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Procida. Incontro con: Carlo di Dio, Primo ballerino del San Diego Ballet U.S.A.

di Cristian Pedrazzini

Carlo Di Dio, ha 23 anni, lui è un Ballerino professionista. Ha iniziato i suoi studi, dopo anni di avvicinamento alla disciplina presso la Scuola di Danza del “Procida Hall” di Procida, frequentando la Scuola di Danza Classica del Teatro San Carlo di Napoli e concludendoli presso la Scuola di Danza Classica “Harmony” diretta dal Maestro Arnaldo Angelini che considera principalmente il suo Maestro di Vita oltre che il suo Unico e ineguagliabile Maestro di Danza.
Dopo aver lavorato, tra gli altri, presso il Teatro San Carlo di Napoli, il Teatro Massimo di Palermo, dopo aver lavorato con Maestri di chiara fama quali Elisabetta Terabust, Giuseppe Della Monica, Luc Bouy, Luciano Cannito e Marcello Angelini, sono approdato presso il San Diego Ballet lavorando con il Direttore Javier Velasco. Attualmente è Primo ballerino e gli sono stati assegnati i ruoli del Cavaliere nel “Lo Schiaccianoci” e quello di Romeo in “Romeo e Giulietta”.

Tu sei un ballerino, coreografo, attore, insomma chi più ne ha più ne metta, ma che cosa ti ha spinto ad iniziare questa carriera e soprattutto come è iniziata la tua avventura e cosa ti piace di più fare?

Mi sono avvicinato al mondo della Danza a soli 8 anni affascinato dagli Spettacoli visti in televisione; conoscendo poi da vicino il Mondo della Danza classica, ho deciso che sarebbe stato il mio mondo. Ho iniziato la mia avventura in una piccola Scuola di Procida, che ha avuto il pregio di farmi capire quanto la Danza costituisse non una passione ma la mia passione. La mia riconoscenza va al titolare della Scuola, Enzo Gadaleta, che non è più tra noi.

Attualmente sono un Ballerino e mi piace esserlo, ma non escludo che il mio futuro artistico possa riservarmi altri ruoli ed altre prospettive.

Come vedi il mondo artistico in Italia?

Il Mondo Artistico in Italia non facilita la realizzazione di quei talenti e di quelle professionalità che abbondano nel nostro Paese.

Cosa ti alletta di più della danza?

L’energia, la carica affettiva e il comunicare con il Mondo attraverso il linguaggio universale di un’Arte che non conosce confini.

Qual è lo spettacolo che ti è rimasto più nel cuore?

Sicuramente il mio Passo d’Addio nel saggio di fine anno dell’ultimo anno di Corso; lo ricordo come il momento più intenso della mia vita artistica. Ci sono altri Balletti che ricordo con grande affetto, ma quell’esperienza rimarrà irripetibile.

Come ti vedi tra 10 anni?

Se avessi voluto prospettive stabili, non sarei stato il Ballerino che sono.

Un tuo sogno nel cassetto?

Indubbiamente il ruolo di Albrecht in Giselle è stato sempre il mio sogno nel cassetto: mi è stata data nel 2006, al Teatro Massimo di Palermo, la possibilità di mettermi alla prova in questo Balletto studiando e provando, sotto la guida del Maestro Marcello Angelini, il Ruolo del Contadino.

Com’è il Carlo tra le mura domestiche, lontano dalle scene?

Chi mi conosce bene mi dice che sono un ragazzo solare.

I giovani e il mondo. Cosa pensi dei tuoi coetanei in relazione ai sentimenti?
Che domanda difficile: noi giovani siamo stati disabituati a guardare ai sentimenti ma riusciamo comunque, anche se con difficoltà, a riconoscere e ricambiare gli affetti veri.

Credo, anzi spero, di aver costruito intorno a me un giro di amicizie forse non molto esteso, ma indubbiamente solido e leale.

L’arte come l’amore è a 360 gradi. Universale. Che rapporto hai tu con le altre forme artistiche quali musica e arte

Ho la fortuna di avere un fratello maggiore, Osvaldo, che è un musicista poliedrico ed creativo: mi ha praticamente cresciuto con il sottofondo della Musica, accompagnando la mia crescita di artista e di giovane uomo con il rispetto e l’amore per l’Arte in quanto tale. E di questo lo ringrazio.

Ogni forma di arte come espressione dell’Anima, in tutte le forme e gli stili, mi incuriosisce, ma crescendo ho imparato ad operare scelte privilegiando oltre la Danza, la Musica e il Teatro.

Cosa stai ascoltando, musicalmente parlando ultimamente? Cosa ti emoziona della musica?

Ogni giorno variano i miei interessi musicali: dipende dai miei stati d’animo. Della musica mi interessa la melodia che apprezzo quando riesce a conciliarmi con me stesso, a rilassarmi oppure a darmi carica, a suggerirmi la scelta emotiva giusta in quel momento.

Quali sono i tuoi progetti futuri?

Danzare.

Conoscere Artisti che mi sappiano “parlare”.

Avere ruoli importanti che mi consentano di realizzarmi completamente.

Essere felice e soddisfatto come Ballerino, come persona e come cittadino del Mondo.

Perché chi mi conosce vede in me un cittadino del Mondo!

Chi senti di dover ringraziare?

La prima persona che devo ringraziare è mia madre, perché ha sempre creduto in me e mi ha consentito di essere quello che sono e come sono.

Dopo di Lei un grazie va alla mia famiglia che ha sempre appoggiato e valorizzato le mie scelte, umane e professionali.

Come non ringraziare chi mi ha insegnato a guardare sempre in alto e davanti, senza arrendermi mai e puntando costantemente alla realizzazione di me stesso: il mio Maestro Arnaldo Angelini.

Un piccolo ringraziamento va alla mia ferma, caparbia e costante determinazione che non mi ha mai fatto arrendere anche quando chi doveva supportarmi non l’ha fatto.

In fine un grazie dal profondo del cuore va alla persona che mi è stata accanto negli ultimi tre anni.

Come sempre una tua frase, un tuo pensiero per i lettori di Spettacolinews.

Quando sembra che tutto vada male e che il mondo ci si rivolti contro, deve uscire fuori tutta la positività e la determinazione che è dentro di noi per ottenere quello che vogliamo.

http://www.spettacolinews.it/incontro-con-carlo-di-dio-DS0A1131.html#

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