversi contribuiti ad altre associazioni minori ma con maggiori sponsor nei palazzi della politica.
Visto l’imminente apertura della campagna elettorale personalmente ritengo che chi si pone come obiettivo l’amministrare il paese non può più continuare a giocare con la voglia di fare dei giovani capitanati dal coriaceo Antonio Meglio che da più di vent’anni dedicano gratuitamente il loro tempo ai servizi più disparati e alle risoluzioni delle poco ma drammatiche emergenze che di volta in volta vedono protagonista il nostro piccolo scoglio. Non servono più delle belle targhe alla sagra del mare bensì il coinvolgimento di questi giovani in un progetto comune che dia dignità agli stessi e alle istituzioni che li rappresentano.

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