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Procida: Ennesima giornata di passione per i trasporti marittimi.

Quella di ieri, mercoledì 5 dicembre, è stata l’ennesima giornata maledettamente difficile per i collegamenti marittimi da e per le isole del Golfo di Napoli con vento che, per buona parte della mattinata, ha soffiato da ponente/maestro con raffiche che hanno raggiunto anche  la velocità di 35 Km/h.

Fermo per lavori l’aliscafo “Aldebaran” della società di navigazione Caremar (secondo alcune segnalazioni da questa mattina dovrebbe entrare in linea il traghetto veloce “Isola di Procida”), con conseguente soppressione della prima corsa per il Molo Beverello; ben salda agli ormeggi  la M/t “Don Peppino” della Gestur, che ha sospeso le corse da e per Pozzuoli; regolare il traghetto della Medmar in partenza da Procida alle ore 7,05 così come l’aliscafo Snav delle 7,30 e la nave Caremar proveniente da Napoli (Porta di Massa) in prosieguo per Ischia.

Questo il primo scenario che si è prospettato a coloro, in larga parte studenti, pendolari ed esercenti attività commerciali che, di buon mattino, presso il porto di Marina Grande hanno provato a trovare un imbarco per raggiungere le rispettive destinazioni.

Ma, se possibile, nel corso della giornata la situazione si è complicata ulteriormente aggravando la già precaria situazione. E’ il caso del traghetto Caremar proveniente da Ischia con partenza da Procida alle 8,00 per Pozzuoli. Questo, dopo una prima evoluzione nelle specchio acqueo portuale per tentare di accedere in banchina, scarrocciava pericolosamente (così come si evince anche da un video postato sulla pagina face book dei Pendolari Procidani Riuniti), avvicinandosi troppo al pontile degli aliscafi ed il comandante, riavviato i motori a tutta velocità, si dirigeva senza indugio verso l’uscita con destinazione Pozzuoli, facendo a meno di sbarcare mezzi e, soprattutto, gli oltre 100 studenti che frequentano l’Istituto superiore “F. Caracciolo – G. da Procida”.

Subito dopo, proprio per consentire di sfoltire auto e passeggeri in attesa di imbarcare a Procida, la nave partita dal porto di Ischia alle 8.40, che non doveva fare scalo sull’isola di Graziella, ha dovuto effettuare questo scalo intermedio. Tuttavia non essendo disponibile spazio in banchina la nave è rimasta un’ora fuori tra le onde prima di poter effettuare le operazioni di carico e scarico  e ripartire, giungendo a Napoli intorno alle 11,30.

Nel mentre alla biglietteria SNAV veniva affisso l’avviso che, causa avverse condizioni meteo, la corsa delle 9,10 da Procida per Casamicciola così come quella delle 10,10 da Procida per Napoli erano sospese. Stessa sorte toccava alla corsa del traghetto Medmar delle 11,15 da Ischia via Procida per Napoli.

Migliorate le condizioni meteo, almeno per quanto riguarda il vento ed il moto ondoso, la buona parte dei vettori ha ripreso a navigare nel corso del pomeriggio, fermo restante che appare quasi superfluo sottolineare come, soprattutto per i tanti pendolari che si muovono da e per l’isola di Procida, affrontare le giornate con il sempre imminente incubo di non poter raggiungere il posto di lavoro e di studio o, peggio ancora, dover passare la nottata fuori casa, con ricaduto sulle dinamiche familiari e con una maggiorazione dei costi, costituisce un fattore di stress non di poco conto. Contestualmente va sottolineato come il progressivo insabbiamento del porto di Marina Grande, cui da tempo si richiede l’urgente escavo, renda oltre modo problematiche le operazioni di attracco dei traghetti, in special modo in condizioni meteo marine non ottimali, quando anche l’abilità degli equipaggi dei vari navigli è posta a dura prova.

Guglielmo Taliercio

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2 commenti

  1. Sarebbe bello ricordare ogni tanto che viviamo su di un isola. Questa condizione di “isolano” che a me piace molto, non ci riserva solo degli aspetti piacevoli ma anche degli inconvenieni. A mio avviso l’isolano vero è colui che sa accettare gli uni e gli altri, altrimenti meglio andare a vivere in terraferma! Infatti, oltre ad aver preteso ed ottenuto corse in orari che si allineano alle tante necessità o meglio comodità di tanti singoli, ci scandalizziamo quando, in condizioni proibitive o quasi, venga omesso uno scalo di navi od aliscafi. Sarebbe interessante leggere sul giornale l’articolo del “giornalista” che non si limita a raccontare il fatterello criticando addirttura questa o quella manovra, ma appredere le critiche formulate in modo costruttivo alle cause che hanno portato al mancato approdo. Oltre alle condizioni del mare e del vento infatti, bisognerebbe considerare anche le insidie che il porto di Procida presenta quali ad esempio i bassi fondali che non solo si sono creati nell’ambito portuale ma anche all’imboccatura del porto arrecando enormi difficoltà alle navi che entrano in porto. Inoltre la presenza di altre unità ferme in porto certo non facilita il compito di chi, mettendo a disposizione tutta la sua professionalità, vorrebbe ormeggiare a Procida anche con condizioni probitive. Mi piacerebbe seguire una campagna giornalistica che velocizziil dragaggio del porto e della sua imboccatura onde permettere alle navi di svolgere un servizio più efficiente. Sarebbe bello leggere ogni tanto che, anche in condizioni proibitive e con tutte le problemetiche che presenta il porto di Procida, quella nave o quella società di navigazione ha garantito i collegamenti. Ma forse i “giornalisti che sarebbero capaci di raccontare anche queste cose scrivono per altri giornali o blog.

    • guglielmo taliercio

      Caro lettore, così come auspichi, proprio in questo post, cosa che probabilmente è sfuggita alla tua attenzione, è richiamata la problematica relativa all’insabbiamento del porto di Marina Grande e come tale situazione crea difficoltà per chi opera (fatto che, questo si, non leggiamo da altre parti). Detto questo gli stessi marittimi, nelle tante legittime rivendicazioni, potrebbero porre sul tavolo delle autorità competenti questa situazione. Per il resto essere isolani non significati essere isolati, per quanto bello e caratteristico possa essere nella visione di qualcuno.

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