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Procida: “I valori e le tradizioni della Marina restano saldi e solidi nel tempo”

Nella chiesa di Maria Santissima della Pietà e di San Giovanni Battista, con la S. Messa ufficiata da padre Giovanni Costagliola, si è tenuta lo scorso 4 dicembre, alla presenze dei rappresentanti delle Istituzioni, delle Forze dell’Ordine, della politica e delle Associazioni, la cerimonia in occasione della festività di S. Barbara.
Parole dirette e piene di significato quelle del comandante della Capitaneria di Porto di Procida, T.V. (CP) Gianluca Oliveti il quale, dopo aver salutato e ringraziato gli intervenuti, ha sottolineato come questa rappresenti la sua seconda, ed ultima, S. Barbara sull’isola di Arturo e di come, a dispetto degli uomini che passano, le tradizioni ed i valori della Marina restano saldi e solidi nel tempo. Per Salvatore Costagliola, consigliere comunale ed ex assessore al mare, che ha preso la parola in qualità di iscritto all’ANMI (Associazione Nazionale Marinai d’Italia) di Monte di Procida, presente con il presidente cap. Antonio Mazzella, forte è il richiamo alle radice marinare dell’isola , così come forte è stato l’invito portato al Circolo dei Capitani e Macchinisti, al Pio Monte dei Marinai e all’Istituto Nautico, ad adoperarsi per la nascita di una associazione procidana che rafforzi lo spirito marinaro ed aumenti la partecipazioni in occasioni importanti come questa.
A proposito dell’ANMI e dei suoi iscritti, che spesso vediamo nella tipica divisa partecipare alle manifestazioni che si tengono sul nostro territorio, nasce nel 1895 a Torino con il nome di “Società Militari congedati dalla Regia Marina” ed è costituita esclusivamente da Marinai che avevano “servito senza macchia nella Regia Marina”.
Nel suo atto costitutivo del 1° gennaio 1896 si definiva Società di Mutuo Soccorso e di questa peculiare realtà associativa aveva i primi scopi. Questi – ancorché modificati una prima volta il 31 marzo 1900 e poi il 9 marzo 1912 – restarono pressoché immutati sinché tutti gli iscritti, qualche anno più tardi, confluirono in un nuovo organismo appena costituito. Nel 1911, infatti, grazie all’iniziativa propugnatrice dell’allora Sottonocchiere in congedo Ruggero Bertola, era nata a Milano, con la denominazione “Unione Marinara Italiana” – U.M.I., la prima Associazione con scopi statutari pressoché uguali agli odierni.
Nel comunicato che informava dell’evento la stampa, si leggeva infatti: Si è costituita, con sede a Milano, una Società tra i Militari in congedo ed in servizio attivo appartenenti alla Regia Marina, senza distinzione di grado e di categoria, con il nome Unione Marinara Italiana U.M.I.
La società si prefigge: di cementare i vincoli di fratellanza fra i componenti la medesima, tenere vivo il ricordo dei compagni caduti in guerra; di rendere onore al coraggio civile e militare di tutti coloro che se ne rendessero meritevoli; di indire gite, feste e conferenze allo scopo di far conoscere ed apprezzare al nostro popolo quanto sia grande il valore e la forza della nostra Marina Militare.
La prima pietra era stata posta: il “Comunicato” conteneva in sintesi quanto più tardi sarebbe stato riportato in apposito Statuto. L’opera di proselitismo si estese rapidamente su tutto il territorio nazionale diffondendo il credo di base della Associazione: il progresso morale e sociale può essere conseguito solo nel rispetto pieno del principio solenne dell’appartenenza di tutti gli Italiani ad una Patria comune.
Con questo spirito, l’U.M.I. visse a fianco della Marina i grandi avvenimenti che scuotevano la Nazione, la preparazione e la partecipazione al primo Conflitto Mondiale e le complesse vicende sociali e politiche del dopoguerra; in seguito, passati gli anni di maggiore crisi, l’U.M.I. si sviluppò ulteriormente e dal suo “Programma” iniziale derivò un primo tentativo di “Regolamento” a livello nazionale.
Il Direttorio U.M.I. in posa nel 1921
L’ U.M.I. con Regio Decreto del 18 ottobre 1934, si modificò in “Associazione d’Arma Gruppi Marinai d’Italia”, anche per meglio tener conto dell’avvenuta moltiplicazione sia nelle città interne sia in quelle di mare e soprattutto al Sud dei Gruppi che la componevano.
Negli anni ‘50 con l’avvio dell’ammodernamento della Forza Armata i Gruppi Marinai d’Italia presero nuovo vigore, a tutela degli ideali di fondo comuni tra il Personale in servizio e quello già posto in congedo dalla Marina Militare.
Con Decreto Presidenziale del 23 marzo 1954, le Disposizioni di Legge e Regolamenti succedutisi nel tempo vennero riuniti e aggiornati un uno “Statuto” che assumeva la definitiva denominazione di “Associazione Nazionale Marinai d’Italia” (A.N.M.I.).

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