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Procida Blogolandia e Carta: “Il nulla”.

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Editoriale di Giuliano Santoro

“Il nulla

La qualità della democrazia si perde dentro una palude di dichiarazioni e sparate a effetto. Così, scopriamo che la forzista Giustina Destro da Padova ha firmato la «lettera dei 101» contro il pacchetto sicurezza promossa da Alessandra Mussolini [!] perchè «non è giusto prendersela coi neonati, non è colpa loro se sono figli di clandestini». Poi ci sono le dichiarazioni del ministro Renato Brunetta sugli occhialuti studenti dell’Onda, che sarebbero dei «guerriglieri». Intanto, il pm Luigi De Magistris abbandona la magistratura e si candida con Di Pietro. Insomma a furia di dire che la trasmissione «Porta a porta» è la terza camera, il dibattito politico è diventato come uno di quei talk show: non ha nessuna importanza quello che si dice, quello che conta è parlare sopra gli altri, spiazzare gli interlocutori, creare «la notizia». Lo rivelò, qualche anno fa, uno dei peones di Forza Italia che aveva proposto di dare a Silvio Berlusconi il premio Nobel per la pace: «Serve a finire sui giornali, altrimenti la gente si dimentica di noi». Tutto ciò produce due effetti, simili ma non equivalenti. Primo, qualsiasi proposta complessa o affermazione articolata viene cancellata da slogan populisti e parole scandalose. Secondo, si genera un rumore di fondo che amplifica il nulla. Come nell’incubo fantasy de «La storia infinita» il nulla avanza, ma non nella forma di un mostro di Rambaldi. Questa nebulosa di parole contraddittorie e affermazioni che si cancellano a vicenda, costruisce una illusoria sensazione di libertà. Gasparri che non lascia parlare i suoi interlocutore lancia un segnale all’inconscio profondo del paese che va oltre il senso delle sue parole: quello che conta non è cosa si dice, ma come lo dice. Utilizzando la tattica del Tronista di Maria De Filippi che litiga, il politico medio lancia un segnale preciso: ognuno si illude davvero di poter fare quel che gli pare. Per questo, quando i vostri nipoti vi chiederanno di questo Brunetta, vi converrà fargli vedere una qualsiasi puntata de «Il processo» di Biscardi, non un film come «Z – L’Orgia del potere» di Costa Gavras.

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