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Procida: Di nuovo i tonni nella baia del “Caraugno”?

A paventare la realizzazione dei nuovi impianti nella baia del “Caraugno” è il decano dei giornalisti procidani, il prof. Domenico Ambrosino, il quale, in un articolo pubblicato da “Il Mattino” il 23 luglio, ha sottolineato come: “Ad essere messi all’ingrasso non saranno, però, i tonni della società italo turca “Akua Italia” – vicenda che tante proteste e polemiche ha sollevato negli anni scorsi – ma i tonni della società isolana “Marisol”. “Quest’ultima, infatti, “ ha inoltrato al Comune e ai dirigenti dell’area marina protetta “Regno di Nettuno”, l’istanza per poter di nuovo operare. Il Comune è contrario alla ripresa dell’ingrasso dei tonni nella baia, peraltro inserita nella “zona B” , cioè di “tutela generale” della riserva marina. Peraltro, nel 2007, anche sotto l’incalzare delle proteste ambientaliste, l’Ente locale, attraverso un provvedimento del dirigente dell’Ufficio Tecnico architetto Salvatore Ruocco, aveva avviato un’azione tesa alla revoca della concessione concessa alla “ Marisol”, nel 2002, che prevede, per un periodo di 15 anni, l’occupazione e l’uso di uno specchio acqueo del “Caraugno” di 20.000 metri quadri, con un canone annuo di euro 305,67. Ma il TAR Campania, a cui la Marisol aveva inoltrato ricorso sulla questione, ha concesso alla stessa, nel 2008, la “sospensiva”. Da qui la richiesta, quest’anno, della ripresa dell’attività dell’impianto di maricoltura.”
La vicenda, ovviamente, ha creato allarme nell’isola rimettendo in movimento le associazioni che nel recente passate hanno lottato per rimuovere gli impianti da questa zona dell’isola suscitando un forte risalto, anche mediatico, culminato nelle vibrate proteste e prese di posizione durante la mattanza dei tonni. Confortante, comunque, le dichiarazioni rese dal sindaco di Procida Gerardo Lubrano per il quale: “All’interno del “Caraugno” non ci saranno più impianti di maricoltura. In tal senso, cè il parere unanime del Consiglio Comunale. Come già abbiamo concordato con i turchi di “Akua Italia”, gli impianti vanno delocalizzati. La “Marisol” si dovrà attenere alla stessa condizione se vorrà continuare ad operare nelle acque procidane.”

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