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Procida: Grande successo per la mostra sulla marineria procidana di Giuseppe Righi.

Il mare è sempre stato l’elemento naturale per eccellenza dei procidani: croce e delizia, ricchezza e povertà, speranza e desolazione, vita e morte.
Ed è per questo che la mostra proposta da Peppino Righi nell’ex chiesa di San Giacomo, con il patrocinio del Comune di Procida ed inaugurata nell’ambito della 59° edizione della “Sagra del Mare”, con le oltre 100 foto di navi che hanno solcato i mari dall’800 ai nostri giorni, cui sono legate le memorie ed i ricordi di intere generazioni di procidani, i tanti modellini di feluche, galere, gozzi, velieri, piattaforme, navi da carico e petroliere, con i tanti attestati, strumenti per la navigazione, utensili per la costruzione di battelli, diplomi e documenti di bordo, costituisce un patrimonio documentale ed emozionale di valore inestimabile.
La mostra, ci dice Peppino Righi vero ispiratore ed ideatore di questo percorso, viene riproposta a Procida da diversi anni, all’incirca dal 2000 quando, dopo aver riposto il “libretto di navigazione” nel cassetto ed aver ricevuto in premio la medaglia d’oro di lunga navigazione, ho iniziato a dare sfogo ad una passione che sentivo di avere dentro di me sin da ragazzo e che mi ha portato, anno dopo anno, a mettere insieme sempre più materiale tanto che, oramai, necessita di tanto spazio.
Da questo punto di vista, continua un’altro lupo di mare, il cap. Michele Di Costanzo, che, tra l’altro, ha contribuito ad arricchire il materiale espositivo con dei modellini costruiti all’interno di bottiglie con un procedimento certosino e di alta precisione, tipo “microchirurgia”, fatto di pinzette lenti di ingrandimento e tanta pasienza, abbiamo potuto constatare l’estremo interesse mostrato dalle migliaia di visitatori che si sono alternati nella sala in questi giorni, molti dei quali ci hanno chiesto di conoscere la storia dei tanti modellini riprodotti così come molti altri si sono soffermati vicino alle foto delle navi e, andando a ritroso nel tempo, hanno ripercorso momenti della loro vita.
Ed è per questo, sottolinea Righi, che, oltre a costituire un’Associazione dei modellisti procidani, è nostra intenzione impegnarci affinchè queste risorse, che noi porremmo disponibili immediatamente e senza compenso alcuno, e tanto altro materiale che sarebbe possibile recuperare tra le famiglie procidane, potesse trovare posto in un sede fissa, aperta tutto l’anno, visitabile dai turisti e soprattutto dai giovani, tra i quali crescono i capitani e i direttori di macchina del futuro, in grado di rappresentare in modo adeguato, da un lato, il glorioso passato e la memoria storica di una marineria com’è quella procidana, che ha solcato in lungo ed in largo e con grandi soddisfazioni tutti i mari del mondo, dall’altro, costituire un punto di interesse per i turisti sempre alla ricerca del recupero di tradizioni e di antichi e nobili mestieri.

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