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Procida: Art. 3 “Tutti gli uomini sono uguali davanti alla Legge”. Forse!

In questi giorni, un tema di grande discussione politica e mediatica è la bocciatura del Lodo Alfano in quanto anticostituzionale in base agli art. 3 e 138 della Costituzione.
Ciò che più si distorce in tale questione è il richiamo all’art. 3 della Costituzione, dove si enuncia che tutti gli uomini sono uguali davanti alla legge senza distinzione alcuna.
Dapprima vi è stato il dubbio che non si parlasse del mio paese, poi una semplice riflessione che vorrei condividere.
Vorrei cioè porre alla vostra attenzione lo stato di forte disagio in cui versa un comparto della Sanità Privata Italiana che raccoglie più di 250.000 addetti e non riguarda una sola persona. L’accreditamento definitivo delle Strutture Sanitarie Private che di fatto le fa rientrare a pieno titolo nel Servizio Sanitario Nazionale e quindi nel Servizio Sanitario Regionale, rende inammissibile la enorme diversità di trattamento economico-giuridico da parte dello Stato nei confronti dell’ impiego pubblico rispetto a quello privato. Ovvero è inconcepibile che nel terzo millennio vi sia una così netta disparità di trattamento tra addetti di stesso livello, grado e genere, solo perché si appartiene al pubblico piuttosto che al privato; solo per sviscerare alcuni dati… l’ultimo rinnovo dei CCNL comparto Sanità Pubblica si è avuto nell’anno 2009, sancendo ad esempio una retribuzione di 20.348,00 euro per una cat. C e 22.093,00 euro per una cat. D. L’ultimo rinnovo del CCNL comparto Sanità Privata (premettendo che, anche all’interno stesso del comparto privato esistono disuguaglianze es. A.I.O.P.-A.R.I.S.) risale all’anno 2007 e riguarda il biennio 2004-2005 prevedendo per una cat. C una retribuzione di 18.644,00 euro l’anno, per una cat. D 20.268,00 euro l’anno. A voi le giuste considerazioni! Come se ciò non bastasse, ai lavoratori pubblici vengono riconosciuti una serie di “giusti diritti” che non vengono altresì riconosciuti ai lavoratori privati; come ad esempio: permessi straordinari per visite mediche specialistiche, permessi per partecipare ad esami-concorsi, permessi per partecipare a processi in qualità di testimone, permessi e responsabilità economica per il conseguimento dei crediti ECM. Per non parlare poi del punto più importante: la tutela del posto di lavoro. Infatti lo Stato per il comparto privato, non prevede ammortizzatori sociali, come: mobilità, cassa integrazione, contratti di solidarietà. Come dire: l’azienda è in crisi, tutti a casa! Per cui anche un lavoratore con contratto a tempo indeterminato si sentirà sempre un precario. Per questo motivo sentir chiamare in causa l’art. 3 della Costituzione solo per un caso eclatante perché riguardante il Presidente del Consiglio, mi fa sorridere, poiché migliaia di famiglie si “arrabattano” per conservare il proprio lavoro ed arrivare a fine mese, migliaia di lavoratori vengono discriminati da anni e sono ignorati dalla Politica, dai Media e dalla Legge! Vorrei chiudere questo mio intervento (sfogo) con l’auspicio che questa palese ingiustizia possa terminare al più presto; che le OOSS, i rappresentanti dei datori e i rappresentanti regionali della Sanità possano sedersi ad un tavolo di concertazione allo scopo di ridurre questa abnorme distanza tra lavoratori-cittadini “uguali”, magari subordinando come requisito indispensabile per l’accreditamento delle strutture private l’adeguamento, nonché alla sottoscrizione dei rinnovi alle scadenze naturali dei CCNL. Tale iniziativa, laddove assunta dalla Regione Campania potrebbe invogliare le altre Istituzione Regionali ad assumere medesime iniziative volte, queste sì, a sancire l’uguaglianza delle persone davanti alla legge.
Dott. Salvatore Calvano
Resp. Regionale UGL Sanità Area Riabilitazione e Prevenzione

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