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PD, anche a Procida killer del centrosinistra

di Pasquale Lubrano

Trovo interessante lo scritto del capogruppo consiliare del PD sotto molti aspetti, innanzitutto quello politico. Egli ritiene che il centrosinistra sia finito con gli avvenimenti dell’ultima seduta di Consiglio, e che lui ed il PD si erano sforzati “di costruire nei dieci anni trascorsi”. Anche al più distratto degli osservatori non può sfuggire che il centro sinistra era finito da mesi ed egli ne era stato un demolitore quando in contestazione con l’ex capogruppo Romano ed il presidente della commissione trasparenza Intartaglia, di cui dava pessimi giudizi, decise di costituire con Borgogna, poi aderente al centro destra, un gruppo autonomo per poi lasciarlo e costituire un nuovo gruppo PD con Romano ed Intartaglia che, qualche mese prima, contestava. In cambio otteneva la nomina a capogruppo. I Socialisti che non si riconoscono nel PD per i contenuti politici e i comportamenti nazionali di tale partito presero atto delle scelte degli altri consiglieri di minoranza e costituirono il proprio gruppo, mantenendo sempre correttezza e coerenza di rapporto, in nessuna circostanza venendo meno al compito di minoranza costruttiva. Se a novembre il PD ha deciso di rompere unilateralmente in modo immotivato i rapporti con i Socialisti, illudendosi di trarre vantaggio cavalcando qualsiasi situazione di scontento, di partecipare alle vicende dei “lunghi coltelli” nel centrodestra, a cercare lo sfascio del paese per raccoglierne eventualmente i cocci, non può ricordarsi ora che esisteva il centrosinistra. Anzi proprio sulla vendita del porto fu il PD a cambiare posizione inventandosi proposte inesistenti, secondo legge, per compiacere i “pentiti”. I Socialisti, avevano fatto presente della improponibilità delle strane proposte su revoche di parti del Bilancio e non intesero prendere n giro i cittadini e sul piano politico, furono i proponenti della verifica della maggioranza. E i Socialisti da mesi hanno chiesto a coloro che realmente intendono lavorare per il bene della collettività di unirsi in un largo movimento, senza pregiudiziali per chicchessia ma con l’esigenza della condivisione delle scelte. A dicembre proposero al PD di aderire a tale iniziativa. Nessuna risposta. Il PD, preso nel vortice del tutto ed il contrario di tutto, non è in grado di aderire al progetto? Ci dispiace, ma ne abbiamo preso atto.
Solo per rinfrescare la memoria al PD ed al suo capogruppo, voglio ricordare essi intendono ripetere il ’96 quando soggetti come gli attuali dirigenti del PD consegnarono il paese al centro-destra che aveva raccolto meno del 30% dei consensi: senza alcun motivo politico a due giorni dalla presentazione delle liste ruppero con i Socialisti e per quattro anni fecero da scendiletto a Muro, ricevendo in cambio qualche “profumo” di potere, donando al paese, tra l’altro, la spartizione a fette del porto della Chiaiolella. Nel 2000 si costituì una unità con la “Colomba”tra le forze politiche alternative, superando le ostilità di gran parte degli attuali aderenti al PD, grazie all’azione dei Socialisti, verso i quali proseguirono scorrettezze e cattiverie. E’ in questo periodo che il DS tentò di mercanteggiare “gratis” l’acquisizione del 20% delle quote del porto di M.Grande. All’epoca non erano ancora fautori della gestione comunale per il bene della collettività. Nel 2005 gli stessi DS e Margherita avevano già sottoscritto un accordo “mercantile”, tutt’altro che “alternativo” e furono i Socialisti ad impedire tale pateracchio e a mantenere unito il centrosinistra, ponendo tante positive speranze nei giovani consiglieri e tra essi Dino Ambrosino, Che delusione!. E mi sento di sfidare lo smemorato capogruppo PD. I Socialisti nell’ambito del centro-sinistra sono stati sempre coerenti ed attivi, provi egli a dimostrare il contrario e, se può, a rendere noto l’attività ed i comportamenti degli altri componenti l’Unione”, ed in particolare di quelli che compongono attualmente il suo gruppo. Possano le loro contraddizioni, il loro sostenere tutto ed il contrario, portare i consensi che sperano. Se l’alternativa deve basarsi sull’inganno dei cittadini, noi non ne facciamo parte e la combatteremo. Chi vorrà aderire al progetto aperto, di ampia convergenza sulla correttezza dei comportamenti, sulla lealtà nei confronti dei cittadini, non ci sono preclusioni e si può aprire un confronto a tutto campo. I Socialisti porteranno nel progetto “riformista” il loro contributo di idee, di esperienze, di attivo impegno. .
