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Procida. Il vescovo Strofaldi, commenta il nuovo statuto della Regione Campania

Dalla Mailing list del Comune Unico ( ACUII) una discussione sul nuovo Statuto della Regione Campania varato in questi giorni. Interessante è la risponsta di Mons. Filippo Strofaldi, che dimostra la vicinanza all’uso intelligente del mezzo informatico. Riportiamo nel seguito alcuni articoli:

Purtroppo ci sono variazioni peggiorative rispetto al precedente statuto (art. 50). L’iniziativa legislativa popolare è passata da 5.000 firme a 10.000. Quella da parte dei Consigli comunali è passata da “uno o più Consigli comunali con una popolazione di almeno 20.000 elettori” a “non meno di tre consigli comunali la cui popolazione sia complessivamente superiore a cinquantamila abitanti”.


Articolo 12
Iniziativa legislativa dei cittadini, degli enti locali, del Consiglio delle autonomie locali e del Consiglio regionale dell’economia e del lavoro

1. L’iniziativa legislativa dei cittadini è esercitata mediante una proposta sottoscritta da almeno diecimila elettori iscritti nelle liste elettorali dei comuni della Regione e presentata nella forma di un progetto redatto in articoli ed illustrato da una relazione descrittiva.
2. L’iniziativa legislativa appartiene inoltre ai singoli Consigli provinciali e comunali dei capoluoghi di provincia, nonché a non meno di tre consigli comunali la cui popolazione sia complessivamente superiore a cinquantamila abitanti.
3. L’iniziativa legislativa di cui ai commi 1 e 2 non è ammessa per la modifica o la revisione dello Statuto regionale, per le leggi tributarie e di bilancio e per la legge finanziaria regionale.
4. L’iniziativa legislativa può essere esercitata dal Consiglio delle autonomie locali su materie riguardanti gli enti locali e dal Consiglio regionale dell’economia e del lavoro su materie di sua pertinenza.
5. L’iniziativa legislativa di cui al presente articolo non è esercitabile nel semestre antecedente la scadenza naturale del Consiglio.


Articolo 14
Referendum consultivo

1. Il Consiglio regionale può deliberare l’indizione di referendum consultivi su tutte le iniziative ed i provvedimenti di competenza della Regione.
2. Sono obbligatoriamente sottoposte a referendum consultivo delle popolazioni interessate le proposte di legge concernenti la istituzione di nuovi comuni e i mutamenti delle circoscrizioni e delle denominazioni comunali.
3. Se la votazione sul referendum ha avuto esito negativo, la stessa richiesta non può essere ripresentata nella stessa legislatura.
4. Nei sei mesi antecedenti le elezioni per il rinnovo del Consiglio regionale non possono svolgersi votazioni referendarie.
5. La legge regionale disciplina le modalità di proposizione e svolgimento del referendum consultivo.

Il commento di Mons. Filippo Strofaldi

Carissimo,
ti ringrazio del comunicato anche se, in spirito di verità (”la verità vi farà liberi”vangelo di Giovanni) è sempre equivoco quella dizione “unioni familiari” !?!?! abbraccia “oves et boves” trad.in napoletano “cani e porci” non nel senso zoologico ma nel senso del ripetto delle proprie scelte e chi vuole convivere e non si sposa neppure riconoscendo lo Stato è liberissimo
di farlo, ma poi non deve pretendere dallo Stato che non riconosce (almeno sotto l’aspetto giuridico di matrimonio e quindi di famiglia, non deve pretendere diritti perché non ci sono doveri (DICO diritto dei conviventi, ma quali doveri?). Come vedi non ti cito il matrimonio religioso o le frasi del Vangelo sul sacramento, ma solo la BUONA RAGIONE che oggi è assente
anche nella mente di molti papaveri ?!?!.

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