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Procida: “Capezzuto dimostri la sua discontinuità coinvolgendo forze esterne alla competizione elettorale”

di Dino Ambrosino

L’interessante scritto di Pasquale Lubrano pubblicato qualche giorno fa, offre lo spunto per alcune valutazioni che avevo in animo di fare in merito alle ultime elezioni regionali e comunali. Cercherò, in ogni caso, di essere breve nella replica per poi soffermarmi sulle vere priorità che possono riguardare la comunità procidana tutta.
Il Nostro, ancora una volta, dedica molte delle sue attenzioni al Partito Democratico sviluppando gli stessi argomenti che qualche suo sodale esprime, in solitudine, all’interno del gruppo stesso. Ci si preoccupa delle performance del PD, tralasciando di valutare, con la solita supponenza, il movimento creato in questa campagna elettorale dalla squadra Insieme per Procida. Si sciorinano freddi numeri ma si evita di apprezzare la circostanza che gli appuntamenti promossi dalla lista durante e dopo le elezioni, sono stati frequentati da un gran numero di cittadini, moltissimi dei quali giovani, segnale evidente che si è fatto breccia nelle menti e nei cuori di tanti.
Come gruppo dirigente del PD siamo fieri di aver contribuito a questo fenomeno e siamo consapevoli che ci attendono nuove ed importanti responsabilità, che onoreremo con l’impegno ed il lavoro di sempre per far crescere questo clima positivo.
Non so se può dire lo stesso la lista vincitrice, ma senz’altro non può sprizzare gioia il gruppo “Riformista”. Per rimanere ai freddi numeri ricordo che in Consiglio Comunale i “Riformisti” hanno dimezzato il loro peso: da 2 consiglieri eletti nel 2005 sono passati ad 1 (nonostante il premio di maggioranza offrisse maggiori possibilità); inoltre l’unica eletta ha praticamente dimezzato i suoi consensi. Diversamente il PD elegge in minoranza 3 consiglieri su 6 (sono anche i più votati), ed esprime il primo dei non eletti.
In merito alla competizione regionale, la debole performance di De Luca a Procida è in linea con il calo del centro-sinistra campano e nazionale. Non è una novità la difficoltà politica delle forze progressiste nella nostra isola, peggiorata dall’atteggiamento di chi, annusata la vittoria del centro-destra, ha cambiato casacca: tra questi possiamo sicuramente annoverare il nostro “Censore”.

Il dato politico che emerge con una certa chiarezza dalle elezioni procidane è che la gran parte degli isolani ha bocciato l’amministrazione uscente. Oltre alla maggioranza assoluta degli elettori che non ha votato la lista di centro-destra (data la somma numerica delle due liste di alternativa) va infatti anche considerato il notevole ridimensionamento dei consensi di tutti gli assessori uscenti (salvo uno, pressoché invariato). La stessa candidatura a Sindaco di Vincenzo Capezzuto era stata presentata come elemento di discontinuità rispetto alle gestioni precedenti, nell’intento di recuperare il terreno perso.
A questo punto il nuovo Sindaco deve dimostrare di avere in pugno la situazione, forte del contributo determinante che egli stesso ha dato per la vittoria, dando segnali di discontinuità già con la composizione della sua nuova Giunta. E’ opportuno premiare i volti nuovi della politica procidana, i vari Capezzuto junior, Borgogna, Giuseppe Aiello, Scala, che hanno fatto un’ottima figura in questa tornata elettorale.
Al tempo stesso sarebbe auspicabile coinvolgere nella nuova Amministrazione persone che non hanno partecipato alla competizione elettorale con l’intento di coinvolgere anche quella parte della cittadinanza che non si riconosce dello schieramento che ha vinto. Questo sarebbe un segnale realmente nuovo e discontinuo che il Sindaco potrebbe dare da subito. Del resto una iniziativa del genere troverebbe anche il sostegno della succitata componente “Riformista”, notoriamente propensa a non rivendicare per sé poltrone o incarichi di responsabilità, ma sempre disponibile a coinvolgere persone terze , “tecnici”, come ebbero modo di proporre al Sindaco Gerardo Lubrano nel rimpasto della Giunta di un anno fa.
Se ci saranno questi segnali di discontinuità, auspicabili in un contesto politico nel quale il Sindaco è stato eletto da una minoranza, l’opposizione potrà dare un contributo alla soluzione degli annosi problemi del paese. Diversamente, se si scegliessero ancora una volta gli interessi di parte, non ci sarà possibilità di innescare un dialogo proficuo.

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