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Politica Procida. Mentre il dottore studia, il malato muore?

Momento politico, economico e sociale caratterizzato da una forte instabilità ed effervescenza, molto atteso il Consiglio Comunale del prossimo 19 novembre, con grosse problematiche sul tappeto che aspettano adeguate risoluzioni.

Come sarà chiaro oramai a molti, il quadro politico dell’isola di Procida, con schermaglie che si trascinano da più mesi, si può dire caratterizzato da una forte instabilità, cosa che lo rende l’esatto riflesso di uno stato d’animo piuttosto dilagante nella nostra comunità.

Instabilità si riscontra nel raggruppamento di maggioranza “Procida in Progresso”, con il Presidente del Consiglio, Giorgio Formisano, con l’ex capogruppo e delegato al traffico, Gennaro Cibelli e con l’ex assessore alla sanità ed ecologia, Tommaso Strudel, i quali, unitamente a cinque consiglieri della minoranza, rimettono in discussione la linea portata avanti dal sindaco Lubrano sulla vendita delle quote detenute dal Comune di Procida in “Isola di Procida Navigando Spa”, società che gestisce il porto turistico di Marina Grande.

Instabilità si misura nella minoranza di “Unione per Procida” e “Procida Democratica” con cinque consiglieri: Romano, Intartaglia, Borgogna, Capezzuto jr e Ambrosino che, sulla questione porto turistico, si compattano con il trio della maggioranza senza interagire, viceversa, con la proposta di Maria Capodanno e Tecla Lubrano le quali presentano un proprio documento spostando l’attenzione sull’aspetto politico e chiedono “la verifica della sussistenza delle condizioni di governabilità del Comune”, ovvero, tradotto in soldoni, vogliono che un pò tutti si espongano, in maniera più ampia ed articolata, sul lavoro sin qui svolto dall’amministrazione Comunale.

Instabilità è palpabile nel tessuto sociale ed economico del territorio, alle prese con la precarietà del lavoro, delle retribuzioni ed un disagio sociale robusto. Con il comparto del turismo sempre più marginale dal punto di vista del reddito, tanto da obbligare anche i più riottosi operatori commerciali ad esporre il cartello “Cedesi attività”, e con una quotidianità in cui è difficile avere risposte anche ai quesiti più semplici.

Tutta questa instabilità se è vero che, nel medio lungo periodo, darà effetti positivi in quanto tenderà a far emergere ed affacciare all’orizzonte, oltre alla esigenze e le problematiche dei cittadini, una classe dirigente politica, economica e sociale adeguata alle stesse; nel breve periodo, viceversa, con una campagna elettorale già iniziata, e che ci accompagnerà sino alle elezioni previste nella primavera del 2010, potrebbe determinare un ulteriore e drammatico rallentamento dei processi decisionali.

Da questo punto di vista, PASQUALE LUBRANO (Partito Socialista), ci ha ribadito : “Il prossimo Consiglio Comunale deve esprimersi in modo chiaro se questa Amministrazione conta su una maggioranza o meno. Le tante e note diversificazioni dovrebbero indurla a presentarsi dimissionaria al Consiglio per avviare una nuova fase amministrativa, coinvolgendo le forze politiche e sociali che Procida esprime. Non può trascinare l’isola in un ulteriore lungo periodo di paralisi. E questo al di là del numero di consiglieri che riuscirà a mettere insieme, in un rattoppo per una fiducia di circostanza. Quanto ai dissidenti, devono assumere una posizione chiara esprimendosi sulla verifica da noi richiesta, senza nascondersi dietro argomentazioni e richieste “tecniche” che tecniche non sono, peraltro, a dir poco, controverse rispetto alle normative vigenti.”

Ed è questa, forse, in un contesto nazionale ed internazionale già di per se caratterizzato da notevoli cambiamenti e tensioni, una delle maggiori preoccupazioni che vive la “gente qualsiasi” di Procida, ”l’uomo qualunque”, coloro che sono costretti a fare i conti, giorno per giorno, con uno stipendio che sembra sfuggire tra le mani al solo guardarlo, con un lavoro che diventa sempre meno stabile e più precario, con risorse utilizzate che non danno i risultati attesi ed un domani, a partire dall’oggi, sempre più complicato e con minor certezze.

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