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Procida. Il ponente ha ingoiato le nostre spiagge. A rischio la stagione estiva

spiagge-procida.jpgdi Domenico Ambrosino – Il 15 e 16 maggio scorso, a Procida, la mareggiata da ponente ha ingoiato gran parte degli arenili che guardano Ischia. Le spiagge di Ciracciello, alla Chiaiolella, come pure quelle di Ciraccio e di Pozzovecchio – la suggestiva ”spiaggia del postino” – sono state quasi completamente risucchiate dalle onde che hanno imperversato nella notte tra sabato e domenica. Danni notevoli hanno ricevuto gli stabilimenti balneari situati sugli arenili. In particolare le file di cabine che i proprietari degli stabilimenti del Lido di Procida, la Capannina, la Rotonda e Vivara hanno incominciato ad installare nella parte alta delle spiagge. Aggredite dal mare, molte cabine sono state sfasciate. Le onde hanno anche sottratto alcune canoe, di proprietà degli stabilimenti, tirate a secco sulle spiagge.In allarme gli operatori turistici che vedono compromessa seriamente l’attività della imminente stagione estiva. Luigi Schiano Lomoriello, titolare del «Lido di Procida», uno degli stabilimenti storici dell’isola, situato nella zona della Chiaiolella, non nasconde il suo pessimismo. « Il mio stabilimento – dice – è ormai in balia delle onde. Davanti alla terrazza che dà sulla spiaggia, il mare ha sottratto tutta la sabbia. Sono uscite fuori addirittura le fondamenta della struttura. Bisogna far qualcosa subito per far fronte alla situazione, ma serve innanzitutto un progetto che consenta la protezione degli arenili». La signora Maddalena Ferrantino Capodanno, proprietaria di un altro stabilimento, il «Vivara», situato sulla spiaggia di fronte all’omonimo isolotto, incalza: « L’arenile è quasi scomparso. Una volta c’erano circa 30 metri a fronte della nostra struttura. A Procida il 95% del turismo è basato sulla balneazione. Alla Chiaiolella, d’estate, tutta l’economia – bar, ristoranti, fitto delle case, utenza degli alberghi e pensioni – gira attorno ai bagni di mare della spiaggia di Ciraccio che stamane non esiste quasi più. Non siamo solo noi ad andare in crisi, ma qui rischia di saltare l’intero sistema». Fabrizio Borgogna, neo assessore comunale al turismo, non nasconde la sua preoccupazione, ma mostra di avere idee abbastanza chiare sulla situazione: «Per l’immediato chiederemo alla Regione dei provvedimenti urgenti per aiutare gli operatori in difficoltà. Domani li riunirò tutti al Comune. È chiaro, comunque, che bisogna attrezzarsi per il prossimo futuro. Una proposta su cui amministratori, operatori turistici, associazioni di categoria, cittadini, siamo tutti d’accordo, è un progetto che preveda la costruzione di una serie di barriere e scogliere semisommerse a fronte dei nostri arenili. Al neo assessore regionale al turismo non chiederemo, perciò, il finanziamento di eventi ludici in grado di attrarre i turisti, ma con forza gli chiederemo di sostenere un progetto che vada a tutelare le nostre spiagge che restano il nostro più importante patrimonio». C’è da dire che negli anni scorsi il Comune aveva finanziato il ripascimento della spiaggia di Ciraccio attraverso il progetto ”BMS” che poi fu sospeso. L’ente locale e la ditta sono ancora in causa . Luigi Schiano, da vecchio operatore turistico che ben conosce la vita e la storia del territorio, lancia una provocazione: «Per reperire i fondi la Regione potrebbe sospendere i lavori di riparazione del ponte di Vivara. Da quando la struttura è stata costruita per conto della Cassa del Mezzogiorno nel 1957, l’equilibrio ambientale della zona è stato sconvolto. Nella zona di mare antistante la spiaggia di Ciraccio hanno incominciato a muoversi una serie di correnti che, durante le mareggiate da libeccio, concorrono a sottrarre sabbia dagli arenili. Senza ponte, Vivara tornerebbe isola, ancor più protetta e ambita; la zona di mare che guarda la spiaggia ritroverebbe l’equilibrio e la sabbia perduta che, guarda caso, giace in larga parte sui fondali del Golfo del Genito, proprio di fronte a Vivara, dove viene trasferita dal mare da libeccio».[youtube 9NvGJ_R_MQQ]

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