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Per le scuole di Procida tagli, tagli ed ancora tagli.

La scuola primaria dell’isola di Procida vive un momento di particolare turbolenza. Le novità introdotte dalle riforma Gelmini, infatti, rappresentate dalla figura del maestro unico, dalla riduzione dell’orario, dall’aggregazione amministrativa degli Istituti scolastici ubicati in montagna o nelle piccole isole, dall’aumento degli alunni per classe, anche alla presenza di allievi portatori di handicap (che poi si è immediatamente tradotta in tagli di fondi per l’acquisto di beni e servizi e tagli di organico per il personale docente ed ATA), stanno determinando, sottolineano gli insegnanti in un documento portato all’attenzione dei genitori in un incontro tenuto lo scorso 30 aprile, grosse difficoltà al buon andamento della didattica a partire dal prossimo anno scolastico.Per l’anno scolastico 2010-2011, e fermo restante le attuali disposizioni dell’Ufficio Scolastico Provinciale di Napoli, si prevede una classe 1° in meno nel plesso di Marina Chiaiolella, una classe 3° in meno ed una classe 4° in meno nel plesso Capoluogo, per un totale di n°5 insegnanti in meno ed un personale ATA che passerebbe dalle attuali n°9 unità a n°8 su tre Plessi.
Tutto questo, a detta degli stessi docenti che nei prossimi giorni hanno indetto una riunione sindacale con i colleghi delle altre scuole dell’isola per approfondire la problematica e verificare eventuali soluzioni, produrrà nell’immediato classi più affollate; ogni anno verrà compromessa la continuità e la costituzione dei gruppi-classe con continui mescolamenti e cambio dell’assegnazione dei docenti; l’insegnante sembrerà unico ma, sostanzialmente, si avrà la somma di tanti segmenti orari senza compresenza; i progetti non potranno essere realizzati e i laboratori risulteranno sottoutilizzati; le visite guidate, le gite d’istruzione, le manifestazioni extrascolastiche subiranno delle modifiche e non in maniera positiva.
Da questo punto di vista, precisano gli stessi insegnanti, qualsiasi intervento che riguardi la scuola pubblica deve essere fatto con l’obiettivo di migliorarla e non di ridimensionarla. La scuola è un investimento non un costo a perdere, e la sfida che oggi deve affrontare non è di poco conto: mantenere alta la qualità garantendo elevati livello di apprendimento e nello stesso tempo continuare a garantire l’inserimento dei disabili, l’integrazione dei bambini immigrati, la gestione di situazioni di disagio legate alla progressiva crisi delle famiglie e dei contesti sociali. Disorientamento e sconcerto le considerazioni espresse a caldo dai tanti genitori presenti all’incontro per i quali la Scuola Pubblica rappresenta ancora un caposaldo della nostra società in grado di stimolare nei bambini la capacità di superare le visione del proprio vissuto sociale e di prepararli ad affrontare la complessità, la dinamicità e l’evoluzione della società, non solo nel piccolo mondo isolano ma soprattutto e fondamentalmente fuori dall’isola. Istituzione che, purtroppo, da diversi anni, Governo dopo Governo, Ministro dopo Ministro, Riforma dopo Riforma accumula solo ritardi ed incertezze.

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