Se questi sono gli aspetti generali, anche sul particolare delle ultime vicende lo scritto del PD è interessante. Conferma che il PD è contro la sistemazione dei precari, non nega ma definisce “estemporanee” le proposte dei suoi alleati di abolire la mensa scolastica e di ridurre l’assistenza alle fasce deboli, come sostenuto nell’opporsi al Bilancio 2009 nei giorni scorsi. Quanto alla sua doppiezza sugli abusi edilizi sulla pelle di chi rischia l’abbattimento della casa, non si capisce a che proposito citi Craxi e i Socialisti nel periodo in cui furono presenti in Amministrazione. Addebita a Craxi l’aver varato il primo condono fino al 1983. Chi propugna l’estensione del primo condono fino al terzo, lo dovrebbe giudicare positivamente. Invece no, prosegue anche in questo nel “tutto ed il contrario di tutto”. Vuole l’estensione al terzo ma è contrario al primo condono. Quanto alla gestione del territorio durante il breve periodo di amministrazione a partecipazione socialista (1984) essa fu, per unanime riconoscimento, la più equilibrata e in breve tempo furono predisposti nuovi strumenti urbanistici capaci di superare le contraddizione di quelli esistenti. Nell’occasione al blocco alla loro approvazione non fu estraneo il PCI, né in sede locale che regionale. Ma anche sulla questione rifiuti il PD non si smentisce. Nei mesi scorsi mentre si batteva per la differenziata e per l’isola ecologica provvisoria, senza la quale, non si poteva effettuare, quando venne a conoscenza che c’erano i finanziamenti dalla Provincia per realizzarla presentò ricorso per bloccare i finanziamenti. Anche sulle ultime delibere consiliari non mancano le contraddizione. Alternativa Liberale e PD hanno dato un giudizio positivo della ristrutturazione della SEPA in corso, all’unanimità del Consiglio sono state approvate le modifiche al Regolamento TIA. Per il Piano Finanziario (quello proposto dalla SEPA prevedeva aumenti di tariffa del 22% per rettifiche accolte a domanda degli utenti) col contributo de “I Riformisti” l’Amministrazione ha proposto dei significativi correttivi (tra cui il pagamento della TIA da parte dei dipartisti turistici, lotta all’evasione, un riequilibrio tra le diverse categorie).e i due consiglieri Riformisti nella votazione si sono astenuti, pur criticando lo stato del servizio che, peraltro, non era all’ordine del giorno. La variegata compagine degli “oppositori” ha votato contro, (dopo aver votato a favore, nella stessa seduta, delle variazioni al Regolamento), per dare uno “schiaffo” all’Amministrazione. Il PD ancora una volta ha partecipato al festival di rancori dei “fuorusciti” senza rendersi conto che la bocciatura danneggiava non l’Amministrazione ma i cittadini. In caso di bocciatura non erano operanti i tagli ai costi e la più favorevole ipotesi ( ma non sono certo della praticabilità) per i cittadini sarebbe stata quella di pagare la stessa bolletta nel 2009, con un deficit di gestione a fine anno di 500/600 Euro, oltre oneri riflessi, sulla bolletta del prossimi anno, come la legge prevede. I cittadini avrebbero pagato caro lo “schiaffo”, con grande giubilo del PD e soci di baldoria.
Quanto ai tentativi di far commissariale il Comune i “Riformisti” hanno pubblicamente informato i cittadini che lo giudicavano un evento dannoso per il paese ed in particolare per le problematiche connesse agli abbattimenti delle case e si sono comportati di conseguenza alla luce del sole. Al PD avrebbe fatto piacere che venisse il commissario e le case fossero abbattute? A “I Riformisti” no. Così stanno le cose, Lo scandalismo del PD è ipocrita. Nella nota del PD si legge, per finire, che il loro “patrimonio di idee, battaglie e valori non è in vendita”. In Italia nessuno sa quale sia il patrimonio, né le battaglie condotte, Noemi a parte, Quanto ai valori, mi auguro che essi non credano che siano tali l’ingannare i cittadini per carpirne il consenso. Se ciò è quello che credono essere “il centrosinistra”, stiano certi, è veramente finito. Anzi é finito con l’Amministrazione socialista dei lontani anni ’80.. L’alternativa va costruita su basi vere e serie. Il PD pensa a tutt’altro. Purtoppo!

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